Diga foranea: a cosa serve, come funziona e perché protegge un porto

Una diga foranea riduce la forza delle onde prima che raggiungano navi, banchine e terminal. Rende più sicure le manovre e permette al porto di lavorare con maggiore continuità. A Genova la nuova infrastruttura ha raggiunto circa 1.350 metri di sviluppo.
Aggiornato al 31 luglio 2026
In breve
- Una diga foranea è una barriera costruita davanti o intorno a un porto.
- Serve a ridurre il moto ondoso all’interno del bacino portuale.
- Protegge navi, lavoratori, banchine e impianti.
- Può essere costruita con massi, blocchi artificiali o grandi cassoni in cemento.
- A Genova la nuova diga viene realizzata su fondali profondi fino a 50 metri.
- L’ultimo cassone posato è lungo 67 metri, alto oltre 33 e pesa circa 15mila tonnellate.
Proteggere il porto dalle onde, creare acque più tranquille e consentire alle navi di entrare, uscire e attraccare in sicurezza. Sono queste le principali funzioni di una diga foranea, una delle infrastrutture più importanti per il funzionamento di uno scalo marittimo.
Si tratta di una grande barriera costruita nella parte esterna del porto, davanti all’ingresso o lungo il perimetro del bacino. La sua presenza limita l’energia delle onde che arrivano dal mare aperto e riduce i movimenti delle navi ormeggiate.
Una diga foranea non elimina completamente il moto ondoso e non rende il porto immune alle mareggiate. Il suo compito è mantenere le condizioni dell’acqua entro livelli compatibili con la navigazione e con le attività sulle banchine.
Un esempio significativo arriva dalla Liguria. La Nuova Diga Foranea di Genova viene costruita più lontano dalla costa rispetto alla barriera esistente, con l’obiettivo di proteggere lo scalo e creare spazi più ampi per le grandi navi portacontainer.
Che cos’è una diga foranea e come funziona

Una diga foranea è una struttura marittima progettata per proteggere un porto dall’azione delle onde.
Quando l’onda incontra la barriera, una parte della sua energia viene riflessa verso il largo, mentre un’altra viene assorbita o dispersa dalla struttura. All’interno del bacino portuale il moto ondoso risulta così più contenuto.
Il comportamento cambia in base al tipo di diga. Le strutture formate da grandi massi e blocchi artificiali tendono a disperdere l’energia delle onde. Le dighe con pareti verticali o cassoni in cemento ne riflettono invece una quota maggiore.
Una parte delle onde può comunque entrare attraverso l’imboccatura del porto, aggirare l’estremità della diga o superarne la sommità durante gli eventi più intensi. Per questo la forma della barriera, la posizione dell’ingresso e l’orientamento rispetto alle mareggiate devono essere studiati insieme.
Cosa cambia per le navi e per chi lavora nel porto
La riduzione del moto ondoso rende più sicure le manovre di ingresso, uscita e avvicinamento alle banchine.
Le grandi portacontainer, le petroliere, i traghetti e le navi da crociera hanno bisogno di spazi ampi e condizioni sufficientemente stabili per muoversi. Anche oscillazioni limitate possono complicare l’ormeggio o le operazioni di carico e scarico.
La diga protegge inoltre:
- piloti, ormeggiatori e rimorchiatori;
- gru e attrezzature portuali;
- magazzini e terminal;
- piazzali e collegamenti ferroviari o stradali;
- navi e imbarcazioni ferme alle banchine.
La sua presenza contribuisce quindi alla continuità del traffico marittimo. In condizioni particolarmente difficili alcune attività possono comunque essere rallentate o sospese, ma una barriera adeguata riduce il numero e la gravità delle interruzioni.
Qual è la differenza tra diga foranea e molo
La diga foranea ha soprattutto una funzione di protezione dalle onde. Un molo può invece essere utilizzato anche per l’ormeggio, il transito delle persone o lo svolgimento delle attività portuali.
Le due funzioni possono sovrapporsi. Un molo esterno può anche proteggere il bacino, mentre alcune dighe possono ospitare fari, strade di servizio o impianti.
Una diga foranea è inoltre diversa dalle dighe costruite lungo i fiumi. Non serve a trattenere l’acqua o a creare un bacino artificiale, ma a limitare l’energia del mare nella zona portuale.
Perché le dighe vengono spostate più al largo
Molte dighe portuali sono state progettate quando le navi erano più corte e meno larghe. Con l’aumento delle dimensioni delle portacontainer, alcuni ingressi sono diventati troppo stretti e gli spazi di manovra insufficienti.
Costruire una nuova barriera più lontano dalla costa può permettere di:
- allargare l’ingresso del porto;
- ampliare il bacino;
- creare aree di evoluzione più grandi;
- raggiungere zone con fondali maggiori;
- accogliere navi di nuova generazione.
La nuova posizione non aumenta automaticamente la profondità di tutto il porto. In molti casi sono necessari anche dragaggi, adeguamenti dei canali e interventi sulle banchine.
L’obiettivo è comunque doppio: continuare a proteggere lo scalo e impedire che la stessa diga diventi un ostacolo per le navi più grandi.
Il caso della Nuova Diga Foranea di Genova
La situazione ligure mostra concretamente perché un grande porto possa avere bisogno di spostare la propria barriera verso il mare aperto.
La Nuova Diga Foranea di Genova è progettata per consentire l’accesso delle portacontainer lunghe oltre 400 metri e larghe circa 60. La posizione più avanzata permetterà di ampliare il bacino davanti ai terminal di Sampierdarena e di realizzare un nuovo ingresso da levante largo più di 300 metri.
Secondo quanto comunicato da Webuild il 31 luglio, la diga ha raggiunto circa 1.350 metri di sviluppo complessivo. Tre cassoni sono stati installati nell’arco di dieci giorni.
L’ultimo elemento posato:
- è lungo 67 metri;
- supera i 33 metri di altezza;
- pesa circa 15mila tonnellate.
I lavori vengono eseguiti su fondali profondi fino a 50 metri e richiedono mezzi navali specializzati, squadre tecniche e attività di controllo sia sopra sia sotto la superficie del mare.
Nella configurazione finale, il progetto raggiungerà circa 6 chilometri. Per i primi 4.800 metri sono previsti più di 70 cassoni cellulari in cemento armato, posati su un basamento formato da milioni di tonnellate di materiale roccioso.
Il cronoprogramma pubblicato da Webuild distingue una prima fase, prevista entro il 2027, e una seconda fase da completare entro il 2030, con l’ampliamento del canale di Sampierdarena.
Come vengono posati i grandi cassoni

Prima di collocare i cassoni è necessario preparare e consolidare il fondale. Sul terreno sottomarino viene realizzato un basamento stabile, sul quale gli elementi in cemento devono essere posizionati con estrema precisione.
I cassoni sono strutture cave suddivise internamente in celle. Dopo essere stati trasportati nel punto previsto, vengono fatti affondare in modo controllato, appoggiati sul basamento e riempiti con materiale per renderli stabili.
Le operazioni dipendono dalle condizioni del mare e del vento. Un peggioramento meteorologico può rallentare o interrompere il trasferimento e la posa.
Quali effetti ambientali devono essere valutati
Una diga foranea modifica il movimento delle onde e delle correnti. Può quindi influire sul trasporto dei sedimenti, sul ricambio delle acque e sugli habitat presenti vicino al cantiere.
La progettazione deve valutare in particolare:
- possibili fenomeni di accumulo o erosione;
- torbidità prodotta durante i lavori;
- rumore subacqueo;
- effetti sulla fauna e sui fondali;
- circolazione delle acque all’interno del porto.
Anche l’innalzamento del livello del mare e la possibile intensificazione degli eventi estremi devono essere considerati nella progettazione e nella manutenzione dell’opera.
Cosa cambia per le navi e per chi lavora nel porto
La riduzione del moto ondoso rende più sicure le manovre di ingresso, uscita e avvicinamento alle banchine.
Le grandi portacontainer, le petroliere, i traghetti e le navi da crociera hanno bisogno di spazi ampi e condizioni sufficientemente stabili per muoversi. Anche oscillazioni limitate possono complicare l’ormeggio o le operazioni di carico e scarico.
La diga protegge inoltre:
- piloti, ormeggiatori e rimorchiatori;
- gru e attrezzature portuali;
- magazzini e terminal;
- piazzali e collegamenti ferroviari o stradali;
- navi e imbarcazioni ferme alle banchine.
La sua presenza contribuisce quindi alla continuità del traffico marittimo. In condizioni particolarmente difficili alcune attività possono comunque essere rallentate o sospese, ma una barriera adeguata riduce il numero e la gravità delle interruzioni.
Qual è la differenza tra diga foranea e molo
La diga foranea ha soprattutto una funzione di protezione dalle onde. Un molo può invece essere utilizzato anche per l’ormeggio, il transito delle persone o lo svolgimento delle attività portuali.
Le due funzioni possono sovrapporsi. Un molo esterno può anche proteggere il bacino, mentre alcune dighe possono ospitare fari, strade di servizio o impianti.
Una diga foranea è inoltre diversa dalle dighe costruite lungo i fiumi. Non serve a trattenere l’acqua o a creare un bacino artificiale, ma a limitare l’energia del mare nella zona portuale.
Perché le dighe vengono spostate più al largo
Molte dighe portuali sono state progettate quando le navi erano più corte e meno larghe. Con l’aumento delle dimensioni delle portacontainer, alcuni ingressi sono diventati troppo stretti e gli spazi di manovra insufficienti.
Costruire una nuova barriera più lontano dalla costa può permettere di:
- allargare l’ingresso del porto;
- ampliare il bacino;
- creare aree di evoluzione più grandi;
- raggiungere zone con fondali maggiori;
- accogliere navi di nuova generazione.
La nuova posizione non aumenta automaticamente la profondità di tutto il porto. In molti casi sono necessari anche dragaggi, adeguamenti dei canali e interventi sulle banchine.
L’obiettivo è comunque doppio: continuare a proteggere lo scalo e impedire che la stessa diga diventi un ostacolo per le navi più grandi.
Il caso della Nuova Diga Foranea di Genova
La situazione ligure mostra concretamente perché un grande porto possa avere bisogno di spostare la propria barriera verso il mare aperto.
La Nuova Diga Foranea di Genova è progettata per consentire l’accesso delle portacontainer lunghe oltre 400 metri e larghe circa 60. La posizione più avanzata permetterà di ampliare il bacino davanti ai terminal di Sampierdarena e di realizzare un nuovo ingresso da levante largo più di 300 metri.
Secondo quanto comunicato da Webuild il 31 luglio 2026, la diga ha raggiunto circa 1.350 metri di sviluppo complessivo. Tre cassoni sono stati installati nell’arco di dieci giorni.
L’ultimo elemento posato:
- è lungo 67 metri;
- supera i 33 metri di altezza;
- pesa circa 15mila tonnellate.
I lavori vengono eseguiti su fondali profondi fino a 50 metri e richiedono mezzi navali specializzati, squadre tecniche e attività di controllo sia sopra sia sotto la superficie del mare.
Nella configurazione finale, il progetto raggiungerà circa 6 chilometri. Per i primi 4.800 metri sono previsti più di 70 cassoni cellulari in cemento armato, posati su un basamento formato da milioni di tonnellate di materiale roccioso.
Il cronoprogramma pubblicato da Webuild distingue una prima fase, prevista entro il 2027, e una seconda fase da completare entro il 2030, con l’ampliamento del canale di Sampierdarena.
Come vengono posati i grandi cassoni

Prima di collocare i cassoni è necessario preparare e consolidare il fondale. Sul terreno sottomarino viene realizzato un basamento stabile, sul quale gli elementi in cemento devono essere posizionati con estrema precisione.
I cassoni sono strutture cave suddivise internamente in celle. Dopo essere stati trasportati nel punto previsto, vengono fatti affondare in modo controllato, appoggiati sul basamento e riempiti con materiale per renderli stabili.
Le operazioni dipendono dalle condizioni del mare e del vento. Un peggioramento meteorologico può rallentare o interrompere il trasferimento e la posa.
Quali effetti ambientali devono essere valutati
Una diga foranea modifica il movimento delle onde e delle correnti. Può quindi influire sul trasporto dei sedimenti, sul ricambio delle acque e sugli habitat presenti vicino al cantiere.
La progettazione deve valutare in particolare:
- possibili fenomeni di accumulo o erosione;
- torbidità prodotta durante i lavori;
- rumore subacqueo;
- effetti sulla fauna e sui fondali;
- circolazione delle acque all’interno del porto.
Anche l’innalzamento del livello del mare e la possibile intensificazione degli eventi estremi devono essere considerati nella progettazione e nella manutenzione dell’opera.
Domande frequenti sulla diga foranea
A cosa serve una diga foranea?
Serve a ridurre il moto ondoso dentro un porto, proteggere le navi e rendere più sicure le manovre e le attività sulle banchine.
Una diga foranea ferma completamente le onde?
No. Riduce la loro energia, ma alcune onde possono entrare dall’imboccatura, aggirare la barriera o superarla durante le mareggiate più forti.
Come viene costruita?
Può essere formata da grandi massi, blocchi artificiali o cassoni in cemento armato posati su un basamento preparato sul fondale.
Perché viene costruita lontano dalla costa?
Una posizione più avanzata può permettere di ampliare il porto, allargare l’ingresso e creare spazi di manovra sufficienti per le grandi navi.
Quanto è lunga la Nuova Diga di Genova?
Il progetto finale prevede uno sviluppo di circa 6 chilometri. Al 31 luglio 2026 erano stati realizzati circa 1.350 metri.
Quando finiranno i lavori a Genova?
La scheda progettuale di Webuild indica il completamento della prima fase nel 2027 e della seconda fase nel 2030.
Perché la diga è fondamentale per il futuro del porto
Una diga foranea non è soltanto una barriera contro le onde. Determina quali navi possono entrare, in quali condizioni possono manovrare e con quale continuità il porto può lavorare.
Nel caso di Genova, la nuova infrastruttura deve conciliare due esigenze: proteggere uno dei principali scali italiani e creare gli spazi necessari per le portacontainer di nuova generazione.
L’avanzamento del cantiere fino a 1.350 metri rende visibile una parte dell’opera, ma gran parte della complessità resta sotto il livello del mare, nella preparazione dei fondali e nel posizionamento di strutture grandi quanto edifici.
Domande frequenti sulla diga foranea
A cosa serve una diga foranea?
Serve a ridurre il moto ondoso dentro un porto, proteggere le navi e rendere più sicure le manovre e le attività sulle banchine.
Una diga foranea ferma completamente le onde?
No. Riduce la loro energia, ma alcune onde possono entrare dall’imboccatura, aggirare la barriera o superarla durante le mareggiate più forti.
Come viene costruita?
Può essere formata da grandi massi, blocchi artificiali o cassoni in cemento armato posati su un basamento preparato sul fondale.
Perché viene costruita lontano dalla costa?
Una posizione più avanzata può permettere di ampliare il porto, allargare l’ingresso e creare spazi di manovra sufficienti per le grandi navi.
Quanto è lunga la Nuova Diga di Genova?
Il progetto finale prevede uno sviluppo di circa 6 chilometri. Al 31 luglio 2026 erano stati realizzati circa 1.350 metri.
Quando finiranno i lavori a Genova?
La scheda progettuale di Webuild indica il completamento della prima fase nel 2027 e della seconda fase nel 2030.
L'articolo Diga foranea: a cosa serve, come funziona e perché protegge un porto proviene da Babboleo.