Maura Turchi alla guida del Celivo: “Cambia il modo di fare volontariato, non la voglia di partecipare”

GENOVA – Più di 20.500 servizi erogati in un anno, 1.676 enti del Terzo Settore raggiunti, oltre 3.300 consulenze e 700 colloqui con persone interessate a fare volontariato. Dietro la sigla Celivo c’è una macchina che lavora quotidianamente con una parte consistente dell’associazionismo genovese. E ora quella macchina ha una nuova direttrice.
È Maura Turchi, da 24 anni nello staff del Centro di Servizio per il Volontariato della Città Metropolitana di Genova, chiamata a raccogliere il testimone di Simona Tartarini, che lo ha diretto per 26 anni.
“Sono i primi giorni di una nuova scuola anche per me”, racconta Turchi. “Conosco il Celivo da tanti anni, ma oggi sento di avere una responsabilità diversa: accompagnare una storia importante, partendo da un Centro solido e ben strutturato”.
Una storia che precede anche la nascita dell’attuale sistema del Terzo Settore. Celivo si costituisce formalmente come organizzazione di volontariato nel 1995 e dal 1998 è accreditato come Centro di Servizio per il Volontariato sul territorio genovese. Oggi è un’ODV iscritta al RUNTS e opera secondo le funzioni attribuite ai CSV dal Codice del Terzo Settore.
Cosa fa davvero il Celivo
Il Celivo non è un’associazione che svolge direttamente servizi sociali al posto degli altri enti: il suo compito è aiutare chi il volontariato lo organizza e chi vorrebbe cominciare a farlo.
“Siamo vicini al mondo del Terzo Settore e supportiamo le associazioni nelle attività concrete: dalla consulenza alla formazione, dalla ricerca di nuovi volontari alla gestione organizzativa e amministrativa”, spiega Turchi. “E cerchiamo di essere sul territorio per non lasciare sole né le associazioni né le persone che vogliono impegnarsi”.
Le attività sono distribuite in sei aree, dalla promozione e orientamento alla formazione, dalle consulenze alla comunicazione, fino alla ricerca e al supporto tecnico-logistico.
I numeri del Bilancio sociale 2025, pubblicato quest’anno, danno la misura dell’attività: 20.538 servizi gratuiti, 1.676 enti raggiunti e 201 organizzazioni entrate per la prima volta tra gli utenti del Centro. Le consulenze fiscali e amministrative sono state 1.182, quelle sul RUNTS 325; a queste si aggiungono 43 corsi in presenza o online, 26 videocorsi, 193 appelli per la ricerca di volontari e 704 colloqui di orientamento.
Un pezzo importante riguarda proprio i giovani: nel 2025 il Celivo ha realizzato 79 incontri nelle scuole e nelle università, coinvolgendo anche studenti in percorsi PCTO e nel progetto universitario “Universo”.
“Il volontariato non è in crisi, sta cambiando”
È su questo terreno che Turchi individua uno dei cambiamenti più evidenti osservati nei suoi 24 anni al Celivo. L’immagine tradizionale è quella del volontario legato per decenni alla stessa associazione, con giorni e orari fissi.
Quel modello esiste ancora, ma non è più l’unico. “Più che in crisi, il volontariato è in trasformazione”, sostiene la nuova direttrice. “Ci sono forme tradizionali di partecipazione che fanno più fatica, ma contemporaneamente ci sono persone che cercano di impegnarsi in maniera diversa”.
Succede soprattutto tra i più giovani. “Prima era più frequente un impegno continuativo sempre nella stessa associazione. Adesso vediamo un volontariato più fluido: si partecipa a organizzazioni diverse, con tempi differenti. La voglia di impegnarsi c’è ancora, cambiano le modalità”.
Turchi è entrata nel Celivo nel 2001 e nel tempo ha seguito ambiti diversi, dall’amministrazione ai progetti con le scuole fino allo sportello bandi. Oggi si trova a coordinare una struttura composta da sette professionisti, organizzata in aree che coprono i principali bisogni degli Enti del Terzo Settore.
La comunicazione è affidata a Roberta Borgogno, con il supporto di Francesca Sanguineti per l’ufficio stampa. L’animazione territoriale coinvolge Diego Longinotti, Maria Giulia Pastorino e la stessa Borgogno, mentre la formazione è seguita da Giorgia Demagistri. Sul fronte delle consulenze specialistiche opera Simone Perotto, affiancato dai professionisti esterni Walter Chiapussi e Giovanni Battista Raggi. L’area amministrativa e logistica è invece gestita da Ersilia D’Addamio, che segue anche il Progetto Donazioni destinato agli Enti del Terzo Settore.
Tra le novità introdotte con la nuova direzione c’è anche la figura della Responsabile dello Sviluppo Strategico, affidata a Maria Giulia Pastorino. Il nuovo incarico nasce per leggere più da vicino i cambiamenti del Terzo Settore, rafforzare i rapporti con istituzioni e reti, sviluppare partnership e nuove opportunità e accompagnare l’evoluzione dei servizi del Centro.
“Il nostro compito è non far sentire solo chi vuole fare volontariato e non far sentire sole le associazioni”, dice Turchi. Una linea di lavoro che mette al centro il rapporto quotidiano tra il Celivo e il territorio.
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