Mostra Van Dyck, il 55% dei visitatori non è ligure. La curatrice: “Tanti genovesi non l’hanno vista”

Una mostra capace di attirare pubblico da fuori Liguria, ma molto meno di coinvolgere chi Genova la vive ogni giorno. È la doppia lettura che emerge dai numeri di “Van Dyck l’Europeo“, ospitata a Palazzo Ducale dal 20 marzo al 19 luglio e chiusa con 73 mila accessi. Oltre la metà dei visitatori, il 55,5%, è arrivata da fuori regione. Un risultato accolto con soddisfazione dalle istituzioni per le ricadute turistiche ed economiche sulla città. Ma per la curatrice della mostra, Anna Orlando, proprio quel dato mette in evidenza anche un limite.
“Se un visitatore su due non è ligure, direi che i genovesi sono stati meno del previsto e non ne hanno approfittato”, ha spiegato a Radio Babboleo. “In trent’anni che faccio mostre non avevo mai avuto una risposta del genere da parte di chi viene da fuori. L’offerta culturale di Genova e di Palazzo Ducale è stata davvero apprezzata dal pubblico italiano e straniero. Ma tanti genovesi non hanno visto la mostra: i numeri confermano una sensazione che avevo già avuto durante quei mesi. È stata un’occasione persa”.

Secondo Orlando, a pesare sarebbe stata soprattutto la difficoltà di costruire una rete di promozione culturale all’interno della città. La curatrice richiama il precedente della mostra dedicata a Rubens nel 2022, accompagnata da iniziative diffuse e collaborazioni tra diverse realtà museali genovesi. “Non si è voluto investire sull’ambito culturale cittadino e non c’è stata volontà di fare rete. Era stato ipotizzato un network per promuovere la mostra su Van Dyck sul modello di quanto fatto con Rubens, con esposizioni collaterali e sinergie tra i musei di Genova, ma quel progetto è stato cassato. Non è stato fatto nulla di simile”.
Resta, secondo la curatrice, un segnale molto positivo sulla capacità di Genova di attirare visitatori attraverso la cultura. Il 43,1% dei visitatori coinvolti nel sondaggio dell’Osservatorio turistico regionale, ha indicato proprio la mostra come ragione determinante del viaggio in città, mentre il 21,9% ha pernottato a Genova. “È un trend che va avanti da anni. Genova ha investito sulla propria proposta turistica culturale e ha capito di avere un patrimonio importante, spendibile e con caratteristiche di unicità”.
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