Sciami di api in città. L’apicoltore: “Fenomeno naturale in primavera, tanti interventi ma non sono pericolose”
GENOVA – Con la primavera tornano anche loro, le api. E con l’aumento delle temperature si moltiplicano le segnalazioni di sciami appoggiati su alberi, balconi, muri o persino sulle auto, anche in città.
È il periodo della sciamatura, un fenomeno naturale legato alla riproduzione delle colonie. Quando l’alveare cresce troppo, una parte delle api – anche 20 mila esemplari – lascia la “casa madre” insieme alla vecchia regina e si ferma temporaneamente in attesa di trovare un nuovo rifugio. Può trattarsi di un ramo, di una finestra, ma anche di intercapedini, camini o spazi lasciati aperti negli edifici.
Cos’è la sciamatura e perché avviene
“È la riproduzione della famiglia”, spiega l’apicoltore Marco Corzetto. “Quando diventano troppe si dividono: una parte si allontana e cerca una nuova dimora”. Una fase che può impressionare, ma che nella maggior parte dei casi non rappresenta un pericolo. Durante la sciamatura, infatti, le api sono meno aggressive. “Sono cariche di miele e difficilmente pungono”, osserva Corzetto. “Non sono interessate ad attaccare, cercano solo un posto dove fermarsi.” Il rischio aumenta solo se vengono disturbate o se qualcuno tenta di scacciarle.
Cosa fare quando si trova uno sciame
Il primo comportamento da adottare è quindi semplice: mantenere la calma ed evitare movimenti bruschi. Se lo sciame si trova in un luogo frequentato, è utile segnalare la presenza e tenere a distanza curiosi e passanti. Gli sciami non vanno mai uccisi, sia per il loro ruolo fondamentale nell’impollinazione, sia perché sono considerati a tutti gli effetti proprietà dell’apicoltore da cui provengono.
Nella maggior parte dei casi è sufficiente contattare un apicoltore o un’associazione specializzata. A Genova operano gruppi di volontari che intervengono gratuitamente quando lo sciame è accessibile. “Se sono appoggiate e raggiungibili, nel giro di un’ora si riesce a recuperarle senza problemi”, spiega ancora Corzetto.
La situazione cambia quando le api si insediano in spazi difficili, come muri o canne fumarie. In questi casi l’intervento diventa più complesso e può richiedere lavori edilizi.
Gli interventi e i piccoli rimedi
Può capitare anche di intervenire per falsi allarmi. “A volte veniamo chiamati per quello che sembra uno sciame e invece è altro”, racconta l’apicoltore,“Capita che un mucchio di foglie venga scambiato per un nido”.
Se le api non si sono ancora stabilite, esistono anche piccoli accorgimenti per allontanarle. Il fumo, ad esempio, può disturbare lo sciame e spingerlo a spostarsi altrove. “Si possono bruciare fondi di caffè asciutti per creare fumo”, spiega Corzetto. Soluzioni utili solo nella fase iniziale: quando la colonia si è già insediata, non funzionano più.
La raccomandazione resta quella di non intervenire in autonomia e di rivolgersi a chi è in grado di gestire lo sciame. Anche perché, oltre all’aspetto della sicurezza, c’è quello ambientale: le api sono essenziali per l’ecosistema e per la produzione alimentare. Segnalare la presenza di uno sciame in tempi rapidi permette di intervenire prima che trovi una sistemazione definitiva e di gestire la situazione senza rischi.
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