La Francia corre con un motore di Serie A : Koné e Rabiot trascinano i Bleus

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La Francia corre con un motore di Serie A : Koné e Rabiot trascinano i Bleus

Mbappé e Dembélé accendono l’attacco, ma l’equilibrio della squadra di Deschamps nasce a centrocampo. Il valore di questo centrocampo sarà misurato nella semifinale contro la Spagna, in programma martedì 14 luglio alle 21.

La Francia è arrivata tra le prime quattro del Mondiale segnando 16 reti e subendone soltanto due. Numeri che raccontano una squadra capace di attaccare con molti uomini senza perdere solidità. Dietro il talento offensivo di Kylian Mbappé, Ousmane Dembélé e Michael Olise, c’è infatti il lavoro di Manu Koné e Adrien Rabiot, centrocampisti rispettivamente di Roma e Milan, due dei protagonisti più preziosi giocano in Italia.

Koné si è preso il centrocampo

All’inizio del torneo Koné non era considerato un titolare sicuro. Nelle gerarchie di Didier Deschamps partiva alle spalle di Aurélien Tchouaméni, ma l’infortunio del giocatore del Real Madrid gli ha aperto uno spazio che il romanista ha saputo sfruttare.

Schierato dall’inizio contro Paraguay e Marocco, Koné ha portato energia, pressione e capacità di recuperare il pallone. Nel quarto di finale vinto per 2-0, il suo dinamismo è stato decisivo per impedire al Marocco di sviluppare le ripartenze e risalire il campo con continuità.

La crescita non riguarda soltanto la forza fisica. Il centrocampista ha migliorato la lettura delle situazioni, la gestione delle distanze e la scelta dei momenti nei quali aggredire l’avversario. Qualità che gli hanno permesso di trasformarsi da alternativa a possibile titolare anche nella semifinale contro la Spagna.

Il lavoro invisibile di Rabiot

Accanto a Koné c’è Adrien Rabiot, uno degli uomini ai quali Deschamps rinuncia più difficilmente. Il centrocampista del Milan accompagna l’azione, copre le avanzate dei compagni e garantisce presenza fisica in entrambe le aree.

La sua utilità non si misura soltanto attraverso gol e assist. Rabiot aiuta la Francia a restare corta, sostiene il pressing e permette ai giocatori offensivi di assumersi maggiori libertà. Dopo aver riposato nell’ultima partita del girone contro la Norvegia, ha disputato per intero tutte le altre gare del torneo.

Le stagioni trascorse in Serie A, prima con la Juventus e poi con il Milan, hanno rafforzato la sua attenzione tattica. Rabiot è diventato il punto di collegamento tra una difesa rimasta imbattuta nella fase a eliminazione diretta e un attacco costruito per occupare rapidamente gli spazi.

Il contributo italiano alla Francia

Il legame dei Bleus con il campionato italiano non finisce a centrocampo. In porta c’è Mike Maignan, compagno di Rabiot al Milan, che nel Mondiale ha incassato appena due gol e ha mantenuto la porta inviolata nelle tre partite a eliminazione diretta.

Il “motore italiano” della Francia comprende quindi tre elementi centrali: Maignan protegge la porta, Koné spezza il gioco avversario e Rabiot tiene uniti i reparti. È la struttura che permette alle stelle di Deschamps di concentrarsi sulla fase offensiva senza lasciare la squadra esposta.

Contro la Spagna la prova più difficile

Il valore di questo centrocampo sarà misurato nella semifinale contro la Spagna, in programma martedì 14 luglio alle 21. La squadra francese dovrà contrastare il possesso e la pressione della Roja, evitando di lasciarle il controllo della zona centrale.

Tchouaméni è tornato a disposizione, anche se non ancora al meglio, e Deschamps dovrà decidere se modificare la coppia che ha funzionato contro il Marocco.

Koné e Rabiot, però, hanno già dimostrato di poter dare alla Francia ciò di cui avrà maggiormente bisogno: corsa, ordine e la capacità di proteggere l’enorme talento schierato davanti.

Alice Rondet

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