Al Museo Diocesano la mostra “Ho bisogno di credere”: il sacro secondo Federico Fellini

Dal 27 luglio il chiostro del museo ospita un percorso in 18 pannelli tra fede, provocazione e spiritualità nell’opera del Maestro. L’8 agosto l’incontro d’approfondimento su quando il Cardinale Siri difese “La dolce vita”.
“‘Ho bisogno di credere’… È un bisogno né vivo né maturo, per la verità, un bisogno infantile di sentirmi protetto, di essere giudicato benevolmente, capito e possibilmente perdonato.”
— Federico Fellini al giornalista e amico Sergio Zavoli
Cinque volte Premio Oscar, tra i grandissimi del cinema mondiale e rarissimo caso di artista diventato perfino un aggettivo (felliniano), Federico Fellini si svela a Genova sotto una luce intima, inaspettata e profonda.
A partire da lunedì 27 luglio, il chiostro del Museo Diocesano di Genova apre le porte alla mostra-progetto “Ho bisogno di credere. Fellini e il sacro”. Promossa da ACEC Liguria e Fondazione San Lorenzo impresa sociale insieme all’Università Pontificia Salesiana, all’ISSR “Alberto Marvelli” di Rimini/San Marino-Montefeltro e al Centro Culturale Paolo VI di Rimini, l’esposizione indaga l’inquietudine e la ricerca spirituale del regista riminese.
Un viaggio in 18 pannelli nell’immaginario felliniano
La mostra ripercorre la carriera e la sensibilità del Maestro attraverso diciotto grandi e suggestivi pannelli dedicati al suo complesso rapporto con il sacro:
- La grazia e l’innocenza : Il “sassolino del matto” in La strada, il pellegrinaggio in Le notti di Cabiria e le vicende de Il Bidone (opere riunite nella celebre “Trilogia della Grazia”).
- Fede e provocazione : La celebre statua di Cristo sorvolante Roma in La dolce vita, la sfilata ecclesiastica in Roma, il collegio e il cardinale in 8 ½.
- Scenari e visioni : Sequenze entrate nel mito da Amarcord (il transatlantico Rex), Giulietta degli spiriti (la recita della Santa), Lo sceicco bianco, I Clown, Casanova, La città delle Donne fino a La voce della Luna, sua ultima pellicola.
Ad accompagnare l’esposizione c’è un ricco volume di studi che ripercorre l’infanzia a Rimini, l’unione artistica e di vita con Giulietta Masina e lo stretto legame con i Padri Gesuiti Arpa, Taddei e Fantuzzi.
Sabato 8 agosto : “Quando Siri difese La dolce vita”
In occasione dell’esposizione, sabato 8 agosto alle ore 10:00 il Museo Diocesano ospiterà un importante incontro di approfondimento.
Don Renato Butera, tra i curatori del progetto, affronterà il retroscena storico del caso La dolce vita e il ruolo decisivo svolto da Padre Arpa, amico del regista e consigliere dell’allora Arcivescovo di Genova, il Cardinale Giuseppe Siri nel difendere l’opera dalle polemiche dell’epoca.
Interverranno all’evento:
- Giancarlo Giraud (Presidente ACEC Liguria)
- Enrico Cimaschi (Presidente Associazione Cineguida)
- Francesca Di Palma (Coordinatrice Ufficio Comunicazioni Sociali della Diocesi di Genova)
Info utili, orari e biglietti
- Sede: Museo Diocesano di Genova – Via Tommaso Reggio, 20 r
- Periodo: Da lunedì 27 luglio
Orari di apertura:
- Lunedì: 10:00 – 13:00 / 14:00 – 18:00
- Da mercoledì a domenica: 10:00 – 14:00
- Martedì: CHIUSO
Biglietto d’ingresso (Museo + Mostre):
- Intero: 10 €
- Ridotto: 8 € (con Tessera AcecCarte)
- Tel. Museo: 010 2475127 | Email: [email protected]
- Web: museodiocesanogenova.it
- ACEC Liguria: Vico Falamonica 1, Genova | Tel. 010 2476147 / Cell. 335 5865524 | Email: [email protected]
Alice Rondet
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