Giornata del Cane, famiglie e seconde possibilità: dentro l’estate del canile di Monte Contessa

Molti degli animali recuperati sul territorio arrivano senza microchip. La struttura è satura e non può accettare rinunce di proprietà. Sara Cabella, vicepresidente di U.N.A.: “Adottiamo circa dieci cani al mese, ma l’estate è il momento più difficile”.
GENOVA – Tanti cani recuperati mentre vagano sul territorio, spesso senza microchip; box che restano sotto pressione e meno persone disposte ad adottare durante i mesi delle vacanze. L’estate al canile municipale di Monte Contessa, sulle alture di Sestri Ponente, è il periodo in cui entrate e uscite fanno più fatica a compensarsi.
A raccontarlo, in occasione della Giornata mondiale del cane celebrata il 26 agosto, è Sara Cabella, vicepresidente dell’associazione U.N.A. – Uomo Natura Animale ODV, che gestisce per il Comune di Genova il canile municipale. La struttura accoglie cani e gatti senza famiglia e affianca alle cure anche percorsi di recupero comportamentale per gli animali che ne hanno bisogno.
Una precisazione è importante: cane vagante non significa automaticamente cane abbandonato. Può trattarsi anche di un animale smarrito o fuggito. Sul numero effettivo degli abbandoni, inoltre, in Italia non esiste ancora un sistema statistico unico e aggiornato che permetta di fornire una cifra attendibile: è una lacuna segnalata anche dalla LAV.
Quasi 300 mila cani registrati in Liguria
La dimensione della popolazione canina ligure aiuta a capire quanto il tema riguardi ormai una parte consistente delle famiglie. L’ultimo dato regionale aggregato disponibile e confrontabile registra 299.467 cani iscritti all’anagrafe in Liguria, rilevati al 7 gennaio 2025: circa un cane ogni cinque abitanti.
Il microchip è obbligatorio e deve essere applicato entro il sessantesimo giorno di vita. Serve innanzitutto a ricondurre rapidamente un animale al proprietario in caso di smarrimento, ma rappresenta anche uno degli strumenti di prevenzione del randagismo e dell’abbandono. La stessa Regione Liguria ha rilanciato il mese scorso una campagna dedicata al possesso responsabile degli animali. A Monte Contessa, però, Cabella segnala proprio la frequenza con cui i cani recuperati arrivano privi di identificazione, complicando la possibilità di risalire immediatamente alla famiglia.
Dieci cani adottati ogni mese, ma d’estate il ricambio rallenta
Sul fronte delle uscite il dato è più incoraggiante. “Le adozioni stanno andando comunque bene: siamo all’incirca sui dieci cani al mese. Per i gatti siamo sui sette-otto, poi quando arrivano i cuccioli la media sale”. Il problema è soprattutto stagionale. Durante l’estate aumentano i recuperi mentre diminuisce la disponibilità ad accogliere un animale. “Le persone vanno in vacanza e le adozioni calano. Per il canile questo è sicuramente il momento più difficile dell’anno”.
La pressione sulla struttura non nasce soltanto da questa estate. Il 22 giugno, nell’ultima fotografia ufficiale diffusa dal Comune, a Monte Contessa erano ospitati 145 cani e 66 gatti. Palazzo Tursi indicava già allora la saturazione degli spazi come uno dei problemi principali: molti cani provengono da sequestri giudiziari o custodie cautelari e, per caratteristiche o problematiche comportamentali, non possono condividere lo stesso box. La conseguenza oggi è concreta. “Al momento non possiamo accettare rinunce di proprietà, perché il canile è in esubero e dobbiamo aspettare che si liberino i box”, spiega Cabella.
I cani da adottare arrivano perfino con la pizza
Per trovare nuove famiglie, negli ultimi anni il canile ha provato anche strade meno convenzionali. Una è “La pizza piace anche ai cani!”, l’iniziativa partita nel 2025 che porta fotografie e informazioni degli ospiti di Monte Contessa sui cartoni delle pizze da asporto.
Alla partenza avevano aderito 15 pizzerie genovesi. L’idea, nata ad Alessandria e portata a Genova dai volontari, aveva l’obiettivo di fare uscire i cani dalle sole pagine social del rifugio e portarli direttamente nelle case dei cittadini. Il progetto non ha ancora prodotto adozioni direttamente riconducibili a un cartone, ma, racconta Cabella, ha portato persone al canile e generato donazioni e adozioni a distanza.
“C’è chi è venuto semplicemente a conoscere il cane che aveva visto sulla scatola. Molte persone non sanno neppure dove si trovi Monte Contessa: anche questo ci aiuta moltissimo”. L’associazione sta quindi cercando nuove pizzerie per proseguire l’iniziativa.
Prima del cane viene la vita che possiamo offrirgli
Il punto, però, non è soltanto aumentare il numero delle adozioni. È evitare che un cane scelto male torni qualche mese dopo dietro le sbarre di un box.
Per questo a Monte Contessa il percorso parte dalla famiglia, non dall’animale più bello visto in fotografia. “Quante persone siamo? Quanto lavoriamo? Quanto tempo possiamo dedicargli? Ci sono bambini? Viaggiamo spesso? Sono domande semplici, ma da lì bisogna partire”, specifica ancora Cabella. Età, carattere, taglia e caratteristiche della razza devono poi essere incrociati con abitudini ed esperienza di chi adotta.
Scegliere soltanto in base all’aspetto può essere l’inizio del problema. “A volte si prende il cane bello senza chiedersi se sia davvero adatto a noi. Se non lo è, iniziano le difficoltà e si può arrivare a riportarlo in canile o, nel peggiore dei casi, ad abbandonarlo”.
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