L’emergenza caldo cambia la lingua: tra i caruggi e le spiagge liguri arrivano i nuovi neologismi Treccani

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L’emergenza caldo cambia la lingua: tra i caruggi e le spiagge liguri arrivano i nuovi neologismi Treccani

L’afa che ristagna tra i caruggi di Genova e l’arsura che avvolge le Riviere liguri si fanno sempre più intense, segno di un’estate che mette a dura prova la nostra regione. Il caldo record che ha colpito l’Italia e l’Europa sta cambiando profondamente non solo le nostre abitudini quotidiane, ma anche il nostro stesso linguaggio. Termini classici e tradizionali come “afa”, “canicola” o “calura” non bastano più per descrivere il caldo asfissiante dovuto alla crisi climatica.

Il “Blocco a Omega” e il “Break termico”.

l’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani, per raccontare l’emergenza di queste temperature estreme, ha appena registrato nuove espressioni, ormai entrate a pieno titolo nel linguaggio comune. Ascoltando i bollettini meteo regionali dell’Arpal o le chiacchiere sotto gli ombrelloni da Ponente a Levante, è sempre più frequente imbattersi in due nuovi neologismi certificati dalla Treccani: il “blocco a Omega” e il “break termico”.

L’Enciclopedia Italiana definisce il “blocco a Omega” come una particolare configurazione atmosferica che, per la sua forma, ricorda l’omonima lettera greca. Si verifica quando un’area di alta pressione resta bloccata tra due aree di bassa pressione. Questo assetto provoca condizioni meteo stabili ma anche estreme (con caratteristiche opposte a seconda della stagione e di dove si localizza), mentre nelle due aree laterali persiste il maltempo. È questa la dinamica che spesso intrappola la Liguria sotto una cappa di calore insopportabile, acuita dall’alto tasso di umidità tipico della nostra costa.

L’unica speranza per i liguri, in questi casi, è quello che la Treccani ha ufficializzato come “break termico”. L’espressione illustra l’interruzione, di solito temporanea, del caldo torrido, pausa dalla canicola che avviene a causa di un improvviso afflusso di aria fresca, che porta con sé il possibile sopraggiungere di condizioni di maltempo – un fenomeno che in Liguria si traduce spesso in improvvisi temporali estivi o mareggiate repentine.

Il “Cooling break” ai Mondiali

L’impatto dei cambiamenti climatici e delle temperature estreme non risparmia lo sport, introducendo nel vocabolario un ulteriore termine: il “cooling break”. Consultabile sul portale treccani.it insieme agli altri neologismi, è definito come la breve interruzione di una partita di calcio, concessa dall’arbitro per consentire ai calciatori di rinfrescarsi in caso di caldo eccessivo.

L’espressione è tornata prepotentemente al centro dell’attenzione anche per i tifosi liguri che in queste settimane stanno seguendo i Mondiali di calcio in corso tra Stati Uniti, Messico e Canada. Il torneo internazionale ha infatti riacceso il dibattito sul ricorso a questo tipo di pausa. Si tratta di un compromesso delicato, in bilico tra le imprescindibili esigenze di tutela della salute degli atleti, e le polemiche sull’impatto che l’interruzione può avere sul ritmo delle partite e sulla loro spettacolarizzazione.

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