Serra “adattiva”, da Genova il progetto per coltivare nello spazio. Malerba: “Una soluzione applicabile anche sulla Terra, ad esempio in ambienti difficili”
GENOVA – Coltivare frutta e verdura nello spazio è una delle sfide chiave delle future missioni. Arriva un sistema di coltivazione verticale adattivo, una serra multipiano progettata per produrre cibo fresco in ambienti a spazio limitato come le stazioni orbitali. Il progetto è sviluppato dalla startup Space V, nata dalla Scuola Politecnica dell’Università di Genova, con il contributo di Franco Malerba, primo astronauta italiano, insieme a un gruppo di ingegneri e ricercatori.
COME FUNZIONA
La serra è organizzata su più livelli, disposti come in una struttura compatta. La particolarità è che i ripiani si muovono in base alla crescita delle piante. «I ripiani si adattano via via che la pianta cresce, così si utilizza al massimo il volume disponibile», spiega Malerba.
Questo consente di ridurre gli sprechi di spazio e le esigenze energetiche, migliorando allo stesso tempo la resa. I dati indicano un aumento medio della produzione superiore al 100% rispetto a una serra verticale tradizionale dello stesso volume.
PERCHÉ SERVE NELLO SPAZIO
Le missioni di lunga durata, come quelle previste dal programma Artemis, richiedono sistemi autonomi per la produzione di cibo. «Per vivere sulla Luna serviranno infrastrutture adeguate, e tra queste anche serre per produrre alimenti», sottolinea Malerba. La possibilità di coltivare direttamente in orbita permette di garantire un apporto costante di alimenti freschi, fondamentali per la salute degli astronauti.
LE APPLICAZIONI SULLA TERRA
La tecnologia non è limitata allo spazio. Può essere utilizzata anche in contesti terrestri, in particolare dove lo spazio o le condizioni ambientali sono critiche. «È una soluzione applicabile anche sulla Terra, ad esempio in città o in ambienti difficili, anche se oggi ha costi ancora elevati». L’obiettivo è trasferire progressivamente questo tipo di know-how verso applicazioni più accessibili, come le coltivazioni urbane o in aree climaticamente complesse.
I PROSSIMI PASSI
Il progetto è in fase avanzata. Entro maggio si concluderà lo studio di fattibilità per un prototipo destinato alla Stazione Spaziale Internazionale, sviluppato con l’Agenzia Spaziale Italiana. L’obiettivo è arrivare all’installazione tra il 2028 e il 2029, in una finestra temporale che precede la dismissione della ISS prevista intorno al 2030.
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