A Borgio Verezzi il Festival invade la città : gran finale tra teatro, musica e Grotte

Il Festival di Borgio Verezzi esce dalla sua storica piazza e, per il gran finale della sessantesima edizione, accende i riflettori su tutto il borgo. Dal Torrione medievale alle Grotte del Valdemino, da piazza Sant’Agostino a piazza San Pietro: tra il 9 e il 13 agosto teatro, musica e installazioni sonore accompagneranno gli ultimi appuntamenti della manifestazione diretta da Maximilian Nisi.
Un finale diffuso, che arriva dopo la standing ovation riservata allo “Scaramuccia” di Stivalaccio Teatro e l’apertura nelle Grotte di Borgio della nuova installazione sonora permanente firmata da Paky Di Maio. Un’esperienza immersiva pensata per accompagnare anche in futuro i visitatori attraverso suoni ancestrali e voci della storia del teatro, da Sarah Bernhardt ad Anna Magnani.
Pinocchio sotto il Torrione medievale
Il primo appuntamento è domenica 9 agosto alle 21.30, al Torrione medievale di Borgio, con “Le avventure di Pinocchio. Raccontate da lui medesimo”, diretto e interpretato da Flavio Albanese.
Lo spettacolo, proposto nel bicentenario della nascita di Carlo Collodi, ripercorre la storia del burattino sulle musiche di Fiorenzo Carpi, diventate celebri con il Pinocchio televisivo di Luigi Comencini.
Sul palco Albanese dà vita, attraverso trasformazioni, magia ed espedienti del teatro di varietà, all’intero universo della fiaba: Geppetto, la Fatina, il Gatto e la Volpe, il Grillo parlante, Mangiafuoco e l’Omino di burro. La produzione è della Compagnia del Sole, con la collaborazione artistica di Marinella Anaclerio e la voce della Fatina affidata a Cristina Spina.
Goldoni protagonista in piazza Sant’Agostino
Lunedì 10 e martedì 11 agosto il Festival torna nella sua cornice più celebre, piazza Sant’Agostino a Verezzi, con la prima de “La cameriera brillante” di Carlo Goldoni. Entrambe le serate sono già sold out.
Protagonisti Miriam Mesturino e Franco Oppini, affiancati da Luca Negroni, Davide Diamanti, Silvia Di Cesare, Marta Virginia Morgavi, Lorenzo Vio e Alessio Zirulia. La regia è di Ferdinando Ceriani, con musiche di Stefano Fresi.
Scritta nel 1753, la commedia porta il pubblico nella casa di villeggiatura di Pantalone a Mestre. Al centro ci sono le vicende sentimentali delle figlie Flaminia e Clarice e soprattutto Argentina, la cameriera che decide di mettere in scena una commedia per sciogliere tensioni e contrasti familiari.
Un gioco di teatro nel teatro che riunisce molti degli elementi tipici della drammaturgia goldoniana, tra differenze sociali, amori contrastati, servi intraprendenti e convenzioni da mettere alla prova.
La chiusura con “Rosso Veneziano”
L’ultimo appuntamento è giovedì 13 agosto in piazza San Pietro a Borgio, con ingresso gratuito.
“Rosso Veneziano – Goldoni vs Vivaldi” mette idealmente uno di fronte all’altro due protagonisti della Venezia del Settecento. Il testo e la regia sono di Mauro Canova, mentre Maximilian Nisi sarà la voce recitante accompagnata dal vivo dall’Ensemble MusAntica.
Lo spettacolo parte da un incontro realmente raccontato da Goldoni nei suoi “Mémoires”. Agli inizi della carriera, il commediografo conobbe Antonio Vivaldi per ragioni di lavoro, ricevendo inizialmente un’accoglienza piuttosto diffidente. Anni dopo avrebbe ricordato quell’episodio con la sua consueta ironia.
Le parole di Goldoni dialogheranno così con le composizioni del “Prete rosso”, eseguite da Marco Bortoletti al flauto, Fabio Biale ed Edoardo Berta al violino, Angela Ferrando alla viola, Margherita Abrate al violoncello e William Vivino al clavicembalo.
Teatro, musica, storia e luoghi simbolo del territorio si incontrano così nell’ultima settimana del sessantesimo Festival: non più soltanto una piazza trasformata in palcoscenico, ma un intero borgo coinvolto nello spettacolo.
Alice Rondet
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