Nuovo anno scolastico in Liguria: sostegno sotto pressione e personale ATA ridotto, cambia anche l’istruzione tecnica. Il quadro con FLC CGIL

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Nuovo anno scolastico in Liguria: sostegno sotto pressione e personale ATA ridotto, cambia anche l’istruzione tecnica. Il quadro con FLC CGIL

GENOVA – Meno di un mese alla prima campanella. In Liguria gli studenti torneranno in classe lunedì 14 settembre ma agosto per la scuola è soprattutto il mese delle nomine, delle graduatorie e delle cattedre da sistemare. L’Ufficio scolastico regionale sta ancora procedendo con i diversi turni di reclutamento e in questi giorni sono aperte anche le procedure della cosiddetta mini-call veloce per il sostegno.

A livello nazionale il ministero ha autorizzato 46.642 immissioni in ruolo di docenti per il 2026/27. Un contingente consistente che però, secondo Mario Lugaro, segretario generale FLC Cgil Liguria, non risolve i problemi che le scuole si trascinano da anni.“Va riconosciuto il grande sforzo della macchina amministrativa regionale e degli uffici provinciali”, dice Lugaro, “ma fare le nozze con i fichi secchi resta complicato”.

Il riferimento è soprattutto ai precari, al personale ATA e al sostegno. “Ci saranno docenti che arriveranno subito e altri attraverso le procedure successive. Le segreterie scolastiche continuano a lavorare con poco personale, così come mancano collaboratori scolastici. Non sarà un avvio rilassato”.

Sostegno, il nodo delle nomine

È il sostegno a restare uno dei punti più delicati. Il problema non è soltanto il numero degli insegnanti, ma la disponibilità di personale specializzato e la continuità con gli studenti.

Gli ultimi dati Istat disponibili, riferiti all’anno scolastico 2024/25, contano in Italia 377 mila alunni con disabilità, il 4,8% degli iscritti e il 5% in più rispetto all’anno precedente. Il 59,7% ha cambiato insegnante di sostegno almeno una volta rispetto all’anno scolastico precedente o durante l’anno.

In Liguria, sostiene Lugaro, una parte del fabbisogno continua a essere coperta attraverso i posti in deroga, autorizzati sulla base delle necessità che emergono oltre l’organico stabile.

“Gli studenti con disabilità aumentano, mentre il numero degli insegnanti specializzati resta inadeguato”. E individua uno dei problemi nell’accesso alla specializzazione: “I percorsi universitari hanno avuto pochi posti e costi importanti. Per un precario significa spendere circa tremila euro e seguire attività obbligatorie difficili da conciliare con una supplenza”.

A questi percorsi si sono aggiunti quelli straordinari gestiti da Indire, previsti anche per il 2026 per ampliare la platea degli specializzati.

Aumenti in busta paga, ma in Liguria pesano gli affitti

Una novità arriva almeno sullo stipendio. Il contratto nazionale 2025-2027, firmato definitivamente il primo luglio, porta a regime aumenti medi di 143 euro lordi al mese per i docenti e 107 per il personale ATA. Nel cedolino di agosto arrivano anche gli arretrati.

La FLC Cgil ha sottoscritto il rinnovo, ma Lugaro richiama il problema del costo della vita ligure. “Sono soldi che entrano nelle tasche dei lavoratori e questo è positivo. Rimangono però insufficienti rispetto al valore del lavoro svolto”, spiega. “In Liguria chi viene da fuori deve fare i conti soprattutto con gli affitti. Poi ci sono i trasporti: spostarsi tra le province o anche all’interno della stessa provincia per lavoro è spesso complicato e costoso”.

Un problema non secondario per una regione che continua ad avere bisogno anche di insegnanti provenienti da altri territori.

Da settembre cambia l’istruzione tecnica

Il nuovo anno porterà anche una novità didattica. La riforma degli istituti tecnici entrerà in vigore dalle classi prime del 2026/27, con nuovi indirizzi, curricoli e quadri orari. Il ministero punta a rafforzare il collegamento tra formazione tecnica, innovazione e sistema produttivo.

Su questo la posizione della FLC Cgil è nettamente critica.

Abbiamo bocciato questa impostazione fin dall’inizio, dice Lugaro. “Non condividiamo l’idea di ridimensionare materie come italiano, lingue, scienze o geografia per anticipare sempre di più il rapporto con il lavoro. La preparazione culturale dei ragazzi deve venire prima: il mercato del lavoro può essere il traguardo, non il punto da cui costruire la scuola”.

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