Nasce l’Hub della Cura : sette sportelli in Liguria per aiutare famiglie e caregiver

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Nasce l’Hub della Cura : sette sportelli in Liguria per aiutare famiglie e caregiver

Sette punti di riferimento nelle Case della Comunità della Liguria per aiutare famiglie e caregiver a trovare assistenti familiari preparati, regolarmente inquadrati e adeguati alle necessità di anziani non autosufficienti, persone con disabilità e cittadini fragili.

È l’obiettivo dell’Hub della Cura, il nuovo progetto promosso da Regione Liguria che sarà sperimentato nelle Case della Comunità di Sanremo, Savona, Genova Quarto, Fiumara, Genova Struppa, Chiavari e La Spezia.

L’iniziativa sarà finanziata con un milione di euro proveniente dal Fondo Sociale Europeo e prenderà forma attraverso una co-progettazione con gli enti del Terzo Settore, chiamati a collaborare con i servizi sociali e sociosanitari del territorio.

Un punto di riferimento per le famiglie

L’Hub della Cura avrà il compito di mettere in collegamento famiglie, caregiver, assistenti familiari, servizi territoriali, Case della Comunità e realtà del Terzo Settore.

Gli sportelli offriranno accoglienza e orientamento, aiuteranno a definire le esigenze assistenziali della persona fragile e accompagneranno le famiglie nella ricerca del profilo professionale più adatto.

Il progetto punta inoltre a favorire la regolarizzazione del lavoro di cura, migliorare la qualità dell’assistenza domiciliare e rendere più semplice e trasparente l’incontro tra domanda e offerta.

Tra le attività previste ci saranno anche il collegamento con servizi e progetti già attivi sul territorio, come “Meglio a Casa”, e l’attivazione di percorsi di supporto e sollievo per le famiglie impegnate quotidianamente nell’assistenza.

Il nuovo Registro regionale degli assistenti familiari

Uno degli elementi centrali del progetto sarà il nuovo Registro regionale degli assistenti familiari, la cui gestione sarà affidata a Filse.

Non sarà soltanto un elenco di nominativi, ma uno strumento aggiornato attraverso il quale le famiglie potranno individuare operatori con competenze ed esperienze coerenti con i propri bisogni.

Gli assistenti familiari saranno suddivisi progressivamente anche in base alle diverse aree di competenza e potranno accedere a percorsi di formazione, aggiornamento e certificazione professionale.

Il sistema permetterà inoltre di raccogliere informazioni utili alla programmazione delle politiche sociali e assistenziali regionali.

«Con l’Hub della Cura e il nuovo Registro regionale degli assistenti familiari non introduciamo un intervento episodico o un contributo una tantum, ma una vera e propria infrastruttura di servizio per la domiciliarità», ha spiegato l’assessore regionale alla Sanità, alle Politiche sociosanitarie e sociali e al Terzo Settore Massimo Nicolò.

«Vogliamo sostenere concretamente le famiglie nella ricerca di assistenti familiari qualificati, valorizzare le competenze di chi opera nel settore della cura e rendere le Case della Comunità punti di riferimento sempre più vicini ai bisogni delle persone e dei territori».

Un milione di euro dal Fondo Sociale Europeo

Il progetto sarà sostenuto con un investimento di un milione di euro del Fondo Sociale Europeo.

« L’obiettivo è offrire supporto a domicilio a chi più ne ha bisogno, dando al tempo stesso opportunità di lavoro qualificato agli assistenti coinvolti », ha dichiarato l’assessore regionale alla Programmazione FSE Marco Scajola.

Scajola ha ricordato anche l’esperienza del Bonus Badanti, che nell’edizione 2025 ha consentito di sostenere 705 famiglie con uno stanziamento complessivo di cinque milioni di euro.

Formazione e certificazione delle competenze

L’Hub della Cura sarà collegato anche al sistema regionale ALFA, che si occuperà della formazione e della certificazione delle competenze degli assistenti familiari.

Potranno essere riconosciute anche le capacità maturate sul campo, in contesti informali o non formali.

I percorsi riguarderanno, tra gli altri aspetti, la relazione d’aiuto, la sicurezza, la gestione delle fragilità cognitive, la mobilizzazione delle persone non autosufficienti, la comunicazione e le competenze linguistiche e digitali.

«La qualità dell’assistenza passa prima di tutto dalla qualità delle competenze», ha sottolineato la vicepresidente della Regione Liguria con delega alla Formazione Simona Ferro.

«Il Registro rappresenterà anche un motore di crescita professionale continua, capace di promuovere l’aggiornamento e rafforzare un settore sempre più centrale per il welfare di prossimità».

Il ruolo del Terzo Settore

Gli enti del Terzo Settore avranno un ruolo centrale nella costruzione e nella gestione operativa degli Hub della Cura.

La progettazione sarà sviluppata insieme ai Distretti sociosanitari, agli Ambiti Territoriali Sociali, alle Case della Comunità e alla rete dei servizi di prossimità.

« Stiamo costruendo un modello che unisce innovazione amministrativa, competenze tecnico-gestionali e vicinanza alle persone », ha dichiarato il presidente di Filse Gerolamo Taccogna.

L’iniziativa rientra nel percorso di attuazione dei Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali e della riforma nazionale dedicata alla non autosufficienza, con l’obiettivo di trasformare l’integrazione tra sanità e servizi sociali in un sistema concreto e accessibile per le famiglie liguri.

Alice Rondet

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