Imputabilità a 14 anni, da Genova un no corale per salvare la giustizia minorile
L’Italia discute sul disegno di Legge del Governo che introduce l’imputabilità automatica dei minorenni a 14 anni. Arriva il “no” corale di Defence for Children
Il disegno di Legge: cosa cambia in Italia
Il disegno di legge prevede l’introduzione dell’imputabilità automatica dei minorenni a partire dai 14 anni di età.
Qualora approvata definitivamente, comporterebbe un cambiamento strutturale nell’accertamento della responsabilità penale dei soggetti in età adolescenziale, spostando il focus verso una concezione di piena “maturità” penale già al compimento del quattordicesimo anno.
Tale provvedimento legislativo si pone l’obiettivo di inasprire le misure di contrasto alla criminalità minorile, sebbene incontri forti resistenze da parte di organizzazioni a tutela dei diritti dell’infanzia, istituzioni locali e tribunali minorili.
Il nuovo provvedimento stravolge i principi storici della giustizia minorile
Defence for Children Italia considera il provvedimento un arretramento preoccupante per l’intero sistema della giustizia minorile. Il testo stravolge la tradizione giuridica e pedagogica italiana. Inoltre, la norma si pone in diretto contrasto con la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e viola gli standard internazionali.
Questa posizione trova un forte e unanime riscontro a Genova. Il Tribunale per i Minorenni, l’assessora comunale ai Servizi sociali e il Garante regionale per l’infanzia hanno preso una posizione chiara e compatta contro la proposta normativa. Il direttore dell’organizzazione, Pippo Costella, accoglie con favore la risposta unitaria del capoluogo ligure. La città dimostra così di voler restare fedele a una cultura giuridica orientata alla tutela del «superiore interesse del minorenne».
Educare invece di punire: la risposta della scienza al disagio giovanile
L’organizzazione esprime forte preoccupazione per il dibattito pubblico attuale, che descrive i quattordicenni come individui pienamente “maturi” sul piano penale. La psicologia dello sviluppo, le neuroscienze e la pedagogia contemporanea smentiscono radicalmente questa presunta maturità. Il sistema di tutela non intende deresponsabilizzare i ragazzi, ma vuole accompagnarli in percorsi educativi capaci di ridurre la recidiva. La quasi totalità dei giovani che entra nel circuito penale proviene da contesti di grave deprivazione sociale e familiare. In queste realtà, la società ha negato loro i diritti fondamentali molto prima del loro ingresso nel sistema giudiziario.
Stati Generali della Giustizia Minorile: le proposte concrete contro la deriva normativa
Per frenare questa deriva normativa, Defence for Children Italia ha promosso gli Stati Generali della Giustizia Minorile insieme ad Antigone e Libera. L’iniziativa coinvolge oltre 500 magistrati, accademici, operatori sociali ed esperti. Questo gruppo elaborerà raccomandazioni concrete da sottoporre al Governo.
Sul piano locale, la mobilitazione prosegue con la petizione genovese contro le “ronde razziste”, lanciata insieme ai Tutori Riuniti della Liguria. La proposta ha già superato le 2.000 firme e ottenuto il sostegno di molte associazioni, nonostante attacchi e minacce verso i promotori. Defence for Children chiede infine di non affrontare il tema dell’imputabilità con emotività o slogan politici. Le politiche pubbliche devono fondarsi sul diritto, sulle evidenze scientifiche e sulla responsabilità degli adulti nell’educare e proteggere le nuove generazioni.
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