Fulminacci “Maledetto me”

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Fulminacci “Maledetto me”

Dopo l’intensa esperienza alla 76ª edizione del Festival di Sanremo, dove con “Stupida Sfortuna” ha conquistato il Premio della Critica “Mia Martini” e il Premio Assomusica Sanremo 2026 per la “Migliore Esibizione Live di un artista rivelazione”, la pubblicazione del nuovo album “Calcinacci” e il successo del “PALAZZACCI TOUR 2026.


Con la sua consueta ironia agrodolce, Fulminacci, in “Maledetto me”, maledice la propria educazione e quella timidezza che impedisce di dire la verità, costringendolo a rifugiarsi nelle formalità.
Muovendosi su un riff di chitarra incalzante che rincorre il ritmo frenetico di Roma e dei pensieri, La canzone è un’ode alla vulnerabilità quotidiana, un pezzo pop d’autore che sa di asfalto, rimpianti e di quell’incapacità tutta umana di saper gestire i ritorni improvvisi del passato.


“È il mio primo disco fatto a Roma, la mia città. Senza orari, senza fretta, senza treni. Io, Golden Years e qualche amico che ogni tanto ci è venuto a trovare. Le canzoni sono uscite fuori per gioco, non le ho mai cercate
– racconta Fulminacci – La coerenza non è mai stata il mio forte ma stavolta il suono generale è più asciutto, minimale, con i testi e le melodie sempre al primo posto. I calcinacci si trovano dove qualcosa è stato distrutto, ma anche dove gli operai cominciano a ricostruire.”


“Calcinacci” è un album che attraversa addii, fughe, relazioni irrisolte e desideri che cambiano forma, soffermandosi su quegli istanti apparentemente ordinari che, se osservati con attenzione, diventano straordinari. C’è ironia, a tratti spiazzante, e una malinconia leggera che accompagna ogni traccia. Il disco ride delle proprie sventure, accetta le contraddizioni, si sporca le mani con l’imperfezione e ne fa un punto di forza.


Ad accompagnare l’arrivo del disco ci sono stati tre appuntamenti speciali al cinema con “Calcinacci” a Roma, Napoli e Milano. Il cortometraggio, che lo ha visto protagonista, espande in forma cinematografica l’universo narrativo dell’album. Il progetto segna un passo inedito nel percorso creativo di Fulminacci: non un semplice videoclip, ma un vero cortometraggio, diretto dai Bendo e da Filiberto Signorello che hanno contribuito alla scrittura insieme a Fulminacci e Giovanni Nasta. Con le partecipazioni tra gli altri di attori del calibro di Pietro Sermonti e Francesco Montanari, il film racconta in forma parallela e cinematografica le atmosfere e le storie contenute nel disco. L’idea nasce dal desiderio dell’artista di sperimentare un linguaggio visivo più ampio rispetto al formato tradizionale del videoclip, costruendo una narrazione capace di affiancare la musica senza limitarla. Un ringraziamento speciale per il supporto a Clipper Italia.

Fulmiacci – Maledetto me – Testo

Lungotevere Flaminio, cinquantenni fanno sport
Ho affittato un motorino per capire come sto
Soffia il freddo sulle dita, prendo fiato ad uno stop
Riconosco un adesivo su una Micra, oh
Guarda te che caso strano, quindi non sei più partita
Sai che un po’ me l’aspettavo, mi chiedevo come stai
Cambio discorso, parlo a fatica
Da quanto tempo, è una vita, oh

Eri pazza di me poi cos’è successo, amore?
Centomila dediche e ora frasi da ascensore, uh
Forse c’hai ragione tu, gelosia con gli occhi blu
Vedi quello che non c’è
Maledetto me
Maledetto me

Non ti sento ma sorrido, alla radio un pezzo pop
Hai richiuso il finestrino, sei sparita nello smog
È arrivato l’arrotino, che si strilla? Non lo so
Sto di nuovo come prima, più di prima, oh
Quel fanale posteriore meglio farlo controllare
E il problema alla frizione forse è stata colpa mia
Vado di corsa però ti chiamo
Un’altra volta, ci vediamo, oh

Eri pazza di me poi cos’è successo, amore?
Centomila dediche e ora frasi da ascensore, uh
Forse c’hai ragione tu, gelosia con gli occhi blu
Vedi quello che non c’è
Maledetto me

Maledetta timidezza, maledetta educazione
Non so più la differenza tra bugia e formalità (uh-uh, uh-uh)
Tra il lavoro e la vacanza, tra l’attesa e la speranza (uh-uh, uh-uh)
Ho finito la pazienza, è una vita, oh

Eri pazza di me poi cos’è successo, amore?
Centomila dediche e ora frasi da ascensore, uh
Forse c’hai ragione tu, gelosia con gli occhi blu
Vedi quello che non c’è
Maledetto me
Maledetto me
Maledetto
Maledetto
Maledetto me

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