Festival dello Sviluppo Sostenibile, a Genova il confronto sul futuro del Mediterraneo

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Festival dello Sviluppo Sostenibile, a Genova il confronto sul futuro del Mediterraneo

Genova palcoscenico del confronto sulla sostenibilità. Oggi all’Acquario di Genova la settima tappa del Festival dello Sviluppo Sostenibile, promosso dall’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) in collaborazione con Costa Edutainment.

Nel blu dipinto di blu. Tutelare la natura e generare prosperità: clima, biodiversità ed economia del Mediterraneo” è il titolo dell’incontro che mette attorno allo stesso tavolo istituzioni, mondo della ricerca, imprese e terzo settore per ragionare su come conciliare tutela del capitale naturale e sviluppo economico.

La scelta della cornice non è casuale: il Mediterraneo è un ecosistema fragile, custode di una biodiversità marina e costiera in rapporto millenario con le attività portuali, logistiche ed economiche del mare, sempre più orientate alla blue economy. La sfida posta dall’incontro è duplice: valorizzare le opportunità del mare in termini di lavoro, impresa, logistica ed energia, evitando al tempo stesso che lo sfruttamento delle risorse comprometta proprio quel capitale naturale da cui ogni prospettiva di sviluppo dipende.

C’è un regolamento europeo che ora va applicato e prevede entro il 2030 la rigenerazione del 30% degli ecosistemi degradati – spiega a Radio Babboleo il Direttore scientifico ASviS, Enrico Giovanniniuna straordinaria occasione per migliorare il nostro ambiente, ma anche generare posti di lavoro qualificati”.

Ascolta l’intervista integrale ad Enrico Giovannini, Direttore scientifico ASviS:

La voce di FiberCop: “Un’infrastruttura digitale può misurare il suo impatto sulla natura”

Tra i contributi più curiosi della giornata c’è quello che porta la biodiversità in un territorio inaspettato: le reti di telecomunicazione. Lo racconta a Radio Babboleo Ilaria Potito, responsabile ESG Impact Management & Projects di FiberCop, l’azienda che gestisce la rete digitale capillare italiana. “Abbiamo scelto di valutare il nostro impatto sulla biodiversità perché consideriamo la tutela del capitale naturale parte della nostra responsabilità verso il territorio e verso le future generazioni – spiega –. FiberCop non opera in un settore normalmente associato a forti impatti sulla biodiversità, ma gestisce un’infrastruttura molto estesa e distribuita“.

I numeri restituiscono la portata del ragionamento: circa 10 mila centrali, oltre 200 mila armadi stradali, 3 milioni di pozzetti, 180 mila chilometri di cavidotti e oltre 7 milioni di pali per circa 300 mila chilometri di linee aeree. “È da questa consapevolezza di essere capillarmente diffusi e di attraversare territori con livelli di sensibilità ecologica differenti che è partita la riflessione”.

Una mappa per misurare la pressione sugli ecosistemi

Il metodo adottato è stato sviluppato sovrapponendo la localizzazione degli asset alle aree naturali sensibili, compresa la Rete Natura 2000 individuata a livello europeo. Il territorio è stato suddiviso in celle di tre chilometri per tre, ognuna valutata sia per sensibilità ecologica sia per presenza infrastrutturale e attività di manutenzione. A ogni cella è stato attribuito un livello di magnitudo restituito attraverso una scala cromatica, dal bianco delle aree a minor impatto al viola di quelle dove l’attenzione deve essere massima.

Il livello di impatto, spiega Potito, varia sensibilmente in base al tipo di infrastruttura: “Una linea aerea e una linea interrata non interagiscono con l’ambiente nello stesso modo. Nel caso di una linea aerea l’occupazione del suolo è limitata ai punti in cui sono installati i pali, ma la presenza di cavi sospesi può creare interazioni con l’avifauna, soprattutto lungo le rotte migratorie. Le infrastrutture sotterranee, invece, richiedono un’impermeabilizzazione localizzata del terreno“. A questa analisi puntuale si è affiancata la valutazione delle attività di manutenzione – frequenza, durata, invasività, uso di mezzi e rumore – per stimare l’impatto complessivo in ogni area.

Dall’assessment alle linee guida

L’analisi rappresenta per FiberCop un primo passo. “Il valore principale è stato generare consapevolezza e fornire uno strumento immediatamente integrabile nei processi aziendali – sottolinea Potito –. In queste settimane stiamo concludendo la definizione delle linee guida associate alle differenti aree. Il passaggio successivo sarà quello di fare formazione e sensibilizzazione alle persone di FiberCop, ma anche alle imprese di rete che operano sul campo“. L’obiettivo dichiarato è che le linee guida non restino un documento tecnico ma diventino parte della modalità operativa quotidiana.

Guardando più avanti, la società sta valutando l’avvio di progetti pilota con approccio nature positive: “Non solo ridurre o gestire le pressioni sugli ecosistemi, ma contribuire alla valorizzazione e al miglioramento del capitale naturale dei territori in cui operiamo”.

Dieci anni di Festival con ASviS

Il Festival dello Sviluppo Sostenibile, alla sua decima edizione, è promosso dall’ASviS – nata il 3 febbraio 2016 e oggi rete di oltre 300 organizzazioni e più di mille esperti – per diffondere la cultura della sostenibilità in Italia attorno ai 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030. Nei suoi primi dieci anni ha promosso oltre 7.700 eventi, più di 300 iniziative in cinque continenti, oltre 480 milioni di impression e più di 10 milioni di visualizzazioni in streaming. La tappa genovese si inserisce nel calendario che tocca anche Milano, Bruxelles, Bologna, Parma, Torino, Bari e Roma.

Ascolta l’intervista integrale alla responsabile ESG Impact Management & Projects di FiberCop, Ilaria Potito

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