D:CULT 2026, si chiude la terza edizione del corso di alta formazione a Genova

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D:CULT 2026, si chiude la terza edizione del corso di alta formazione a Genova

Si conclude la terza edizione di d:cult, il corso di alta formazione promosso dalla Scuola IANUA dell’Università di Genova dedicato alla divulgazione scientifica del patrimonio culturale. Un percorso che si chiude oggi con la presentazione dei risultati finali sviluppati dai 14 partecipanti nel corso dell’anno.

Un percorso di oltre 250 ore tra formazione, ricerca e territorio

Sono 14 i partecipanti selezionati per l’edizione 2026, laureati e neolaureati under 35 provenienti da Liguria, Lazio, Lombardia, Emilia-Romagna e Sicilia che hanno seguito oltre 250 ore di formazione tra lezioni, workshop, attività sul campo e sviluppo progettuale.

Le attività didattiche si sono svolte nei principali luoghi della cultura genovese, trasformando la città in un laboratorio diffuso di sperimentazione sulla divulgazione del patrimonio culturale.

Il percorso è stato arricchito da tre viaggi studio a Omegna, Venezia e in Valle d’Aosta, pensati come occasioni di confronto con buone pratiche nazionali e di progettazione sul campo. Durante l’anno si sono svolti anche due eventi pubblici sold out, tra Villa delle Peschiere, i Musei Civici di Via Garibaldi e la Basilica di San Siro.

Un’esperienza formativa tra innovazione e nuove professioni culturali

Coordinato da Marianna Pisanu, in collaborazione con Livio Frisenna, d:cult si conferma un’esperienza unica nel panorama nazionale, capace di formare professionisti in grado di operare all’incrocio tra ricerca, comunicazione e progettazione culturale.

Il corso punta a sviluppare nuovi linguaggi per rendere il patrimonio sempre più accessibile, partecipato e contemporaneo, mettendo in relazione formazione accademica e applicazione concreta sul territorio.

Cinque project work per valorizzare il patrimonio culturale

Il cuore del percorso è rappresentato dai cinque project work sviluppati dagli studenti in gruppi multidisciplinari, a partire da casi concreti di valorizzazione del patrimonio culturale.

Le proposte affrontano temi diversi ma condividono l’obiettivo di sperimentare nuove forme di divulgazione e partecipazione :

Idee diverse ma accomunate dalla volontà di rendere il patrimonio culturale più accessibile, inclusivo e contemporaneo.

Il Premio d:cult

I project work partecipano al Premio d:cult, sostenuto da Fondazione Edoardo Garrone e Camera di Commercio di Genova. Le due proposte più meritevoli riceveranno un contributo economico di 2.500 euro ciascuna e un percorso di consulenza per lo sviluppo e la possibile realizzazione sul territorio.

“Città di carta”, il podcast sull’overtourism

Accanto ai project work, l’edizione 2026 lascia in eredità anche il podcast “Città di carta”, realizzato dagli studenti con la supervisione dello storico e divulgatore Alessandro Vanoli. Quattro episodi dedicati al tema dell’overtourism nelle città d’arte: Genova, Palermo, Venezia e Napoli.

Presentato anche il volume “d:cult immagina Châtillon. 13 novelle al Castello di Ussel”, edito da Sagep, che raccoglie i racconti scritti dagli allievi durante il bootcamp 2025 in Valle d’Aosta.

Le novelle trasformano i luoghi visitati in narrazione, attraverso un esercizio creativo che unisce gioco, casualità e ricerca storica. Il volume è arricchito dalle illustrazioni originali realizzate dagli artisti del progetto The Genoeser.

Un laboratorio per il futuro della divulgazione culturale

D:CULT si conferma un laboratorio permanente di innovazione nella divulgazione del patrimonio culturale, capace di mettere in rete università, istituzioni e territorio.

Un’esperienza che forma nuove figure professionali in grado di raccontare la cultura con linguaggi contemporanei, accessibili e partecipativi, contribuendo a ripensare il rapporto tra patrimonio e comunità.

Alice

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