“Di Molo in Molo”, visite tra le tracce industriali del Porto Antico. Il primo tour sabato 27 giugno

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“Di Molo in Molo”, visite tra le tracce industriali del Porto Antico. Il primo tour sabato 27 giugno

GENOVA – Una gru a vapore rimasta tra le calate, binari ferroviari che un tempo servivano a spostare le merci, tracce dell’antico acquedotto e una porta cinquecentesca che oggi molti attraversano senza conoscerne la funzione. Il Porto Antico conserva ancora i segni dell’epoca in cui non era una delle principali aree turistiche di Genova ma il centro del suo lavoro portuale.

A ricostruire quella storia sarà “Di Molo in Molo”, il percorso di archeologia industriale entrato ufficialmente nell’offerta culturale del Porto Antico grazie all’accordo con inGE APS. Le visite saranno organizzate da Explora Genova in collaborazione con l’associazione.

L’itinerario attraversa calate, moli ed edifici storici per raccontare il porto tra Ottocento e Novecento, prima della grande trasformazione realizzata per le Colombiane del 1992. Il punto di partenza sono le strutture ancora visibili, spesso diventate parte abituale del paesaggio senza che se ne riconosca più l’utilizzo originario.

Quando il porto era la più grande fabbrica della città

Ogni anno circa quattro milioni e mezzo di persone frequentano il Porto Antico. Accanto all’Acquario, ai ristoranti e agli spazi per gli eventi sono rimasti pezzi della Genova industriale: la gru a vapore Tannett Walker, la ferrovia portuale, l’acquedotto, le antiche chiatte e la Porta del Molo, conosciuta come Porta Siberia e progettata da Galeazzo Alessi.

Il percorso ricostruisce il funzionamento delle banchine, l’arrivo delle materie prime, la partenza delle merci e i mestieri di chi lavorava tra magazzini, navi e macchinari.

«Oggi il waterfront viene visto soprattutto come un’attrazione turistica, ma un tempo era il cuore pulsante delle città di mare», ha spiegato Mauro Ferrando, presidente di Porto Antico di Genova Spa. «Qui arrivavano le attività industriali genovesi per acquisire materiali o esportare i propri prodotti».

Il tour permette così di leggere il Porto Antico su due livelli: quello contemporaneo, nato dalla rigenerazione progettata da Renzo Piano, e quello precedente, legato alla produzione, al commercio e alla fatica quotidiana delle banchine.

Il timore che la nuova vita del waterfront cancellasse la memoria

“Di Molo in Molo” nasce dal lavoro dell’architetto Guido Rosato, già funzionario della Soprintendenza, autore del percorso e della guida pubblicata nel 2018 da Sagep.

L’idea è maturata proprio osservando il successo della trasformazione del Porto Antico. «Questo intervento ha ridato vita alla città e al centro storico, creando un luogo vivibile. Mi sono però accorto che si rischiava di dimenticare ciò che quell’area era stata», racconta Rosato.

Da qui è cominciata la ricerca sulle attrezzature, sugli edifici e sulle infrastrutture rimaste dopo i lavori degli anni Novanta. Tracce materiali utilizzate per ricostruire anche la storia delle persone. «Il mondo del porto ha significato tantissimo per Genova. Partendo da ciò che si è conservato, ho cominciato a studiare la storia del lavoro portuale. Da quelle ricerche è nato il percorso».

Rosato ha sviluppato anche altri itinerari dedicati alla Genova industriale: una passeggiata sulle trasformazioni di Sampierdarena e un percorso tra piazza Cavour e la Fiera del Mare, lungo le aree del porto orientale.

Una storia studiata nei libri che ora diventa visitabile

A trasformare la ricerca in una proposta turistica è stata Alessandra Brignola, fondatrice e presidente di inGE APS, associazione nata nel 2015 per divulgare il patrimonio industriale di Genova e della Liguria.

«La storia industriale genovese è presente in studi accademici e libri fondamentali, ma non era stata resa fruibile per il turista e per il cittadino», spiega Brignola.

Il testo di Rosato è stato prima pubblicato e poi sviluppato come itinerario guidato. L’accordo con Porto Antico permette ora di inserirlo stabilmente nell’offerta dell’area e di affidarne la gestione delle visite a Explora. «Le imprese hanno scolpito le trasformazioni economiche, urbanistiche, sociali e culturali del territorio. La storia industriale è parte dell’identità di Genova e della Liguria», sottolinea Brignola.

inGE aderisce anche alla European Route of Industrial Heritage, la rete europea che riunisce fabbriche storiche, porti, miniere, infrastrutture e luoghi della produzione diventati destinazioni culturali. Il nuovo accordo punta quindi a rafforzare la presenza di Genova anche all’interno dei circuiti internazionali.

Il turismo industriale vale un miliardo di euro

Quello del patrimonio industriale è un settore in espansione. Nel 2025 i circuiti italiani hanno registrato 5,4 milioni di visitatori, il 42 per cento proveniente dall’estero, secondo l’Osservatorio realizzato da Museimpresa con il supporto scientifico di Nomisma.

La spesa diretta legata a visite, attività, ristorazione, trasporti e acquisti ha raggiunto 383 milioni di euro. Considerando anche gli effetti sulle filiere collegate, il valore complessivo generato è stato stimato in circa un miliardo di euro.

Le date delle visite da giugno a novembre

Il primo appuntamento aperto al pubblico è in programma sabato 27 giugno alle 17. Il calendario proseguirà con una visita serale domenica 26 luglio alle 21 e con un secondo tour notturno domenica 30 agosto alle 21.

In autunno sono previste altre tre date: domenica 20 settembre alle 16, domenica 25 ottobre alle 16 e domenica 29 novembre alle 16.

Il punto di ritrovo è ai Magazzini del Cotone, all’ingresso del modulo 1, vicino alla Rosa dei Venti. Le visite vengono confermate al raggiungimento del numero minimo di partecipanti. Sono disponibili anche percorsi privati su richiesta, in italiano, inglese, francese e spagnolo.

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