Sicurezza a Genova, piano entro un mese per il centro storico : cosa cambia dopo l’incontro Salis-Piantedosi

Read Sicurezza a Genova, piano entro un mese per il centro storico : cosa cambia dopo l’incontro Salis-Piantedosi on Babboleo

Sicurezza a Genova, piano entro un mese per il centro storico : cosa cambia dopo l’incontro Salis-Piantedosi

Più presidi, illuminazione, pulizia, servizi sociali e nuovi residenti nei vicoli. Il confronto di Roma riapre il dialogo tra Comune e Viminale, ma non chiude ancora il Patto per la sicurezza : restano da definire organici, risorse e tempi delle singole misure.

Un mese per trasformare un’intesa politica in un piano operativo dedicato al centro storico di Genova. È il risultato più concreto dell’incontro a Roma tra la sindaca Silvia Salis e il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, arrivato dopo settimane di tensioni e interlocuzioni a distanza tra Palazzo Tursi e il Viminale.

Stato e Comune hanno deciso di concentrare inizialmente gli interventi nei vicoli, costruendo una strategia “ad alto impatto” articolata in azioni a breve, medio e lungo termine. Non è ancora, però, la firma del Patto per la sicurezza invocato dall’amministrazione genovese: il documento con misure, responsabilità e calendario dovrà essere elaborato nel corso del prossimo mese.

Più forze dell’ordine e Polizia locale nel centro storico

Il primo asse riguarda il controllo del territorio. L’intesa prevede una riorganizzazione e un potenziamento dei presidi delle forze dell’ordine, che dipendono dallo Stato, affiancati da una maggiore presenza della Polizia locale.

Una parte significativa dei nuovi agenti municipali assunti dal Comune dovrebbe essere destinata al Nucleo Centro Storico. Il punto ancora da chiarire riguarda invece il contributo del Viminale: non sono stati comunicati il numero degli eventuali rinforzi, la loro provenienza né la durata dell’impiego sul territorio genovese.

Il modello di partenza sarà quello sperimentato con “Darsena H24”, il dispositivo entrato in funzione il 20 luglio tra la stazione della metropolitana, via Gramsci, via Rubattino, Calata Simone Vignoso e l’area universitaria. Il progetto combina un presidio fisso visibile con pattugliamenti continuativi nell’intero quadrante e potrebbe essere progressivamente esteso ad altre zone dei vicoli.

Illuminazione, pulizia e decoro urbano

Il piano non sarà limitato alla presenza delle divise. Il Comune intende potenziare l’illuminazione pubblica, intervenendo soprattutto nelle zone d’ombra, e aumentare pulizia e manutenzione degli spazi pubblici.

È una scelta che amplia il concetto di sicurezza : non soltanto repressione dei reati, ma interventi sulle condizioni urbane che possono favorire degrado, abbandono e insicurezza percepita. La linea espressa dalla sindaca è sintetizzata nella formula: “La sicurezza si costruisce non solo controllando il territorio, ma anche riqualificandolo e riempiendolo di vita”.

Resta da stabilire come queste indicazioni saranno tradotte nell’operatività quotidiana. Al momento non sono stati indicati investimenti, vie prioritarie, frequenza dei nuovi servizi di pulizia o scadenze per gli interventi sull’illuminazione.

Studentati diffusi e servizi sociali

La parte più strutturale riguarda l’idea di riportare residenti e attività nel centro storico. Il Comune punta sulla creazione di studentati diffusi, utilizzando la presenza continuativa dei giovani come forma di presidio sociale, e su una maggiore capillarità dei servizi sociali.

La strategia parte dal presupposto che alcune criticità non possano essere affrontate soltanto attraverso controlli e sanzioni. Nei vicoli si intrecciano spaccio, marginalità, emergenza abitativa, dipendenze, povertà e occupazione impropria degli spazi pubblici. L’obiettivo annunciato è quindi affiancare agli interventi di ordine pubblico una politica di rigenerazione e ripopolamento.

Gli studentati rappresentano tuttavia una misura di medio-lungo periodo: richiedono immobili disponibili, progetti, finanziamenti e tempi di realizzazione. Nel breve termine il loro inserimento nel piano indica soprattutto la direzione politica scelta dall’amministrazione.

Il nodo del Patto per la sicurezza

L’incontro permette di riaprire un confronto che si era bloccato sulle condizioni poste dal ministero per arrivare al Patto per la sicurezza. Tra le proposte emerse nelle precedenti interlocuzioni figuravano la realizzazione a Genova di un Centro di permanenza per i rimpatri, il Cpr, e l’introduzione del taser per la Polizia locale. Palazzo Tursi aveva espresso forti contrarietà su entrambi i punti.

La comunicazione diffusa dopo il vertice non chiarisce se queste questioni siano state superate, rinviate oppure escluse dal nuovo documento. L’accordo raggiunto riguarda per ora il piano specifico per il centro storico, mentre la firma complessiva del Patto resta un passaggio successivo.

È questo il principale elemento politico dell’incontro : Comune e ministero hanno scelto di partire dalle misure sulle quali è possibile costruire una collaborazione, lasciando fuori dalla comunicazione pubblica i temi che avevano prodotto lo scontro.

Il vero banco di prova sarà l’attuazione

Il vertice di Roma ha quindi fissato un metodo e una scadenza, più che un pacchetto immediatamente esecutivo. Le linee di intervento sono state individuate: più presidi, rafforzamento della Polizia locale, illuminazione, pulizia, servizi sociali, studentati e consolidamento di Darsena H24.

Entro un mese dovranno però emergere gli elementi decisivi : quanti uomini saranno impiegati, quali risorse verranno stanziate, quali zone saranno interessate per prime e con quali indicatori verranno misurati i risultati.

La differenza tra un’intesa istituzionale e un cambiamento percepibile nei vicoli passerà da questi dettagli. Dopo settimane di scontro, il dialogo tra Genova e il Viminale è ripartito. Ora deve diventare presenza sul territorio, interventi visibili e continuità operativa.

Alice Rondet

L'articolo Sicurezza a Genova, piano entro un mese per il centro storico : cosa cambia dopo l’incontro Salis-Piantedosi proviene da Babboleo.