Ponte Morandi, alla vigilia della sentenza arrivano le scuse di Autostrade : “Un’esigenza morale”

Alla vigilia della sentenza sul crollo del Ponte Morandi, Autostrade per l’Italia rompe il silenzio e affida all’amministratore delegato Arrigo Giana un messaggio rivolto ai familiari delle vittime, ai genovesi e a tutta la comunità colpita dalla tragedia. “Chiedere scusa per quanto accaduto è una nostra esigenza morale“, ha scritto Giana in una lettera aperta diffusa nelle ore che precedono il verdetto del processo.
Otto anni dopo il crollo del ponte Morandi, Genova attende il verdetto che chiuderà uno dei processi più complessi della storia giudiziaria italiana. Giovedì 16 luglio è prevista la lettura della sentenza di primo grado per il disastro del viadotto Polcevera, crollato il 14 agosto 2018 provocando la morte di 43 persone.
Dopo 284 udienze e quattro anni di dibattimento, i giudici sono chiamati a decidere sulla posizione dei 57 imputati coinvolti nel procedimento. La Procura di Genova ha chiesto complessivamente quasi 400 anni di carcere per 56 persone, contestando responsabilità a ex dirigenti, tecnici e figure legate ad Autostrade per l’Italia, Spea e al Ministero dei Trasporti.
Un processo durato quattro anni
Il crollo del Ponte Morandi resta una delle ferite più profonde nella storia recente di Genova. Il 14 agosto 2018, alle 11.36, il viadotto sul Polcevera collassò causando la morte di 43 persone e sconvolgendo la vita della città.
Il processo di primo grado è iniziato il 7 luglio 2022 e ha richiesto quattro anni di lavoro nelle aule del tribunale, con un dibattimento tra i più complessi affrontati dalla giustizia italiana.
Sul banco degli imputati 57 persone tra ex dirigenti, tecnici e rappresentanti di Autostrade per l’Italia, Spea e altri soggetti coinvolti nella gestione e nei controlli dell’infrastruttura.
Le richieste della Procura : quasi 400 anni di carcere
Al termine della requisitoria, la Procura di Genova ha chiesto condanne per quasi 400 anni complessivi per 56 imputati.
Tra le richieste più rilevanti quella nei confronti dell’ex amministratore delegato di Autostrade per l’Italia Giovanni Castellucci, per il quale sono stati chiesti 18 anni e 6 mesi di reclusione.
Le accuse contestate, a vario titolo, riguardano tra gli altri i reati di omicidio colposo plurimo, crollo, attentato alla sicurezza dei trasporti, falso e omissioni legate ai controlli e alla manutenzione.
Alla vigilia della sentenza arrivano le scuse di Autostrade
A poche ore dalla lettura del verdetto è arrivato anche l’intervento dell’attuale amministratore delegato di Autostrade per l’Italia, Arrigo Giana, con una lettera aperta rivolta ai familiari delle vittime, ai genovesi e a tutti gli italiani.
“Chiedere scusa per la tragedia del Morandi è una nostra esigenza morale“, è il senso del messaggio diffuso dall’azienda alla vigilia della sentenza. Giana ha ricordato il dolore provocato dal crollo e ha sottolineato la volontà di attendere il pronunciamento della giustizia.
Le parole dell’amministratore delegato arrivano dopo anni di attesa e alla vigilia di un momento considerato storico per la città.
Il giorno della sentenza
Giovedì 16 luglio sarà l’ultimo atto del procedimento di primo grado. Dopo le ultime repliche dei legali, il collegio giudicante presieduto da Paolo Lepri si riunirà in camera di consiglio per arrivare alla decisione finale.
La lettura del dispositivo rappresenterà un momento atteso soprattutto dai familiari delle 43 vittime, che da anni chiedono verità e giustizia.
Genova guarda a un verdetto storico
La sentenza del processo Morandi non rappresenta soltanto la conclusione di un procedimento giudiziario, ma un passaggio importante nella memoria collettiva della città.
A otto anni dal crollo, Genova attende una risposta su responsabilità e decisioni che hanno segnato una delle pagine più drammatiche della sua storia recente.
Alice Rondet
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