Nuova luce nella Basilica di San Siro: il progetto di Friends of Genoa e la curiosa “Annunciazione che non c’è”

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Nuova luce nella Basilica di San Siro: il progetto di Friends of Genoa e la curiosa “Annunciazione che non c’è”

GENOVA – Una luce nuova per restituire profondità, colori e dettagli a uno dei luoghi più affascinanti del centro storico di Genova. La Basilica di San Siro, prima cattedrale della città e scrigno del barocco genovese, si presenta oggi con un impianto di illuminazione completamente rinnovato grazie all’intervento promosso e finanziato dalla Fondazione Friends of Genoa.

Sono stati installati 113 faretti LED di ultima generazione, con un risparmio energetico di circa l’80% rispetto ai precedenti sistemi alogeni. L’obiettivo è quello di unire tutela e promozione del patrimonio e sostenibilità: rendere leggibili affreschi, statue e architetture con una luce calibrata che restituisca la percezione dello spazio e dei volumi senza alterare l’equilibrio storico dell’edificio.

“San Siro è un amore che dura da anni”, racconta Thea Raggi De Marini, direttrice della Fondazione Friends of Genoa. Il legame della Fondazione con la Basilica nasce infatti nel 2022: “Il nostro primo intervento, appena nata la Fondazione, è stato proprio qui: il restauro di una tela enorme, quaranta metri quadrati, l’Ultima Cena di Orazio De Ferrari”.

L’idea dell’illuminazione scenografica è arrivata quasi per caso, durante una visita internazionale alla chiesa. “Avevamo ospiti stranieri, tra cui l’architetto Norman Foster. Era mezzogiorno e un fascio di luce entrava dalle finestre illuminando la chiesa per pochi minuti. Foster disse: sarebbe straordinario avere sempre questa luce”. Da quella osservazione è nato il progetto: “Ci si è accesa la lampadina: perché non creare un impianto che permetta alla basilica di essere illuminata come se fosse sempre con la luce del giorno?.

Il sistema utilizza apparecchi sviluppati dall’azienda tedesca ERCO, specializzata nell’illuminazione museale e architettonica. Il risultato è una luce naturale e calibrata che consuma pochissimo: Tutta la chiesa è illuminata con due kilowatt e mezzo. Prima c’erano pochi faretti alogeni e grandi neon sui pilastri del Seicento, davvero impossibili da guardare”.

Per la Fondazione il progetto si inserisce in una visione più ampia.“La nostra fondazione è nata per contribuire al rilancio di Genova e ridarle visibilità. Cosa meglio che illuminare le sue meraviglie?” spiega Raggi De Marini, che anticipa i prossimi progetti: “Senza averlo pianificato a tavolino siamo diventati un po’ degli illuminatori: abbiamo rifatto l’illuminazione di Palazzo Rosso, la faremo a Palazzo Bianco e al Museo del Tesoro della Cattedrale”.

L’Annunciazione che non c’è

Ma nella Basilica di San Siro in questi mesi c’è anche un’altra storia, più curiosa. Nella cappella laterale dove normalmente si trova l’Annunciazione di Orazio Gentileschi, oggi il quadro non c’è.

Il dipinto, che non aveva mai lasciato la chiesa da quattro secoli, è stato prestato alla mostra “Orazio Gentileschi. Un pittore in viaggio” alle Sale Chiablese dei Musei Reali di Torino. Tolto il quadro, è rimasta una parete spoglia, con i mattoni a vista. Da qui l’idea creativa. “Ci sembrava un peccato lasciare la cappella vuota. Così è nata l’idea di ricreare il quadro… ma senza i protagonisti”. Firmatario del progetto è Luigi Berio, il quale ha riprodotto la scena dell’Annunciazione senza la Madonna e senza l’angelo. È rimasta la stanza vuota, con il letto sfatto e il fascio di luce dalla finestra. L’abbiamo chiamata l’Annunciazione che non c’è: stiamo aspettando che tornino”.

Una soluzione ironica e narrativa che ha avuto l’effetto di far parlare dell’opera forse più di quanto avrebbe fatto la sua presenza. Il dipinto dovrebbe tornare a Genova in estate.

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