Svuotato il cassetto dei relitti elettronici prima delle ferie? La campagna Ecolight contro il “letargo” dei vecchi dispositivi: “Nel sacco nero finiscono ancora tonnellate di materiali recuperabili”

GENOVA – C’è un cassetto che resiste a ogni trasloco e a ogni pulizia. È quello dei vecchi caricabatterie, dei telefoni spenti da anni, delle cuffie rotte e dei cavi di cui nessuno ricorda più l’utilità.
Parte da qui “Estate senza lasciare traccia”, la campagna promossa da Ecolight, consorzio nazionale che gestisce rifiuti elettronici, pile e accumulatori esausti. Il consiglio, prima di chiudere la valigia, è aprire quel cassetto e fare uno “svuotacassetti” elettronico.
Quegli oggetti sono RAEE, rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche. Non soltanto frigoriferi e televisori, quindi, ma anche smartphone, telecomandi, spazzolini elettrici, rasoi, mini ventilatori, giocattoli elettronici e auricolari.
Il fenomeno è chiamato “letargo elettronico”: dispositivi inutilizzati che restano per anni nelle case, sottraendo materiali al riciclo e rischiando di finire nell’indifferenziata.
“Le piccole dimensioni ingannano e spesso non ci si rende neppure conto di avere tra le mani un RAEE”, spiega Giancarlo Dezio, direttore generale di Ecolight. “Da questi oggetti possiamo invece recuperare materie prime utili per produrre nuove apparecchiature”.
Come conferire i piccoli RAEE
Le possibilità di conferimento sono due. I dispositivi possono essere portati nei centri comunali di raccolta oppure nei negozi. Con il sistema “uno contro uno”, il rivenditore ritira gratuitamente il vecchio apparecchio quando se ne acquista uno equivalente. Nei grandi punti vendita vale anche l’“uno contro zero”: i piccoli RAEE possono essere consegnati senza comprare nulla.
Anche le pile esauste non devono mai finire nei rifiuti comuni. L’attenzione deve essere ancora maggiore con le batterie al litio, che possono provocare incendi negli impianti quando vengono smaltite nel modo sbagliato.
“Sembrano uguali alle altre, ma non lo sono: possono prendere fuoco”, avverte Dezio. “Per questo devono seguire una raccolta separata, senza scorciatoie”.
La regola vale anche in viaggio. Power bank, batterie delle fotocamere e dispositivi rotti non vanno abbandonati né gettati nel primo cestino. Se nella località di soggiorno non esiste un punto dedicato, è meglio conservarli fino al ritorno.
Secondo Ecolight, per ogni tonnellata di piccoli RAEE oltre 830 chili vengono avviati al recupero di materia. Ferro, rame, alluminio, plastica e vetro possono così rientrare nei cicli produttivi.
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