Case popolari, Regioni e Federcasa chiedono lo stop a IMU e IRES : «Più risorse per nuovi alloggi»

La proposta sarà presentata al Governo con la richiesta di inserirla già nella prossima legge di bilancio. L’assessore ligure Marco Scajola : «I fondi oggi destinati alle imposte potrebbero finanziare ristrutturazioni e nuove abitazioni».
Eliminare IMU e IRES per le aziende che gestiscono le case popolari e utilizzare le risorse risparmiate per recuperare gli alloggi inutilizzati, ristrutturare gli immobili esistenti e costruire nuove abitazioni.
È la richiesta che la Conferenza delle Regioni e Federcasa si preparano a presentare al Governo dopo l’incontro avvenuto mercoledì 29 luglio a Roma, nella sede della Regione Liguria. Al tavolo hanno partecipato l’assessore ligure all’Edilizia e alle Politiche abitative Marco Scajola, il presidente nazionale di Federcasa Marco Buttieri, il direttore Patrizio Losi e una delegazione della Giunta della federazione.
Scajola ha preso parte alla riunione anche in qualità di coordinatore vicario del tavolo sulle politiche abitative della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome.
La richiesta : esentare le aziende casa da IMU e IRES
Al centro dell’incontro è stata posta la pressione fiscale sugli ex IACP, gli Istituti autonomi case popolari, oggi organizzati nelle diverse regioni attraverso aziende ed enti che amministrano il patrimonio di edilizia residenziale pubblica.
La proposta prevede l’esenzione totale dal pagamento di IMU e IRES, motivata dalla funzione sociale svolta da queste strutture. Secondo Regioni e Federcasa, gli enti non operano infatti come normali soggetti immobiliari, ma garantiscono alloggi a canone accessibile a famiglie e persone in difficoltà.
La misura dovrebbe essere sottoposta al Governo con l’obiettivo di inserirla già nella prossima legge di bilancio. Federcasa ha annunciato che sosterrà le Regioni durante il confronto con l’esecutivo.
Le risorse risparmiate destinate agli alloggi pubblici
L’esenzione, nelle intenzioni dei promotori, consentirebbe alle aziende casa di liberare risorse da reinvestire direttamente nell’edilizia residenziale pubblica.
I fondi oggi assorbiti dalle imposte potrebbero essere impiegati per la manutenzione e la ristrutturazione degli appartamenti, per il recupero degli alloggi sfitti e per la costruzione di nuove case popolari. L’obiettivo è aumentare il numero di abitazioni disponibili e offrire nuove risposte alle persone in attesa di un alloggio.
«Insieme chiederemo ufficialmente al Governo l’esenzione dall’IMU e dall’IRES per le aziende casa», ha annunciato Scajola. «Queste svolgono un innegabile ruolo sociale e rischiano, non solo a livello ligure ma italiano, un’eccessiva esposizione finanziaria per far fronte all’obbligo di pagare queste tasse».
Secondo l’assessore, le risorse potrebbero essere investite «su ristrutturazioni o nuovi alloggi», contribuendo a contrastare l’emergenza abitativa.
Scajola : «Un primo freno all’emergenza abitativa»
L’assessore ligure ha sottolineato che la proposta non riguarda soltanto la sostenibilità economica degli enti, ma soprattutto la possibilità di ampliare l’offerta di abitazioni pubbliche.
«Riteniamo che le risorse destinate oggi a questo scopo risulterebbero di vitale importanza per le aziende, ma soprattutto per i cittadini che necessitano di risposte abitative», ha spiegato Scajola.
L’eliminazione delle due imposte rappresenterebbe, secondo il coordinatore vicario della Conferenza delle Regioni, «un primo freno all’emergenza abitativa», purché accompagnata da un percorso condiviso con il Governo.
La richiesta nasce dal confronto avviato tra Conferenza delle Regioni e Federcasa con l’accordo di collaborazione sottoscritto nel luglio 2025. L’intesa prevede uno scambio costante sulle principali questioni riguardanti l’edilizia residenziale pubblica e sociale.
Federcasa : bilanci colpiti da costi energetici e morosità
Federcasa ha richiamato l’attenzione sulle difficoltà economiche affrontate dalle aziende che gestiscono gli alloggi pubblici.
Tra i fattori che pesano maggiormente sui bilanci figurano l’aumento dei costi energetici, la morosità degli inquilini, la pressione fiscale e il prossimo rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro di dipendenti e dirigenti.
«Il tema delle risorse è oggi prioritario», ha dichiarato il presidente Marco Buttieri. «L’esenzione da IMU e IRES rappresenterebbe un giusto riconoscimento del ruolo talvolta assistenziale delle nostre aziende e dei nostri enti».
Secondo Buttieri, la tassazione attuale incide in modo pesante su soggetti che svolgono un’attività sociale e di integrazione, sottraendo risorse alla gestione e alla riqualificazione degli immobili.
La richiesta di fondi anche all’Europa
Il confronto non sarà limitato al Governo nazionale. La Conferenza delle Regioni intende chiedere anche alle istituzioni europee un riconoscimento economico della funzione sociale svolta dalle aziende casa.
L’obiettivo è ottenere risorse specifiche da destinare all’edilizia pubblica, rafforzando gli investimenti per gli alloggi e la capacità degli enti di rispondere alla crescente domanda abitativa.
«Chiederemo all’Europa che venga riconosciuto, anche dal punto di vista economico, il valore sociale delle aziende, con risorse specifiche a loro destinate», ha concluso Scajola.
Il prossimo passaggio sarà dunque la presentazione della proposta al Governo. Regioni e Federcasa puntano a trasformare l’esenzione fiscale in una misura strutturale, capace di lasciare più risorse sui territori e aumentare gli investimenti nelle case popolari.
Alice Rondet
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