Rawabet significa connessioni: Gezmataz porta a Genova il jazz che attraversa i confini. Al Porto Antico dal 3 al 5 luglio

GENOVA – Tre sere, sei concerti gratuiti e una parola araba a fare da filo conduttore: Rawabet, cioè connessioni. Dal 3 al 5 luglio il Gezmataz Festival torna alla Piazza delle Feste del Porto Antico con la sua ventitreesima edizione e porta a Genova un programma costruito attorno al dialogo tra jazz, Mediterraneo, culture mediorientali e nuove generazioni di musicisti.
La rassegna, diretta da Marco Tindiglia, fa parte del cartellone di Porto Antico EstateSpettacolo 2026 e si inserisce nel progetto internazionale Rawabet, sostenuto dal programma Creative Europe dell’Unione Europea. «È una parola che si presta a esprimere le connessioni tra culture che il jazz tradizionalmente racchiude in sé. L’intenzione è creare un ponte sonoro tra musicisti e comunità diverse, attorno ai temi dell’identità, della migrazione e del dialogo interculturale», spiega il direttore artistico.
Il jazz come luogo d’incontro
Gezmataz lavora da anni sull’idea del jazz come musica aperta, capace di assorbire linguaggi diversi senza perdere la propria identità. In questa edizione il discorso diventa ancora più evidente: il Mediterraneo, il Medio Oriente, l’Europa e Genova si incontrano sullo stesso palco, attraverso progetti nati da residenze artistiche e gruppi selezionati per aprire le tre serate.
Per Tindiglia, entrare in una rete internazionale è stato un passaggio importante anche per il festival: «Abbiamo provato diverse volte in passato e questa volta è andata bene. È stata un’esperienza molto arricchente perché avere la possibilità di avvicinarsi a culture diverse è una grande occasione di crescita».
Sei concerti in tre serate
Il festival porterà sul palco sei formazioni in tre giorni. Ogni sera si aprirà alle 21 con un gruppo selezionato da Gezmataz e proseguirà alle 22 con uno dei progetti nati dalle residenze artistiche di Rawabet a Pigna, in Corsica.
Venerdì 3 luglio si parte con il Giacomo Ciardi Trio, formazione nata al Conservatorio Giacomo Puccini della Spezia, seguita da Almàssera, progetto mediterraneo che mette insieme oud, elettronica e chitarra, con radici tra Amman, Gerusalemme, Gaza, Puglia, Corsica e Valencia.
Sabato 4 luglio toccherà al Fabio Lucarotti Quartet, tra jazz, Bossa Nova, Samba e improvvisazione, seguito da Nasīj – Whispered Tales, progetto della cantante e suonatrice di oud tunisina Sarra Douik, accompagnata da musicisti portoghesi.
Domenica 5 luglio la serata si aprirà con il Mirna Kassis Ensemble. Kassis, nata e cresciuta a Damasco e poi arrivata in Italia, si è formata anche al Conservatorio Paganini di Genova e lavora sull’incontro tra musica araba tradizionale, canto bizantino, lirica e nuove sonorità. A chiudere sarà Mezar, gruppo nato dalla residenza in Corsica, con musicisti provenienti da Francia e Algeria e un suono che intreccia tradizioni Diwan e Sufi, blues del deserto, sintetizzatori e colori afro-orientali.
Una vocazione anche didattica
La dimensione internazionale non cancella il legame di Gezmataz con la formazione. Per quasi vent’anni il festival ha affiancato ai concerti un workshop, e anche se oggi quel percorso è più difficile da sostenere, la vocazione didattica resta centrale. «La didattica è sempre stata nelle nostre corde», spiega Tindiglia. «Io insegno in conservatorio da diversi anni e ogni qualvolta posso coinvolgo anche degli studenti».
L’idea non è soltanto far suonare gruppi diversi nello stesso programma, ma creare occasioni di incontro. I musicisti selezionati da Gezmataz avranno la possibilità di condividere le giornate con i gruppi provenienti dalle residenze di Rawabet, in uno scambio che guarda oltre il momento del concerto.
Genova dentro una rete europea
Rawabet è guidato da Ettijahat – Independent Culture, realtà attiva tra Beirut e Bruxelles, e coinvolge partner di diversi Paesi: CNCM VOCE di Pigna, in Francia, Gezmataz a Genova, Coculture a Berlino, Masahat for Arab Culture in Exile a Oslo e Transversal Project a Malmö.
Per un festival nato e cresciuto a Genova, significa entrare in un circuito più ampio senza perdere il legame con la città. La Piazza delle Feste diventa così il punto d’arrivo di un lavoro europeo che usa il jazz per parlare di identità, migrazioni, memoria e comunità.
Il programma
Il Rawabet-Gezmataz Festival 2026 si svolge da venerdì 3 a domenica 5 luglio alla Piazza delle Feste del Porto Antico di Genova. Tutte le serate sono a ingresso gratuito fino a esaurimento posti.
Venerdì 3 luglio: Giacomo Ciardi Trio alle 21 e Almàssera alle 22.
Sabato 4 luglio: Fabio Lucarotti Quartet alle 21 e Nasīj – Whispered Tales alle 22.
Domenica 5 luglio: Mirna Kassis Ensemble alle 21 e Mezar alle 22.
Il programma completo è disponibile sul sito del festival, QUI, e sui canali social ufficiali di Gezmataz.
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