“Il Teatro è tuo!”, al Teatro Nazionale di Genova cinque progetti per l’accessibilità e l’inclusione: biglietto sospeso, lingua dei segni e percorsi tattili
GENOVA – Cinque progetti per rendere il teatro più accessibile, dal punto di vista sociale, sensoriale e fisico. Il Teatro Nazionale di Genova rafforza il percorso avviato negli ultimi anni con “Teatro senza barriere”, una serie di iniziative che accompagnano la stagione 2025/2026 e puntano ad ampliare la partecipazione culturale.
Tra le azioni previste figurano l’introduzione della Lingua dei Segni Italiana, il biglietto sospeso, repliche accessibili con audiodescrizione e percorso tattile sul palcoscenico, il potenziamento dei sistemi audio nelle sale e nuovi interventi per migliorare l’accessibilità degli spazi.
Il progetto si inserisce nella linea indicata dal direttore Davide Livermore, che lega l’attività del teatro pubblico al principio di accesso alla cultura richiamato dall’articolo 3 della Costituzione. «Il teatro non è solo un edificio, ma una casa aperta: un luogo dove ogni spettatrice e ogni spettatore può sentirsi accolto», spiega. Il messaggio accompagna anche il claim scelto per la stagione, “Il Teatro è tuo!”. «I cinque progetti che presentiamo sono percorsi costruiti insieme al territorio. Se il teatro è davvero di tutti, può contribuire a cambiare la comunità».
Il biglietto sospeso
Tra le iniziative economiche e sociali c’è il biglietto sospeso, attivo da tre stagioni con il sostegno della Fondazione Carige. Il teatro mette a disposizione una quota di ingressi destinati a persone segnalate da associazioni e realtà educative del territorio. I numeri sono cresciuti negli anni: dai 700 biglietti del primo anno si è passati ai 1200 dell’attuale stagione.
La rete coinvolta comprende circa venti realtà, tra cui Comunità Sant’Egidio, San Marcellino, Disabili in carrozzina, Il Granello, L’Albero della Vita e diversi istituti scolastici cittadini. Per Andrea Chiappori, della Comunità di Sant’Egidio, iniziative di questo tipo permettono di ridurre una distanza spesso invisibile: “Per molte persone che seguiamo il teatro resta un luogo lontano. Il biglietto sospeso restituisce l’idea che la cultura possa essere davvero di tutti“.
Toccare la scena prima dello spettacolo
Un’altra novità riguarda le repliche accessibili per persone ipovedenti e cieche, realizzate in collaborazione con il Centro Diego Fabbri, attivo dal 2004 nel campo dell’accessibilità culturale. Il progetto prevede dieci spettacoli con audiodescrizione in diretta e un percorso tattile sul palcoscenico, durante il quale gli spettatori possono esplorare scenografie e oggetti di scena prima della rappresentazione.
Tra le repliche ancora in calendario figurano “Colpi di timone” con Tullio Solenghi il 15 marzo e “Lisistrata” con Lella Costa il 12 aprile.
Interventi tecnici e accessibilità degli spazi
Sempre sul fronte dell’accessibilità sensoriale, le quattro sale del teatro – Ivo Chiesa, Eleonora Duse, Gustavo Modena e Sala Mercato – sono state dotate di sistemi di amplificazione audio pensati per migliorare la ricezione degli spettacoli da parte delle persone con difficoltà uditive.
Un intervento riguarda anche l’accessibilità fisica. Dalla fine del 2025 la sala Ivo Chiesa dispone di un nuovo ascensore che consente l’ingresso diretto alla platea per persone con disabilità motoria o in carrozzina. L’opera è stata realizzata con fondi del Comune di Genova attraverso il PNRR e con il contributo della Regione Liguria tramite il Fondo Strategico Regionale 2023.
Le attività di inclusione sono sostenute dalla Fondazione Carige, che supporta anche le iniziative della Scuola di Recitazione Mariangela Melato. Per Francesca Ravaschio, consigliera di amministrazione della fondazione, il progetto amplia le possibilità di accesso alla cultura: “Il teatro è uno dei luoghi più antichi di condivisione umana. Rendere possibile la sua fruizione anche a chi incontra ostacoli economici o sensoriali significa trasformarlo in uno spazio realmente condiviso“.
Il percorso si sviluppa anche attraverso la collaborazione con il CELIVO, il Centro di servizio per il volontariato della città metropolitana di Genova, con cui il teatro ha rinnovato il protocollo d’intesa attivo dal 2019. Per il presidente Stefano Dossi, il legame tra istituzioni culturali e volontariato rafforza il tessuto sociale della città: “Quando la cultura incontra il volontariato si crea una relazione che arricchisce l’intera comunità“.
Il progetto “Teatro senza barriere” ha ricevuto inoltre una menzione speciale al Premio Partnership 2025, promosso da CELIVO e Confindustria Genova, per la collaborazione con RP Liguria ODV, associazione impegnata nel supporto alle persone con retinite pigmentosa e altre malattie della retina. Gli operatori dell’associazione hanno contribuito alla formazione del personale del teatro per migliorare l’accoglienza degli spettatori ipovedenti.
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