HumanCare2026, a Genova il focus per un sistema sanitario più umano

Un sistema sanitario più umano, capace di mettere davvero al centro la persona e non solo la malattia. È questa la visione che ha animato HumanCare 2026, il percorso collettivo che mette la persona al centro, valorizzando la relazione di cura e il ruolo della cultura e della tecnologia nella trasformazione del sistema sanitario.
A Genova il meeting nazionale 2026 che ha riunito professionisti della salute, istituzioni e mondo accademico per ridisegnare il futuro della sanità italiana.
Dalla teoria alla pratica: l’obiettivo è chiaro. Trasformare l’umanizzazione delle cure in un modello concreto, replicabile e condiviso su tutto il territorio nazionale.
HumanCare: cos’è
Il concetto di human care va ben oltre la relazione tra medico e paziente. Come ha sottolineato il coordinatore del progetto Paolo Petralia, riguarda ogni dimensione del sistema salute.
- Progettare ambienti ospedalieri accoglienti, meno freddi e più familiari;
- Usare la tecnologia per migliorare l’esperienza del paziente, non solo l’efficienza;
- Valorizzare il ruolo del volontariato e del terzo settore;
- Promuovere una cultura della cura basata su empatia e relazione;
- Sviluppare comunicazione e soft skills tra operatori sanitari;
Un vero e proprio modello organizzativo che coinvolge ospedali, territori, istituzioni e comunità.
HumanCare 2026, la tappa genovese di un percorso in crescita
Nato nel 2025 a Siena, HumanCare si sta affermando come uno dei principali laboratori italiani dedicati alla sanità centrata sulla persona che porterà nel 2027 alla tappa conclusiva di Modena, con l’obiettivo di costruire un manifesto nazionale dell’umanizzazione delle cure da proporre alle istituzioni sanitarie.
L’edizione 2026 di Genova ha visto la partecipazione di 72 realtà sanitarie tra pubblico, privato e università, tavole rotonde e laboratori sui cinque pilastri della cura del futuro e la condivisione di buone pratiche già attive nei territori.
Uno dei momenti centrali dell’evento è stata la consegna del Premio HumanCare 2025, dedicato alle migliori esperienze italiane. Cinque progetti premiati, sulla base dei cinque pilastri del progetto:
- Ambienti e umanizzazione: premiati Alessandro Poggi e Anna Rita Garzia (AOU Modena) per l’attenzione agli spazi di cura, progettati per ridurre il senso di estraneità del paziente.
- Tecnologia e umanizzazione: premiato Gianpaolo Ghisalberti (AOU Senese) per l’utilizzo del sito web ospedaliero come strumento di relazione e accessibilità.
- Volontariato e umanizzazione: premiata Maria Elena Secchi (ASL4 – ATS Liguria) per il coinvolgimento del terzo settore e il community building nella coprogettazione sanitaria.
- Cultura e umanizzazione: premiata Mariateresa Dacquino (AOU Alessandria) per lo sviluppo delle medical humanities e dei modelli relazionali nella cura.
- Comunicazione e soft skills: premiate Carmen Cappitella e Igina Breccia (AOU Sant’Andrea di Roma)per modelli operativi innovativi dedicati a bisogni complessi e personalizzati.
Verso una sanità centrata sulla persona
HumanCare è un percorso strutturato che mette in rete esperienze e competenze per migliorare concretamente il Servizio sanitario nazionale con la sfida di trasformare le buone pratiche locali in modelli replicabili, utili anche per i decisori pubblici e per le politiche sanitarie future.
“Non un punto d’arrivo, ma una tappa di un percorso che da tre anni mette in rete esperienze, competenze e persone per consolidare le politiche di umanizzazione delle cure e del benessere organizzativo in sanità – spiega Paolo Petralia, coordinatore del progetto HumanCare e degli Ambassador Sanità Italiana all’interno dei Grandi Ospedali -. Oggi raccogliamo un patrimonio straordinario: 72 rappresentanti di aziende sanitarie pubbliche, private e università che scelgono di confrontarsi e lavorare insieme su un nuovo modello di sanità“.
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