Dalla Bosnia a Torriglia per diventare grandi e ritrovare fiducia. I tassisti genovesi riportano “a casa” i quindici ragazzi dell’orfanotrofio di Mostar Est dopo il campo estivo. “A loro ha fatto bene, ma anche a noi”
L’iniziativa organizzata dall’associazione Fabio – Vita nel Mondo
GENOVA – Sono partiti da Torriglia alle tre della notte, accompagnati dai tassisti di Radiotaxi Genova 5966 fino all’aeroporto di Orio al Serio. Si è concluso così il soggiorno in Liguria di 15 bambini e adolescenti dell’orfanotrofio di Mostar Est, arrivati il 14 luglio scorso per partecipare al campo estivo organizzato dall’associazione Fabio – Vita nel Mondo.
Per quasi tre settimane il gruppo, ospitato nella frazione di Tercesi, ha seguito un programma costruito non soltanto sul gioco. Psicologi, psicoterapeuti e altri professionisti hanno proposto attività artistiche, motorie, psicomotorie e digitali, con l’obiettivo di rafforzare attenzione, capacità logiche, gestione delle emozioni e sicurezza personale.
“Durante il campo è stato riscontrato un miglioramento notevole”, racconta Luca Gianni, vicepresidente di Radiotaxi Genova 5966. “Sono ragazzi che, per le esperienze vissute, hanno accumulato un divario rispetto ai coetanei. Il lavoro fatto a Torriglia dovrà ora proseguire anche al loro rientro”.
La collaborazione ha coinvolto anche Taxi Service Milano, che all’andata aveva accompagnato il gruppo da Orio al Serio fino all’entroterra genovese. I tassisti del 5966, però, non si sono limitati ai trasferimenti. Nei giorni scorsi hanno organizzato una visita alla piscina della Sciorba e un giro in moto con alcuni colleghi motociclisti.
Esperienze ordinarie per molti ragazzi, ma del tutto nuove per chi arriva da un istituto e ha alle spalle storie di abbandono o la perdita dei genitori. “Quando siamo arrivati con le moto, tre bambini hanno iniziato a chiamare Agostino, un nostro collega, come se fosse il loro fratello maggiore“, ricorda Gianni. “In quel momento abbiamo capito quanto avessero bisogno di una figura di riferimento”. Il soggiorno è stato dedicato anche alla memoria di Sebastiano Mandara, tassista genovese scomparso lo scorso anno e da tempo impegnato nelle iniziative promosse dall’associazione.
Per Radiotaxi Genova il progetto rappresenta anche un modo diverso di interpretare il servizio pubblico. “Se ci sarà chiesto di partecipare ancora, saremo presenti”, conclude Gianni, “questi ragazzi sono tornati a casa, ma quello che ci hanno lasciato resterà con noi”.
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