“Giocattolo o essere vivente? Trova le differenze”. La campagna di OIPA per proteggere meduse, stelle marine e granchi sulle spiagge della Liguria

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“Giocattolo o essere vivente? Trova le differenze”. La campagna di OIPA per proteggere meduse, stelle marine e granchi sulle spiagge della Liguria

La campagna rivolta a famiglie, turisti e Comuni costieri. L’avvocata Claudia Taccani: «Portare questi animali fuori dall’acqua può significare condannarli»

GENOVA – Una stella marina sollevata per una fotografia, un granchio chiuso nel secchiello, una medusa trascinata sulla battigia perché disturba i bagnanti. Sulle spiagge sembrano gesti innocui. In alcuni casi, però, il confine tra curiosità e maltrattamento è più vicino di quanto si pensi.

È il punto da cui parte la campagna dell’Oipa “Giocattolo o essere vivente? Trova le differenze”, lanciata per chiedere a famiglie e turisti di non raccogliere né manipolare gli animali marini. Due infografiche, una per gli adulti e una per i bambini, sono state messe a disposizione di Comuni e stabilimenti balneari per essere esposte vicino agli accessi alle spiagge.

«Non vogliamo criminalizzare il gioco – spiega Claudia Taccani, responsabile dello sportello legale dell’Oipa e portavoce del presidente ma ricordare che gli animali non sono oggetti. Mettere un granchio o una stella marina in un secchiello può significare condannarli a morte».

Il caldo, l’esposizione al sole, il contatto con le mani e la permanenza fuori dall’acqua possono provocare lesioni o compromettere la sopravvivenza dell’animale. Anche liberarlo dopo pochi minuti non garantisce che non abbia già subito danni. Lo stesso vale per le meduse, spesso raccolte e lasciate morire sulla sabbia perché considerate pericolose.

Quando interviene il Codice penale

Perché si configuri un reato devono essere valutati il comportamento, le conseguenze sull’animale e l’assenza di una reale necessità. Il rischio penale, tuttavia, esiste.

L’articolo 544-ter punisce chi, per crudeltà o senza necessità, provoca una lesione a un animale oppure lo sottopone a sevizie o a comportamenti insopportabili per le sue caratteristiche. La pena prevista è la reclusione da sei mesi a due anni, insieme a una multa da 5 mila a 30 mila euro. Se dal maltrattamento deriva la morte, la pena viene aumentata della metà.

«La responsabilità va accertata caso per caso – chiarisce Taccani – ma far morire una medusa sulla battigia o provocare lesioni a un animale marino può avere conseguenze penali». A queste norme possono aggiungersi i regolamenti comunali, che in alcune località vietano espressamente la raccolta della fauna marina e prevedono sanzioni amministrative.

L’appello dell’Oipa riguarda anche la costa ligure, dove l’associazione è presente con volontari e guardie zoofile. L’obiettivo è convincere Comuni e stabilimenti a esporre le infografiche e intervenire prima che il gioco cominci. Per avvicinare i bambini al mare, conclude Taccani: «Bastano una maschera e una nuotata insieme. Gli animali si possono scoprire e osservare senza portarli fuori dal loro ambiente».

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