Mauro Pagani torna nel suo rifugio ligure: a Framura il film sulla sua “vita da fuggiasco”
Framura non è solo una tappa nella presentazione del film dedicato alla vita di Mauro Pagani. Per il musicista, compositore e produttore, il borgo del Levante ligure è da anni un rifugio, un luogo scelto per rallentare, ritrovare gli amici e continuare a cercare nuove idee lontano dal rumore delle città.
Oggi – venerdì 26 giugno – Pagani torna in località Costa per una serata che unirà cinema, musica e racconto. Alle 20.30, in Piazza della Chiesa, dialogherà con il giornalista e critico musicale Renato Tortarolo. Alle 21.30 sarà quindi proiettato “Andando dove non so – Mauro Pagani, una vita da fuggiasco”, il documentario scritto e diretto da Cristiana Mainardi.
Mauro Pagani: una vita ricostruita attraverso la musica
Il film non segue semplicemente, in ordine cronologico, le tappe di una carriera lunga più di cinquant’anni. Il racconto prende avvio da un improvviso vuoto di memoria vissuto da Pagani. Per qualche tempo, gran parte della sua storia sembra essere scomparsa. Rimane però una certezza: essere un musicista. Rimangono gli strumenti, i gesti imparati nel corso di una vita e le canzoni.
Da lì comincia un viaggio nella memoria. Pagani torna ad ascoltare i propri dischi e incontra amici, colleghi e artisti che hanno condiviso con lui alcuni tratti del cammino. Nel documentario intervengono, tra gli altri, Dori Ghezzi, Ornella Vanoni, Luciano Ligabue, Manuel Agnelli, Arisa, Marco Mengoni, Mahmood e Giuliano Sangiorgi.
Ne nasce un ritratto personale, nel quale la musica non è soltanto una professione o una sequenza di successi, ma il filo utilizzato per rimettere insieme ricordi, rapporti e scelte.
Il documentario, della durata di 96 minuti, è stato presentato alla Festa del Cinema di Roma e nel 2026 ha ricevuto il Nastro d’Argento come miglior documentario nella sezione dedicata alla musica.
Da “Crêuza de mä” ai grandi artisti italiani
La storia di Mauro Pagani attraversa alcuni dei capitoli più importanti della musica italiana. Polistrumentista e componente della Premiata Forneria Marconi negli anni Settanta, dopo l’uscita dal gruppo ha costruito un percorso segnato dall’incontro tra rock, blues e sonorità provenienti dal Mediterraneo, dai Balcani e dal Medio Oriente.
Il rapporto con la Liguria passa inevitabilmente attraverso Fabrizio De André e “Crêuza de mä”, l’album pubblicato nel 1984 e scritto insieme al cantautore genovese. Un lavoro che ha trasformato il dialetto e i suoni del Mediterraneo in un linguaggio capace di superare i confini regionali e nazionali.
Pagani ha poi collaborato, come musicista, autore e produttore, con alcuni dei nomi più importanti della canzone italiana, lavorando anche per il cinema e componendo colonne sonore. Una carriera vissuta spesso lontano dai riflettori, pur avendo contribuito in modo decisivo alla costruzione del suono di molti dischi entrati nella storia.
Framura, il luogo in cui il fuggiasco ritorna
Il titolo del film assume un significato particolare proprio a Framura. Pagani si definisce un fuggiasco, un artista abituato a spostarsi, cambiare direzione e cercare nuovi linguaggi. Nel borgo ligure, però, torna da anni.
Qui ha una casa immersa nel verde, con il mare all’orizzonte. Frequenta le frazioni e i locali del territorio, ha costruito amicizie e mantiene con la comunità un rapporto lontano dalle formalità riservate agli ospiti famosi.
Già nell’agosto del 2023 aveva incontrato il pubblico a Costa per presentare la sua autobiografia “Nove vite e dieci blues”. La serata del 26 giugno prosegue idealmente quel racconto: dalle pagine del libro alle immagini di un film che ripercorre la stessa vita attraverso voci, canzoni e ricordi.
La proiezione diventa così qualcosa di diverso da una semplice iniziativa estiva. È il ritorno di un artista in uno dei luoghi nei quali ha scelto di fermarsi. Un fuggiasco che, almeno per una sera, sa esattamente dove andare.
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