Beppe Grillo torna all’attacco del Movimento 5 Stelle : «Ha perso identità e diversità»

Il comico genovese, fondatore del MoVimento, ha attaccato il suo ex partito sul blog personale. Il fondatore critica la trasformazione del M5S e accusa l’attuale classe dirigente di essersi concentrata su sondaggi, incarichi e dinamiche interne.
Beppe Grillo rompe il silenzio e torna ad attaccare duramente il Movimento 5 Stelle. In un lungo intervento pubblicato mercoledì 29 luglio sul suo blog, il fondatore sostiene che la forza politica da lui creata abbia smarrito la propria identità e, soprattutto, quella diversità che ne aveva caratterizzato la nascita.
Il titolo scelto per il post non lascia molto spazio alle interpretazioni: “Si sono montati la testa senza leggere le istruzioni”. Nel mirino finisce la trasformazione del Movimento, passato secondo Grillo dalla volontà di cambiare il sistema politico all’adattamento alle logiche dei partiti tradizionali.
Grillo : «Il nuovo è diventato vecchio»
La critica non indica direttamente Giuseppe Conte, ma è rivolta alla classe dirigente che oggi guida il M5S. Grillo descrive quella del Movimento come una parabola già vista : protagonisti nati come rivoluzionari che, una volta entrati nei palazzi istituzionali, finiscono per assorbirne linguaggi, priorità e comportamenti.
Per il fondatore, il progetto pentastellato avrebbe progressivamente smesso di ascoltare il sentimento popolare dal quale era nato, concentrandosi sulla propria sopravvivenza politica. Il Movimento, sostiene, avrebbe dovuto occuparsi del futuro e dei cittadini, ma avrebbe finito per inseguire gli equilibri interni e i risultati dei sondaggi.
L’accusa centrale è riassunta in una frase : il Movimento voleva cambiare la politica, ma sarebbe stato infine cambiato dalla politica.
Dal reddito di cittadinanza alla democrazia diretta
Nel suo intervento Grillo richiama alcune delle battaglie originarie del M5S : il reddito di cittadinanza, il limite dei due mandati, le restituzioni di parte degli stipendi degli eletti, la partecipazione diretta degli iscritti e la transizione ecologica.
Questi principi, secondo il fondatore, si sarebbero trasformati progressivamente in formule da ripetere durante gli appuntamenti pubblici, senza tradursi in una proposta politica capace di affrontare i nuovi problemi della società.
Grillo rivendica così la natura originaria del Movimento : non un partito costruito soltanto per amministrare o vincere le elezioni, ma uno strumento nato per cambiare il rapporto tra cittadini, istituzioni, tecnologia ed economia.
L’intelligenza artificiale e il futuro del lavoro
Il post non è soltanto un attacco alla gestione del Movimento. Grillo prova anche a indicare alcuni temi dai quali dovrebbe ripartire un nuovo programma politico.
Uno dei principali riguarda l’impatto dell’intelligenza artificiale e della robotica sul lavoro. Il fondatore del M5S si domanda chi beneficerà della ricchezza prodotta dalle macchine e come sarà possibile evitare che i vantaggi dell’automazione rimangano concentrati nelle mani di pochi proprietari delle tecnologie.
Da qui la proposta di tornare a discutere di redistribuzione della ricchezza e reddito universale, facendo contribuire soprattutto i soggetti economici che traggono i maggiori profitti dall’automazione.
Sanità, dati personali e controllo degli algoritmi
Un altro passaggio riguarda l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nella sanità. Grillo riconosce le potenzialità delle nuove tecnologie per la diagnostica, l’assistenza e la ricerca, ma pone il problema del controllo degli strumenti e dei dati sanitari.
La questione, secondo il fondatore, non può essere ridotta alla diminuzione dei costi. Occorre stabilire chi determinerà le priorità, come saranno protette le informazioni personali e se gli algoritmi verranno utilizzati per migliorare le cure oppure per selezionare i pazienti considerati economicamente più convenienti.
Grillo torna inoltre su uno dei temi più presenti nei suoi interventi degli ultimi anni : il potere delle piattaforme digitali, capaci di raccogliere e utilizzare una quantità crescente di informazioni sui comportamenti, sugli spostamenti e sulle preferenze delle persone.
Il richiamo alla partecipazione diretta
Nel post trova spazio anche una riflessione sulla democrazia digitale. Secondo Grillo, la rete consentirebbe oggi a milioni di cittadini di informarsi, comunicare e partecipare alle decisioni in tempi molto rapidi, mentre il sistema politico continua a basarsi quasi esclusivamente sulla delega concessa agli eletti per diversi anni.
La tecnologia, nella sua visione, non dovrebbe eliminare la rappresentanza parlamentare, ma limitarne il potere e permettere ai cittadini di controllare più direttamente le decisioni pubbliche.
È uno dei principi sui quali era stato costruito il primo Movimento 5 Stelle e che, secondo il suo fondatore, sarebbe stato progressivamente abbandonato insieme alle piattaforme e alle forme di partecipazione che avevano accompagnato la fase iniziale del progetto.
L’affondo sull’immigrazione
Grillo affronta anche il tema dell’immigrazione, criticando entrambe le posizioni che dominano il dibattito pubblico. Da una parte, osserva, c’è chi utilizza politicamente la paura parlando soltanto di invasione; dall’altra chi tende a sottovalutare le difficoltà create da flussi privi di una gestione efficace e di autentici percorsi di integrazione.
Secondo il fondatore del Movimento, il rischio è lasciare soli sia i cittadini sia le persone immigrate, alimentando divisioni sociali e favorendo la crescita di risposte politiche autoritarie.
La soluzione indicata da Grillo parte ancora una volta dall’ascolto dei cittadini e dalla capacità della democrazia di fornire risposte concrete su sicurezza, salute, equità, partecipazione e identità.
La replica di Giuseppe Conte
La risposta del presidente del Movimento 5 Stelle non si è fatta attendere. Giuseppe Conte ha respinto l’accusa di aver cancellato l’identità pentastellata, richiamando le battaglie condotte dal partito e ricordando una delle posizioni assunte in passato dallo stesso Grillo.
«Aveva detto che Draghi era un grillino. Fate un po’ voi», ha dichiarato Conte, riferendosi al sostegno accordato da Grillo nel 2021 alla nascita del governo guidato dall’ex presidente della Banca centrale europea.
La replica conferma la distanza ormai profonda tra il fondatore e l’attuale leadership. Lo scontro si era consumato apertamente alla fine del 2024, quando gli iscritti avevano approvato l’eliminazione della figura del garante ricoperta da Grillo e altre modifiche organizzative sostenute da Conte.
Un nuovo capitolo dello scontro nel M5S
L’intervento riapre quindi una frattura mai davvero ricomposta. Da una parte Grillo rivendica il carattere antisistema, ambientalista e partecipativo delle origini; dall’altra Conte porta avanti la trasformazione del M5S in una forza politica strutturata, collocata nel campo progressista e impegnata nella costruzione di alleanze.
Non è ancora chiaro se il post rappresenti soltanto una riflessione critica o l’inizio di una nuova iniziativa politica. Grillo non propone una nuova organizzazione e non annuncia direttamente un ritorno in campo, ma sostiene che il sentimento popolare dal quale era nato il Movimento sia ancora presente.
Le domande, conclude in sostanza il fondatore, sono rimaste fuori dai palazzi. A essere scomparse sarebbero invece le risposte e la capacità del Movimento di cercarle.
Alice Rondet
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