Migranti soli, appello al Parlamento : « Non ridurre l’accompagnamento da 21 a 19 anni »

Read Migranti soli, appello al Parlamento : « Non ridurre l’accompagnamento da 21 a 19 anni » on Babboleo

Migranti soli, appello al Parlamento : « Non ridurre l’accompagnamento da 21 a 19 anni »

Defence for Children International Italia contesta un emendamento al decreto sul Patto europeo per migrazione e asilo. L’associazione: «A 19 anni scuola, formazione, lavoro e autonomia abitativa sono spesso percorsi ancora aperti».

Ridurre da 21 a 19 anni il periodo durante il quale i giovani migranti arrivati soli in Italia possono continuare a essere accompagnati dai servizi dopo il raggiungimento della maggiore età. È quanto prevederebbe un emendamento al decreto legge 100 del 2026, contestato da Defence for Children International Italia, che chiede al Parlamento di respingerlo.

Secondo l’organizzazione, la modifica sottrarrebbe due anni decisivi a ragazzi e ragazze che non hanno una famiglia o una rete di sostegno sulla quale fare affidamento. Un’interruzione anticipata che potrebbe compromettere percorsi scolastici, formativi, lavorativi e abitativi già avviati.

Un appello analogo è stato diffuso dal Coordinamento nazionale comunità accoglienti, secondo cui il provvedimento introdurrebbe un trattamento differenziato proprio nei confronti di giovani con situazioni personali particolarmente complesse.

Che cos’è il prosieguo amministrativo

Al centro della discussione c’è il cosiddetto prosieguo amministrativo, lo strumento che permette di prolungare l’accompagnamento educativo e sociale oltre il compimento dei 18 anni quando un giovane non ha ancora raggiunto una sufficiente autonomia.

Non si tratta di un sostegno riconosciuto automaticamente a tutti. Il percorso viene valutato sulla base della situazione individuale e può consentire al ragazzo o alla ragazza di completare gli studi, ottenere una qualifica professionale, cercare un impiego e trovare una soluzione abitativa.

La normativa italiana tutela inoltre l’accesso dei minori stranieri non accompagnati alla scuola e alla formazione, prevedendo l’attivazione di misure specifiche per favorire l’assolvimento dell’obbligo scolastico e formativo.

Con la modifica contestata, per i neomaggiorenni migranti soli l’accompagnamento potrebbe concludersi già al compimento dei 19 anni, anziché proseguire, nei casi in cui sia ritenuto necessario, fino ai 21.

«A 19 anni l’autonomia è ancora lontana»

Defence for Children sottolinea come il raggiungimento della maggiore età anagrafica non coincida necessariamente con una reale autonomia personale ed economica.

A 19 anni, osserva l’associazione, molti giovani stanno ancora frequentando la scuola, completando un corso professionale o cercando il primo contratto di lavoro. A queste difficoltà si aggiunge la necessità di trovare una casa e gestire autonomamente documenti, spese e rapporti con le istituzioni.

«Il prosieguo amministrativo non è un beneficio accessorio», sostiene l’organizzazione, ma lo strumento che consente di dare continuità al percorso iniziato quando il ragazzo era ancora minorenne.

Interrompere il sostegno dopo un solo anno dal compimento dei 18 anni potrebbe quindi vanificare il lavoro svolto da Comuni, assistenti sociali, comunità di accoglienza, scuole, enti di formazione e terzo settore.

Costella : «Una norma che discrimina due volte»

Il direttore di Defence for Children Italia, Pippo Costella, definisce la proposta una discriminazione fondata sia sull’età sia sull’origine.

«Colpisce chi non ha una famiglia su cui contare e cancella il lavoro quotidiano di Comuni, servizi sociali, scuole e terzo settore», dichiara Costella.

L’associazione contesta anche l’idea che la riduzione dell’accompagnamento possa aumentare la sicurezza. Il rischio, secondo il direttore, è esattamente opposto: lasciare senza sostegno giovani ancora fragili potrebbe accrescere la marginalità e renderli più esposti al lavoro irregolare, allo sfruttamento e ai circuiti criminali.

«Lo fa nel nome della sicurezza, ottenendo l’effetto opposto: più marginalità, più vulnerabilità allo sfruttamento, più spazio per i circuiti criminali, che si nutrono esattamente dei percorsi interrotti», afferma Costella.

Anche il Coordinamento nazionale comunità accoglienti evidenzia il possibile aumento dell’insicurezza sociale, sostenendo che la fine anticipata dei progetti di integrazione rischierebbe di rendere inefficaci gli investimenti pubblici già sostenuti.

Il rischio di interrompere scuola, lavoro e accoglienza

Il nodo principale riguarda le conseguenze pratiche della misura. Un giovane che compie 18 anni durante un percorso scolastico potrebbe non riuscire a conseguire il diploma entro i 19. Lo stesso problema riguarderebbe chi sta svolgendo un tirocinio, frequentando un corso professionale o attendendo la stabilizzazione del proprio rapporto di lavoro.

La conclusione dell’accompagnamento potrebbe pesare anche sulla possibilità di trovare un’abitazione. Senza un reddito stabile, garanzie economiche o una rete familiare, accedere al mercato degli affitti risulta particolarmente difficile.

Secondo Defence for Children, il taglio produrrebbe quindi una “scadenza anticipata” per persone che il sistema pubblico aveva già deciso di proteggere e accompagnare verso l’autonomia.

L’appello ai parlamentari

L’organizzazione richiama infine la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, sostenendo che l’Italia debba garantire continuità nella protezione e nell’accompagnamento, senza introdurre discriminazioni nel delicato passaggio verso l’età adulta.

La richiesta rivolta al Parlamento è di mantenere la possibilità di proseguire il sostegno fino ai 21 anni, affidando ai servizi e alle autorità competenti la valutazione delle esigenze di ciascun giovane.

Per Defence for Children, eliminare due anni di accompagnamento non renderebbe il Paese più sicuro. Aumenterebbe invece il numero di ragazzi costretti ad affrontare senza strumenti adeguati il passaggio dalla protezione ricevuta da minorenni alla piena autonomia.

Alice Rondet

L'articolo Migranti soli, appello al Parlamento : « Non ridurre l’accompagnamento da 21 a 19 anni » proviene da Babboleo.