Musica tra Oriente e Occidente: a Genova un viaggio sonoro tra Giappone e Italia
Un ponte tra culture, suoni e visioni artistiche: a Genova un concerto speciale che racconta l’incontro tra Giappone e Italia attraverso la musica. Domani – sabato 11 aprile, alle ore 15 – al Museo d’Arte Orientale Edoardo Chiossone “Ispirazione musicale tra il Giappone e l’Italia”, un evento che celebra i 160 anni delle relazioni diplomatiche tra i due Paesi.
Un dialogo lungo 160 anni
Era il 1866 quando Italia e Giappone firmavano il trattato di amicizia e commercio. Da allora, un legame fatto di scambi culturali e influenze reciproche ha attraversato arte, letteratura e musica.
Questo concerto ne è la prova: un percorso che mette in luce come compositori italiani e giapponesi si siano ispirati a vicenda, creando nuove forme espressive. Dal “giapponismo” che affascinò l’Europa di fine Ottocento, fino alle avanguardie del Novecento, il filo conduttore è uno scambio continuo, fatto di suggestioni e contaminazioni.
Da Debussy a Cage: quando il Giappone ispira l’Europa
A guidare il pubblico in questo viaggio e racconto musicale saranno la soprano Megumi Akanuma e il pianista Takahiro Yoshikawa.
Akanuma, da anni attiva tra Italia e Giappone, è anche una figura di riferimento nella divulgazione della cultura musicale giapponese. “Del forte legame musicale tra Italia e Giappone si è sempre parlato poco” racconta la soprano a Radio Babboleo. “Per questo vogliamo raccontare come i giapponesi hanno imparato la musica occidentale: studiato, assorbito e sono diventati così pionieri della sperimentazione di questa musica globale, come linguaggio universale”.
Il programma attraversa epoche e stili diversi: si parte con Claude Debussy, tra i primi a lasciarsi affascinare dall’arte giapponese, fino ad arrivare alle sperimentazioni di John Cage. Nel mezzo, il dialogo tra Arnold Schönberg e il mondo dell’avanguardia, fino ai compositori giapponesi che hanno studiato in Europa e riportato in patria nuove idee musicali.
Un intreccio che dimostra come la musica possa superare confini geografici e culturali: un percorso che unisce haiku, avanguardia e tradizione, passando per sonorità delicate e sperimentazioni audaci.
Un’occasione per scoprire un lato meno conosciuto della musica giapponese e, allo stesso tempo, per rileggere quella europea con uno sguardo diverso.
Ascolta l’intervista a Megumi Akanuma
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