“Fai un bel respiro”, il romanzo di Daniele Grillo nato in pronto soccorso: «Un imbuto di vite che non si incontrerebbero mai»

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“Fai un bel respiro”, il romanzo di Daniele Grillo nato in pronto soccorso: «Un imbuto di vite che non si incontrerebbero mai»

Lo scrittore e giornalista genovese pubblica per Bré Edizioni – Gruppo Santelli un romanzo corale nato dall’osservazione di una notte in ospedale. Presentazione il 30 giugno alla Berio

GENOVA – Una notte in pronto soccorso, persone che non si sarebbero mai incontrate altrove e che invece finiscono nello stesso luogo, quando qualcosa ha già costretto tutti ad abbassare le difese. È da un’esperienza reale, vissuta in un ospedale genovese, che Daniele Grillo ha costruito il suo nuovo romanzo, “Fai un bel respiro”, uscito il 4 giugno per Bré Edizioni – Gruppo Santelli.

Giornalista, viceresponsabile della Cronaca di Genova de Il Secolo XIX, Grillo racconta di essere finito in pronto soccorso per un problema poi rivelatosi di poco conto. Ma l’attesa è bastata a trasformare quel luogo in un osservatorio: «Sono rimasto lì a osservare per qualche ora sia gli operatori sia le persone che popolavano il pronto soccorso. Da lì è nata la curiosità sulle possibili storie dietro ciascuna di loro».

Il pronto soccorso come imbuto di vite

Il romanzo si svolge nell’arco di poche ore. Fuori c’è la città, con il suo rumore e e i suoi ritmi. Dentro, invece, il tempo sembra sospeso. Chi entra in pronto soccorso arriva quasi sempre per un’urgenza, con paura, con dolore, per un imprevisto che interrompe la normalità. È proprio questa condizione a interessare Grillo. «Il pronto soccorso è un po’ un imbuto», spiega. «Durante una notte confluiscono tante vite che altrimenti non si incontrerebbero mai e arrivano nel momento di massima vulnerabilità».

Da qui nasce una storia corale, costruita su personaggi molto diversi tra loro: un infermiere capace di un gesto gentile nel caos, un medico stanco ma ancora legato al senso del proprio lavoro, un senzatetto, una donna con un segreto, un’anziana ballerina che ha perso il palcoscenico e molti legami della propria vita.

Federica, l’anziana ballerina nata da un’immagine reale

Al centro del romanzo c’è Federica, anziana ex ballerina. Il personaggio nasce da una scena rimasta impressa all’autore durante quella notte in ospedale. «Ricordo un infermiere che, con una grazia infinita in mezzo a quella bolgia, cercava la vena di un’anziana per farle l’esame del sangue», racconta Grillo. «La chiamava Federica. Mi è sembrato subito particolare che una persona anziana avesse quel nome, che io avevo sempre accostato a persone di tutt’altra età. Da lì ho provato a immaginare la sua storia precedente e l’ho immaginata come una ballerina».

Federica è il personaggio attorno al quale si muovono gli altri: Denis, Charlie, Nives, il dottor Biglia. Figure che entrano nel romanzo portando ciascuna una frattura, una mancanza, un punto non risolto. «Non sempre le persone sono come le vediamo», dice ancora. «Spesso le storie ci stupiscono, ci spiazzano. Uno dei personaggi, rispetto a quello che sembra, si rivelerà completamente diverso».

Il medico che resiste

Tra le figure del romanzo c’è anche il dottor Biglia, medico segnato dalla fatica e dalla disillusione, ma ancora incapace di rinunciare al valore del proprio mestiere. È un personaggio che porta nel libro il tema del logoramento di chi lavora nella sanità e continua, nonostante tutto, a riconoscere un senso nel proprio ruolo. «Lui ci crede fino in fondo», spiega Grillo. «Non ha una situazione personale facile, però quella è la sua missione, alla quale non abdica mai. È una figura di resistenza rispetto a un impegno civile e professionale».

Il pronto soccorso diventa così non solo un luogo narrativo, ma uno spazio in cui osservare il rapporto tra fragilità privata e responsabilità pubblica. C’è chi arriva perché ha bisogno di essere curato e chi resta lì a lavorare, anche quando la stanchezza rischia di consumare ogni cosa.

Il primo passo che fa paura

In “Fai un bel respiro” gli incontri possono aprire una possibilità, ma poi resta da compiere un gesto personale, spesso il più difficile. Alla domanda su quale sia il passo che i suoi personaggi temono di più, Grillo risponde senza cercare una formula consolatoria. «Probabilmente il passo che hanno più paura di fare è quello che li mette più a nudo», racconta. «Scoprire la loro vera essenza e seguirne la strada. Penso sia una difficoltà che molti di noi hanno».

Il titolo va in questa direzione. «A volte è meglio fermarsi un attimo, fare un bel respiro e vedere se, al di là della difficoltà che stiamo affrontando, ci sono ancora una vita e una soluzione», dice Grillo. «C’è anche l’idea di respirare fino in fondo, di assaporare la vita finché ce n’è».

Le prossime presentazioni

“Fai un bel respiro” ha cominciato in questi giorni il suo percorso nelle librerie e negli incontri con i lettori. Il prossimo appuntamento è fissato per martedì 30 giugno alle 17 alla Biblioteca Berio, dove Daniele Grillo dialogherà con Emanuele Rossi. Il 15 luglio sarà invece al Molo Speca di Cogoleto, mentre il 16 agosto è prevista una presentazione a Sassello.

Il romanzo arriva dopo un percorso narrativo già ampio. Grillo ha scritto noir con Valeria Valentini per Fratelli Frilli Editori, ha ideato con Alessio Piras la serie pubblicata da Mursia con protagonista la postina Benedetta Fabbri, e con “Il grande Hans” ha ottenuto riconoscimenti in diversi concorsi letterari. Ha firmato anche testi per Cisco, storica voce dei Modena City Ramblers, e per “Gilles”, brano dedicato a Gilles Villeneuve inciso con la Bandabardò.

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