Roberta Perdelli Bottino firma “I fili oscuri del Male”, sei racconti horror e una Liguria noir da cartolina. L’autrice: “Il Male? Prima di diventare mostro nasce da gesti umani”

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Roberta Perdelli Bottino firma “I fili oscuri del Male”, sei racconti horror e una Liguria noir da cartolina. L’autrice: “Il Male? Prima di diventare mostro nasce da gesti umani”

La raccolta horror-noir arriva ai lettori liguri con due prime presentazioni: venerdì 17 luglio ad Alassio e sabato 25 luglio a Santa Margherita Ligure

GENOVA – Perché Paganini dovrebbe aver fatto un patto col diavolo? Perché una giornalista di cronaca nera dovrebbe arrivare a uccidere pur di essere la prima sulla scena del delitto? Perché Medusa continua a fare paura dopo secoli? Perché una Genova del Cinquecento, tra streghe e inquisitori, sembra già pronta per un racconto dell’orrore? E perché una notte di Capodanno sulle Dolomiti dovrebbe trasformarsi in una trappola?

Sono alcune delle domande, ma anche cornici, che attraversano “I fili oscuri del Male – Racconti dall’abisso”, la nuova raccolta horror-noir di Roberta Perdelli Bottino, giornalista professionista e autrice genovese, pubblicata da De Ferrari Editore. Sei racconti, sei ambientazioni, sei modi diversi di girare attorno alla stessa materia: il Male quando smette di essere una creatura fantastica e diventa gesto umano, ossessione e scelta.

“I fili oscuri del Male”, il libro raccontato a Radio Babboleo

A Radio Babboleo, Perdelli Bottino ha raccontato il libro partendo dal titolo e dalla copertina: figure inquietanti, quasi zombie, manovrate dall’alto come marionette. «Quei fili sono i fili oscuri del Male, perché il Male è quello che manovra la cattiveria e l’inumanità che ci sono nel mondo». Ed è il Male ad attraversare i sei racconti: «C’è il racconto gotico, il racconto noir, il racconto horror». La varietà serve a mostrare lo stesso tema da prospettive diverse: il Male può avere la forma di una maledizione, di una superstizione, di una mania professionale, di una violenza privata o di un’ambizione che diventa fuori controllo.

Genova noir tra Paganini, streghe e caruggi

Genova è uno dei luoghi naturali della raccolta. Una città verticale, labirintica, stratificata, capace di passare in pochi metri dalla luce del mare all’ombra dei caruggi. Perdelli Bottino la considera perfetta per questo immaginario: «Nonostante il sole e il mare, Genova è un po’ oscura, perfettamente adatta a racconti noir, gotici e horror».

Due racconti affondano direttamente nella storia e nelle leggende genovesi. Il primo passa da Niccolò Paganini e dalla voce antica del patto con il diavolo: il genio musicale e il violino, e l’idea che un talento troppo grande debba avere un prezzo. Il secondo chiude la raccolta ed è il più lungo, quasi un romanzo breve: una Genova del Cinquecento popolata da streghe, inquisitori, torture e simboli che attraversano il tempo. «Una Genova medievale molto nefasta», la definisce l’autrice.

Medusa appartiene a un altro immaginario, ma lavora sulla stessa idea: una maledizione che torna, una figura antica usata non per fare archeologia del mito ma per interrogare ancora una volta il rapporto tra colpa, paura e destino.

Il viaggio tra i racconti di Perdelli Bottino arriva sulle Dolomiti. Uno dei racconti nasce da una notte di Capodanno a Corvara, in una baita, da un ricordo reale dell’autrice, fatto di amici, festa e una bella ambientazione di montagna. Nel libro, però, quella scena prende un’altra strada, dove la compagnia e l’attesa della mezzanotte diventano il teatro di un incubo. «Da quella bella ambientazione ho avuto l’idea di creare un serial killer che non ha nulla da invidiare ad Hannibal Lecter», aggiunge Perdelli Bottino.

E poi c’è il racconto «autobiografico in parte, ma solo perchè sono giornalista», tiene a precisare Perdelli Bottino. Un racconto la cui protagonista è una giornalista di cronaca nera ossessionata dallo scoop e dall’idea di arrivare sempre prima degli altri. Ma a un certo punto non le basta più raccontare il delitto: arriva a provocarlo.

Dal racconto al romanzo, con una scrittura da cinema horror

Il volume ha la prefazione di Danilo Arona, figura di riferimento della narrativa horror e fantastica italiana, e l’endorsement di Federico Zampaglione. Due presenze arrivate senza scorciatoie personali, racconta Perdelli Bottino: «Non li conoscevo personalmente, quindi sono stati molto altruisti e generosi». Arona, aggiunge, «è un’icona», e avere la sua prefazione è stato un onore. Zampaglione, invece, lo ha cercato anche per il suo lavoro da regista: «Oltre a essere il frontman dei Tiromancino, è un bravissimo regista horror. Il suo endorsement mi ha dato una carica notevole».

La forma scelta è quella del racconto, anche per l’amore dichiarato verso Edgar Allan Poe. Per l’autrice la misura breve ha un vantaggio dichiarato: arriva subito al punto, non concede troppe deviazioni, concentra la tensione. Una scelta che ben si adatta all’horror, dove spesso bastano una scena giusta, un dettaglio fuori posto, una chiusura secca.

La scrittura guarda molto anche al cinema. Ambientazioni nette, scene rapide, tagli corti. «Amo descrivere ambientazioni e situazioni come in un film», racconta Perdelli Bottino. E da qui arriva anche il desiderio di vedere un giorno uno dei suoi racconti sullo schermo. Intanto la strada si allarga sulla pagina: «Ora mi sto cimentando in un romanzo, vedremo come sarà questa scelta».

Le prime presentazioni in Liguria

Resta la domanda che tiene insieme tutto il libro: che cos’è il Male, quando non lo si può liquidare come creatura fantastica? Perdelli Bottino evita la scorciatoia del mostro. «Il Male, prima di manifestarsi come mostro, nasce da gesti umani. Bisogna smascherarlo nella realtà e non normalizzare la violenza». È il punto in cui la scrittura di genere incontra il mestiere giornalistico. L’orrore dovrebbe restare nella finzione, sulle pagine di un libro. Ma la cronaca, spesso, si incarica di smentire questa speranza. «Vorrei che i miei racconti facessero paura, ma restassero lì. Invece accendendo la televisione, ascoltando la radio o leggendo i giornali vediamo cose veramente disturbanti».

Le prossime presentazioni? Venerdì 17 luglio alle 21 Roberta Perdelli Bottino sarà in piazza della Libertà ad Alassio, per la rassegna dei Venerdì di Alassio. Poi il libro arriverà nel Levante: sabato 25 luglio alle 18.30 appuntamento a Spazio Aperto, in via dell’Arco 38, a Santa Margherita Ligure.

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