A Rocchetta Cairo il tamburo passa di generazione in generazione: i Tumultum Tympana crescono e cercano cornamuse e chiarine

CAIRO MONTENOTTE – Cornamuse, chiarine e trombe cercasi. I tamburi sono ormai quasi al completo e così i Tumultum Tympana, gruppo di tamburieri medievali nato a Rocchetta, guardano agli strumenti a fiato per allargare il proprio suono.
“Siamo sempre alla ricerca di musicisti, soprattutto di chi sappia suonare chiarine, trombe o, ancora meglio, cornamuse”, spiega Simone Ferrero, capotamburino dei Tumultum Tympana. Il motivo è anche molto pratico: il gruppo conta ormai circa trenta tamburieri e lo spazio per aggiungere nuove percussioni è limitato. “È sempre bene evolversi, essere versatili e trovare un modo per diversificare le nostre uscite”.
Il gruppo è nato ufficialmente nel 2019, dopo le precedenti esperienze di Ferrero e di altri fondatori, ed è oggi una delle componenti dell’Ordine del Gheppio, associazione storico-culturale e sportiva di Rocchetta che dal 2004 partecipa alle rievocazioni medievali della Val Bormida.
Nove cadetti nella scuola dei tamburieri
Accanto alle esibizioni è cresciuta negli anni anche una vera scuola dedicata al tamburo medievale. Oggi conta nove cadetti, seguiti dai maestri dei novizi Ascanio Gabbani e Alessandro Zampiccoli.
Qui la particolarità è soprattutto generazionale. Gabbani e Zampiccoli, quando erano più piccoli, erano stati seguiti dallo stesso Ferrero. Ora sono loro a occuparsi dei nuovi arrivati. “È un passaggio di testimone”, racconta Ferrero. “Ci sono bambini di nove anni e ragazzi che avevano iniziato alla stessa età e oggi, a 18 o 19 anni, si prendono cura dei più piccoli”.
Le porte della scuola restano aperte a chi vuole provare, anche se la disponibilità degli strumenti impone qualche limite. Con una trentina di tamburi già utilizzati, spiega Ferrero, non è possibile aumentare senza misura il numero dei percussionisti. Da qui anche la scelta di cercare oggi profili diversi.
Il bianco e nero e il legame con Rocchetta
Anche i costumi raccontano una parte dell’identità del gruppo. I Tumultum Tympana utilizzano bianco e nero e si richiamano agli Ospitalieri di San Giovanni, seguendo la tradizione locale che lega l’ordine medievale alla storia di Rocchetta e al Castellazzo, i cui resti si trovano nella parte alta della frazione. “Non è un caso”, spiega Ferrero. “Abbiamo scelto di mantenere quei colori come tributo: il nostro marchio, il simbolo e lo stendardo richiamano quella storia”. Un legame che distingue i tamburieri anche all’interno dell’Ordine del Gheppio, che utilizza invece altri colori sociali.
La stagione intanto si avvia verso gli ultimi appuntamenti. I Tumultum Tympana saranno il 4 e 5 settembre a Diano Castello, nell’Imperiese, e poi il 20 e 21 settembre a Pistoia. Dopo le ultime trasferte arriverà il momento delle prove e della programmazione della prossima stagione.
Crediti, foto di copertina dalla pagina Facebook del gruppo
L'articolo A Rocchetta Cairo il tamburo passa di generazione in generazione: i Tumultum Tympana crescono e cercano cornamuse e chiarine proviene da Babboleo.