Ascanio Celestini apre il Suq di Genova: «Questa città è nata da tutti quelli che ci sono passati». Sabato sera l’anteprima

Sabato 13 giugno alle 21, in piazza delle Feste al Porto Antico, Ascanio Celestini apre la 28°edizione del Suq Festival. A Radio Babboleo racconta “Poveri Cristi”, Genova e il tema dei confini
GENOVA – Un magazziniere analfabeta che ha trovato il modo di lavorare senza leggere una parola. Una prostituta. Un migrante passato dal deserto, dal mare e poi dal carcere. Una donna che continua a parlare con il figlio morto da anni. Sono alcuni dei “Poveri Cristi” che Ascanio Celestini porta a Genova, sabato 13 giugno alle 21, in piazza delle Feste al Porto Antico, per l’anteprima teatrale del 28° Suq Festival.
Il festival comincerà da loro: corpi sociali prima che personaggi, figure che la cronaca intercetta quasi sempre tardi, quando sono già diventate scandalo, emergenza, caso giudiziario. Lo spettacolo, scritto e interpretato da Celestini, ha le musiche dal vivo di Gianluca Casadei, la cura del suono di Andrea Pesce ed è prodotto da Fabbrica e Teatro Carcano.
Lo spettacolo
Chi sono i “Poveri Cristi”? Lo spiega a Radio Babboleo Ascanio Celestini, attore, scrittore e regista: «Un povero Cristo è un poveraccio messo male, uno già bastonato dalla vita. A me interessa raccontare persone di cui normalmente non si parla, o di cui si parla solo quando accade qualcosa di scandaloso».
“Poveri Cristi” nasce anche dal libro omonimo e non ha una forma fissa, anzi. Ogni sera Celestini sceglie alcune storie, le sposta, le rimonta. «Cerco di raccontarli come esseri umani, non nel loro momento terribile. Tra me e loro non c’è filo spinato: viviamo nello stesso luogo e nello stesso tempo». Il povero, il tossicodipendente, il detenuto, il migrante, la prostituta: parole che spesso servono a nominare ma anche a tenere lontano. Lo stesso accade quando il tono sembra gentile. Riflette ancora Celestini: «I pazienti psichiatrici chiamati “pazzerelli”, “mattarelli”, “vecchiette”. Non proprio insulti ma diminutivi che stabiliscono comunque una gerarchia».
Genova e Suq Festival, dove il teatro “attraversa confini”
l tema del Suq 2026 è “Attraversare i confini”. Celestini lo porta subito fuori dallo slogan. Il confine non è solo una linea sulla carta ma il modo in cui si decide chi sta dentro e chi resta fuori. «Quando li attraversiamo ci rendiamo conto che spesso sono confini finti, anche se sorvegliatissimi».
A Genova il discorso passa dal porto. Lì arrivano merci, marinai, lavoratori, migranti, lingue. Arriva chi viene da altrove e deve trovare un posto, un lavoro, una strada. «In un porto arrivano tutti quelli che vengono da qualche altra parte. Se non vogliamo fare una guerra quotidiana a ogni angolo di strada, dobbiamo sforzarci di parlare un po’ la lingua dell’altro». Anche la città racconta questa mescolanza. I vicoli non seguono un disegno regolare. I palazzi stanno accanto alle case, il centro storico tiene insieme potere, commercio, povertà, turismo, abitanti. Genova non nasconde le sovrapposizioni ma le porta addosso. Aggiunge Celestini: «Viviamo bene quando c’è un felice disordine, perché quel disordine ci assomiglia».
Quando l’arte prende posizione
Un artista deve sempre prendere posizione? Celestini non risponde con una regola. Tiene insieme due piani: il diritto a non parlare su tutto e la responsabilità di non usare parole comode quando una posizione la si prende. Su Gaza usa è netto: «Lì c’è un genocidio». Ma non considera il silenzio, o una posizione diversa, una colpa automatica. «Non soltanto una persona che parla in pubblico debba dichiararsi. Alle volte può anche dichiarare di non poter prendere posizione, perché non possiamo veramente prendere posizione su tutto».
Il riferimento è alle polemiche che hanno coinvolto Erri De Luca e Francesco De Gregori, tra Gaza, Israele e ruolo pubblico degli artisti. Celestini non arretra dalla propria posizione ma rifiuta di trasformare ogni divergenza in una separazione definitiva: «Rispetto chi non prende posizione e anche chi prende una posizione differente dalla mia».
Dopo l’anteprima con Celestini, il Suq Festival entrerà nel vivo con 65 eventi, 100 ospiti, 25 Paesi rappresentati e 10 spettacoli teatrali. Il programma completo, qui.
L'articolo Ascanio Celestini apre il Suq di Genova: «Questa città è nata da tutti quelli che ci sono passati». Sabato sera l’anteprima proviene da Babboleo.