Il cinema entra nel dibattito sull’IA con “Wider than the Sky”, il film di Jalongo al Nickelodeon di Genova sabato 28 marzo

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Il cinema entra nel dibattito sull’IA con “Wider than the Sky”, il film di Jalongo al Nickelodeon di Genova sabato 28 marzo

La proiezione del documentario sarà accompagnata da un confronto con esperti su impatti, responsabilità e scenari dell’intelligenza artificiale

GENOVA – Un film sull’intelligenza artificiale che non parla solo di tecnologia ma di coscienza, potere e identità. È questo il cuore di “Wider than the Sky – Più grande del cielo”, il documentario di Valerio Jalongo in programma sabato 28 marzo alle 18.30 al Cinema Nickelodeon di Genova, seguito da un confronto pubblico.

Con il regista interverranno Valeria Affer, presidente del Comitato scientifico legale ENIA, Anita Liporace, presidente di A.D.G.I. Associazione Donne Giuriste Italia sezione Genova, Carlo Cassinari, CEO di Techmakers, Claudio Serravalle, deputy CEO di Moons, e Matteo Vaccari, CTO di CyberTribu.

Un film tra scienza, arte e tecnologia

Il film attraversa laboratori di ricerca, performance artistiche e centri tecnologici, mettendo insieme neuroscienziati, ingegneri, danzatori e robot umanoidi. Non per spiegare come funziona l’intelligenza artificiale ma per capire che cosa stia cambiando nel rapporto tra uomo e macchina. Jalongo lo fa partendo da un dato che ha ribaltato molte aspettative: “Pensavamo che sarebbe stata colpita prima la parte più manuale del lavoro, invece ha inciso subito su quella più intellettuale: scrittura, ricerca, programmazione“. È da qui che nasce lo spiazzamento che attraversa il film: l’IA non sostituisce solo le mani, ma entra nei processi mentali.

Intelligenza artificiale o collettiva?

Questo però, nel suo racconto, è solo il primo livello: “Il tema centrale è chi controlla questa enorme intelligenza e per quali scopi“. Il punto non è quindi dimostrare l’utilità o la pericolosità in sé, ma come viene usata e da chi. Ed è qui che il film insiste, mostrando anche le contraddizioni tra innovazione e concentrazione del potere.

Per questo Jalongo mette in discussione anche il linguaggio con cui la definiamo: “Sarebbe meglio chiamarla intelligenza collettiva perché si basa su tutto quello che l’umanità ha prodotto nella sua storia“. Un passaggio che sposta il discorso sul livello della consapevolezza. Se la conoscenza è condivisa, allora anche le responsabilità dovrebbero esserlo.

Nel film questo ragionamento passa attraverso la ricerca scientifica e tecnologica da una parte e il corpo, le relazioni e l’esperienza dall’altra. “Abbiamo una fragilità, una durata limitata ed è questo che genera emozioni, relazioni, ricerca“, riflette il regista. È su questa differenza che il documentario si sofferma, senza dare risposte definitive ma mettendo in fila le domande.

Un percorso internazionale e il confronto a Genova

“Wider than the Sky” è il risultato di un lavoro durato anni, tra ricerca e riprese in diversi Paesi, costruito entrando in contatto con comunità scientifiche e artistiche a livello internazionale. Presentato alla Festa del Cinema di Roma 2025 e in concorso a Visions du Réel, ha poi iniziato un percorso tra festival e sale, arrivando anche all’estero, dagli Stati Uniti al Canada. In Italia e in Svizzera è stato accompagnato da incontri e dibattiti con ricercatori e studiosi, diventando spesso punto di partenza per confronti pubblici, anche nelle scuole. Ascolta l’intervista su Radio Babboleo.

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