Festival della Scienza 2026, le prime anticipazioni. Ferdeghini: “Costruiamo insieme nuove prospettive”

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Festival della Scienza 2026, le prime anticipazioni. Ferdeghini: “Costruiamo insieme nuove prospettive”

Cambiare punto di vista per comprendere meglio il presente e provare a immaginare il futuro. È questo lo spirito con cui il Festival della Scienza tornerà a Genova dal 22 ottobre al 1° novembre 2026, con undici giornate di conferenze, mostre, laboratori, spettacoli ed eventi speciali. Una ventiquattresima edizione che comincia già a prendere forma e che sarà guidata da una parola chiave particolarmente evocativa: “Prospettive”.

A spiegarne il significato è Carlo Ferdeghini, presidente del Consiglio Scientifico e responsabile del programma del Festival: «Si tratta di un invito a guardare oltre, a cambiare punto di vista e a scoprire nuove direzioni del pensiero. In sintesi, ciò che dà profondità al mondo».

Un tema che attraverserà l’intero programma e che, nelle intenzioni degli organizzatori, dovrà aiutare il pubblico a interrogarsi sulle trasformazioni in corso, sul ruolo della ricerca e sugli scenari che scienza e tecnologia stanno già contribuendo a costruire. «Parlare di prospettive significa esplorare il futuro, immaginare scenari possibili, interrogarsi su come la ricerca possa orientare il domani e comprendere la complessità che ci circonda», sottolinea Ferdeghini. Il Festival diventerà così «un luogo di incontro tra sguardi diversi», nel quale condividere idee e visioni per costruire nuovi orizzonti di conoscenza.

Le prime anticipazioni confermano il respiro internazionale dell’edizione 2026. Tra gli ospiti annunciati ci sono il premio Nobel per la Fisica Arthur McDonald, la fisica ed ex direttrice generale del CERN Fabiola Gianotti, la scienziata dell’Istituto Italiano di Tecnologia Barbara Mazzolai, il neuro-oncologo Frank Winkler e il giornalista e podcaster Stefano Nazzi.

Ad aprire il Festival sarà proprio Barbara Mazzolai, con una lectio magistralis dedicata ai robot bioispirati. Arthur McDonald racconterà invece gli esperimenti sui neutrini che gli sono valsi il Nobel, mentre Fabiola Gianotti sarà protagonista di uno spettacolo nel quale la complessità del cosmo incontrerà quella delle sinfonie musicali.

Si parlerà anche del ritorno dell’umanità sulla Luna, delle nuove frontiere della genomica, della prevenzione dei tumori ereditari e del rapporto, sempre più studiato, tra sistema nervoso e malattie oncologiche. Stefano Nazzi parteciperà invece a un incontro dedicato agli indizi deboli, incompleti o ambigui, insieme alla medico legale Cristina Cattaneo e all’esperto di informatica forense Mattia Epifani.

Accanto alle grandi conferenze, il Festival proporrà numerose esperienze interattive. Il pubblico potrà esplorare l’Antartide e il suo ruolo negli equilibri climatici, ascoltare le onde gravitazionali attraverso un laboratorio multisensoriale, classificare le galassie con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e partecipare a una escape room dedicata ai terremoti.

Tra le novità ci sono anche il potenziamento delle attività rivolte ai bambini dai 6 ai 10 anni, un ciclo di incontri sulle trasformazioni urbane di Genova e la “Game Night”, con due serate dedicate ai giochi da tavolo di carattere scientifico.

Il concetto di prospettiva ritorna anche nell’immagine ufficiale del Festival: due grandi occhi, rivolti verso direzioni differenti, che rappresentano la curiosità, il cambiamento e la possibilità di osservare ogni fenomeno da molteplici punti di vista. Perché, come ricorda ancora Carlo Ferdeghini, «la ricerca nasce dalla capacità di osservare oltre l’apparenza e di immaginare ciò che ancora non vediamo».

In attesa del programma completo, che sarà presentato a settembre, abbiamo intervistato Carlo Ferdeghini per conoscere più da vicino le idee, le novità e le “prospettive” che guideranno il Festival della Scienza 2026.

Ascolta l’intervista completa a Carlo Ferdeghini

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