Helan compie 50 anni: la cosmetica naturale nata a Genova prima che fosse moda

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Helan compie 50 anni: la cosmetica naturale nata a Genova prima che fosse moda

Ascolta l’intervista completa a Marco Moncalvo, seconda generazione alla guida di Helan, tra ricordi di famiglia, cosmetica naturale, fragranze, sostenibilità e futuro dell’azienda genovese.

Naturale, green, sostenibile. Sono parole che oggi troviamo ovunque; sulle confezioni, nelle pubblicità, nelle promesse dei marchi. Parole diventate familiari e qualche volta persino abusate.

Oggi Helan è una delle prime aziende Italiane specializzate nella formulazione e produzione di Cosmetici Naturali e rappresenta un esempio concreto di questi valori ma, nel 1976, quando Helan è stata fondata, questi concetti erano, prima di tutto, una scelta controcorrente.

È da quella scelta che è nata Helan, azienda genovese della cosmetica naturale che quest’anno festeggia 50 anni di attività. Una storia cominciata quando Elisa Bottini Massa, docente universitaria di cosmetologia, ed Enzo Moncalvo, avvocato, decisero di lasciare le rispettive strade professionali per trasformare competenza scientifica, filosofia di vita e intuizione imprenditoriale in un progetto destinato a diventare uno dei nomi più riconoscibili della cosmetica naturale italiana.

Cinquant’anni dopo, quella visione continua con la seconda generazione, Marco e Ludovico Moncalvo. A raccontarla a Radio Babboleo è proprio Marco Moncalvo, cresciuto dentro l’azienda tra formule, magazzini, profumi, compiti fatti in ufficio e ricordi di famiglia. O, come dice lui, cresciuto “a pane e Helan”.

Quando il naturale non era ancora di moda

Oggi il naturale è protagonista di un linguaggio diffuso. Nel mondo della cosmetica è diventato un valore dichiarato, spesso cercato dai consumatori. Ma quando Helan è nata, a metà degli anni Settanta, il contesto era completamente diverso.

Non esisteva ancora un vero canale di vendita dedicato al cosmetico naturale. Le prime formule nascevano quasi artigianalmente, con estratti di origine naturale, e trovavano spazio soprattutto nelle erboristerie, che all’epoca vendevano principalmente erbe sfuse, e nelle farmacie con laboratorio galenico.

La scelta dei fondatori non è nata da una moda, ma da una visione personale.

Elisa Bottini Massa ed Enzo Moncalvo hanno visto una direzione possibile per la cura della persona. Non un ritorno ingenuo al passato, ma una strada formulativa precisa: creare cosmetici efficaci, rispettosi dell’epidermide, dell’ambiente e degli animali.

In anni in cui molte creme venivano colorate artificialmente per apparire più gradevoli e il prodotto “sofisticato da laboratorio” sembrava rappresentare il futuro, Helan ha scelto il percorso opposto. Non sempre in discesa ma destinato a durare.

Una storia di famiglia, tra casa e azienda

Dentro i 50 anni di Helan c’è anche una storia profondamente familiare.

Marco Moncalvo ci ha raccontato i suoi primi ricordi legati all’azienda con il tono di chi ha capito presto che il lavoro di mamma e papà, ma soprattutto il loro sogno, sarebbe diventato un giorno anche il suo.

Ci sono i pomeriggi nella sede storica di via Trento, i giochi in magazzino, i palloni improvvisati con il materiale da imballaggio, i compiti fatti in azienda. C’è il padre al telefono con la rete vendita, la madre con i fascicoli pieni di formule, analisi e controlli. C’è tutta la quotidianità di una piccola impresa familiare che cresceva insieme ai figli.

Casa e bottega, verrebbe da dire. Ma anche molto di più.

Per Marco Moncalvo, Helan non è soltanto un’eredità ricevuta. È una presenza costante, un ambiente vissuto fin dall’infanzia, una strada immaginata presto e poi seguita anche attraverso gli studi in farmacia.

Ereditare un’azienda significa anche rifondarla

Uno degli aspetti più interessanti della storia di Helan riguarda il passaggio generazionale.

Ereditare un’azienda già avviata è una fortuna, riconosce Marco Moncalvo. Ma non significa limitarsi a proteggere ciò che è stato fatto. Ogni generazione deve imparare a leggere il proprio tempo.

Da un lato c’è la responsabilità di non tradire i valori originari: la cosmetica naturale, la coerenza formulativa, il rispetto dei consumatori, della natura, dell’ambiente e degli animali. Dall’altro c’è la necessità di innovare, aggiornare processi, strumenti, tecnologie e linguaggi.

Perché mantenere, per un imprenditore, non può voler dire restare fermi. Significa trovare il giusto equilibrio tra tradizione e innovazione, tra radici e futuro, tra valori consolidati e fondanti e visione.

È forse questa la sfida più grande per un’azienda familiare arrivata a 50 anni: proteggere la propria identità senza trasformarla in immobilità.

Cosa significa davvero cosmetica naturale

Nel racconto di Helan, la parola “naturale” non è uno slogan. È una responsabilità formulativa e, soprattutto, una promessa mantenuta nei confronti dei consumatori.

Perché non basta inserire in una crema un estratto vegetale per poter parlare davvero di cosmetica naturale. Serve coerenza in tutta la formula. Contano gli attivi scelti, ma contano, forse ancora di più, gli ingredienti esclusi.

È quello che in azienda viene chiamato il “box dei senza”: tutte quelle materie prime che non rientrano nella filosofia Helan e che vengono lasciate fuori, anche quando potrebbero sembrare interessanti dal punto di vista dell’efficacia o del mercato.

Nel laboratorio esiste una vera e propria blacklist aziendale, aggiornata costantemente. Se un ingrediente non è coerente con i valori del marchio, si rinuncia. Non alla qualità, ma alla scorciatoia.

Si cerca un’altra strada. Spesso più lunga, più costosa, più complessa dal punto di vista della ricerca e sviluppo. Perché è così che la sostenibilità diventa scelta concreta.

Leggere l’INCI senza essere cosmetologi

Uno dei temi più delicati per chi acquista cosmetici è capire cosa contenga davvero un prodotto.

L’INCI, cioè l’elenco degli ingredienti, è spesso scritto in caratteri piccoli e con nomi tecnici difficili da interpretare. Helan ha scelto di accompagnare il consumatore anche su questo piano, inserendo nelle confezioni una spiegazione degli ingredienti: che cosa sono, da dove derivano, a cosa servono.

Perché non tutti possono o devono diventare esperti di cosmetologia per scegliere uno shampoo, una crema o un detergente. È l’azienda che deve parlare in modo chiaro, con pochi concetti comprensibili e verificabili.

La sostenibilità che non si vede sulla confezione

La sostenibilità inizia molto prima dello scaffale.

Una delle novità più importanti degli ultimi mesi riguarda l’impianto fotovoltaico avviato nella sede di Casella, dove Helan ha costruito una filiera interna completa. In circa 7 mila metri quadrati, l’azienda idea, sviluppa, produce, confeziona e spedisce i propri prodotti.

Questa filiera corta rappresenta un valore su più livelli: qualità, controllo, rintracciabilità e sostenibilità. Il prodotto nasce e viene seguito all’interno dello stesso stabilimento, con attenzione alla formula, alle materie prime e al packaging.

Anche sulla plastica, Marco Moncalvo invita a un ragionamento meno superficiale. Il punto è scegliere quale plastica utilizzare, per quali prodotti, come renderla riciclabile e come facilitare una seconda vita dei materiali.

Ancora una volta, la parola chiave è coerenza.

Il profumo come memoria: da Vetiverum al panettone

Tra le parti più personali dell’intervista c’è il racconto delle fragranze.

Marco Moncalvo, che segue anche la ricerca e sviluppo insieme al suo team, sceglie come profumo del cuore Vetiverum, una linea storica di Helan dagli anni Novanta. Una fragranza legata al ricordo del padre, all’infanzia in azienda, a un mondo familiare e professionale che ancora oggi continua a vivere.

Ma la storia più curiosa è quella della fragranza al panettone.

Nata quasi per gioco, dopo una battuta in laboratorio, è diventata uno dei progetti più sorprendenti e riusciti. All’inizio sembrava un’idea troppo audace, troppo gourmand, forse rischiosa per il mercato. Poi è arrivato il coraggio di proporla. E il successo è stato immediato.

Il motivo è semplice: una fragranza può attivare un ricordo prima ancora di essere spiegata.

Il panettone richiama il Natale, la famiglia, le feste, l’infanzia, una memoria collettiva che tutti riconosciamo. Dopo il panettone è arrivato anche il pandoro, a confermare quanto il profumo possa essere una porta emotiva potentissima.

Se Radio Babboleo fosse una fragranza

Helan e Radio Babboleo hanno qualcosa in comune. Sono due realtà liguri, familiari, nate nel 1976 e cresciute portando avanti una visione che all’inizio era tutt’altro che scontata. E proprio Helan è stata tra gli sponsor della grande festa per i 50 anni di Radio Babboleo, lo scorso 2 luglio, al Porto Antico di Genova.

Per questo, durante l’intervista, non abbiamo resistito alla tentazione di chiedere a Marco Moncalvo quale fragranza immaginerebbe per Radio Babboleo.

La risposta è tutta ligure: note marine, salate, fresche, ma con un cuore più verde e agrumato, capace di richiamare anche l’entroterra. Una fragranza unisex, moderna, salata e agrumata, pensata per raccontare odori familiari per liguri e genovesi.

Il mare, certo. Ma non solo. Anche la terra, il verde, la freschezza. Quel rapporto continuo tra costa e interno che fa parte dell’identità della Liguria.

Il cosmetico come piccolo gesto di benessere

La cosmetica, nel racconto di Helan, non è solo efficacia. È anche rito quotidiano.

Una crema, un profumo, uno shampoo, un rossetto o un trattamento possono accompagnare momenti diversi della giornata. Prepararsi per uscire. Recuperare energia. Concedersi cinque minuti. Ritrovare una normalità nei periodi più difficili.

Marco Moncalvo parla della “magia del cosmetico”: la capacità di strappare un sorriso, dare sicurezza, far sentire a casa, infondere carisma.

È un benessere piccolo, accessibile, ma non banale. Perché passa attraverso gesti semplici che ciascuno compie per sé.

Ed è forse qui che il nome Helan trova una delle sue spiegazioni più belle. Nasce dall’unione di due parole del bacino mediterraneo: Helios, il sole, e Animus, l’animo. Un “animo solare” che racconta la filosofia dell’azienda: portare bellezza e benessere nelle case, con serietà, coerenza e fiducia.

Che cosa produce Helan: cosmetici naturali, profumi e linee per tutta la famiglia

In cinquant’anni Helan ha costruito un mondo ampio, fatto di cosmetici naturali per il viso, il corpo e i capelli, ma anche di profumi, profumi per la casa, solari, make-up, prodotti per bambini e linee dedicate alla maternità.

È qui che la filosofia iniziale dei fondatori si è trasformata, nel tempo, in un catalogo riconoscibile, in fragranze e una vasta gamma di prodotti diventati familiari per molti consumatori legati da un filo comune: portare nella quotidianità un’idea di cosmetica naturale fatta di efficacia, sensorialità e coerenza formulativa.

Non solo prodotti da acquistare, dunque, ma piccoli rituali: lo shampoo scelto per i capelli, il profumo che resta nella memoria, la crema per il viso, il solare da mettere in valigia, il detergente per i bambini. È anche così che un marchio nato a Genova nel 1976 è entrato, poco alla volta, nelle case e nelle abitudini di tante persone.

Il pop up store al Porto Antico: Helan diventa esperienza

A raccontare il legame tra Helan e il suo pubblico c’è anche il successo del pop up store aperto al Porto Antico, nel cuore di uno dei luoghi più attraversati della città.

Dal 16 giugno al 31 luglio, lo spazio ha accolto clienti affezionati, curiosi e nuovi visitatori in un percorso sensoriale pensato per far entrare, fisicamente, le persone dentro la filosofia del brand. Non solo prodotti da scoprire, ma un piccolo viaggio tra profumi, texture e suggestioni: dalla macchia mediterranea alle fragranze marine, dalle collezioni iconiche alle ultime novità Made in Italy, realizzate con materie prime di origine naturale.

Un’oasi temporanea affacciata sulla città e sul mare, che ha trasformato il compleanno dei 50 anni in un’occasione concreta di incontro. Perché Helan, prima ancora di essere una storia aziendale, è anche questo: un mondo di odori, gesti e rituali quotidiani in cui molti si riconoscono. E il successo del pop up store lo conferma: quando un marchio riesce a restare fedele alla propria identità, il pubblico non lo cerca soltanto sugli scaffali. Va a incontrarlo.

Mandarino & Vaniglia, la fragranza dei 50 anni

Per celebrare il traguardo dei 50 anni, Helan ha scelto anche una fragranza speciale: Mandarino & Vaniglia Extrait de Parfum, edizione limitata pensata per raccontare, attraverso il profumo, mezzo secolo di storia, ricerca e memoria olfattiva.

Non una novità qualunque, ma la reinterpretazione di uno dei profumi storici di maggior successo del marchio, proposta in una concentrazione di essenza superiore al 25%. Una scelta che rende la scia più intensa e persistente, trasformando il profumo in un gesto celebrativo, da indossare e ricordare.

Il percorso olfattivo unisce note agrumate, fiorite e gourmand. In apertura arrivano mandarino, arancio e frutta candita; nel cuore assoluta di fiori d’arancio, gelsomino ed eliotropio; sul fondo vaniglia Bourbon, ambra e muschio.

Una fragranza luminosa e avvolgente, che sembra tenere insieme due anime molto Helan: la freschezza mediterranea degli agrumi e la dolcezza calda della vaniglia. Un modo per festeggiare i 50 anni non soltanto con un prodotto, ma con una memoria da lasciare sulla pelle.

I prossimi 50 anni

Guardare ai prossimi 50 anni significa immaginare un’azienda più grande, più solida, più conosciuta, ma ancora fedele alla propria identità.

Per Marco Moncalvo, il futuro di Helan passa dalla capacità di mantenere le radici ben chiare e, allo stesso tempo, continuare a crescere. Un’azienda sana, credibile, apprezzata, in cui sia bello lavorare e che non tradisca le aspettative dei consumatori.

Dopo mezzo secolo, la sfida non è soltanto festeggiare ciò che è stato, ma continuare a meritare la fiducia costruita nel tempo.

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