Progetto Itaca Genova, un arcipelago contro lo stigma della salute mentale

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Progetto Itaca Genova, un arcipelago contro lo stigma della salute mentale

GENOVA – Un arcipelago che tiene insieme città diverse e storie personali spesso invisibili. Ne fa parte anche Genova: è il Progetto Itaca, sezione locale della Fondazione Progetto Itaca – ETS, oggi tra le principali organizzazioni italiane impegnate sul fronte della salute mentale con 18 sedi attive nel Paese.

Il primo progetto? Partorito più di venticinque anni fa; quello di Genova è attivo dal 2013. Da allora Itaca sostiene persone che attraversano disagi psichici e le loro famiglie, favorisce l’accesso precoce alle cure e lavora su quel terreno invisibile che è la cultura, scardinare stigma e pregiudizio. È qui che si gioca la partita più importante, perché senza la possibilità di esporsi e chiedere aiuto ogni intervento rischia di arrivare tardi.

Lo spiega Laura Borgoni, presidente della sezione genovese: “Con qualunque malattia ci si può curare e si può guarire. La malattia mentale è più difficile da affrontare perché le persone spesso si vergognano”. Per questo l’impegno è prima di tutto volto a restituire al disagio psichico lo stesso statuto delle altre patologie. “Cerchiamo di fare in modo che tutti abbiano il coraggio di manifestare il proprio problema così come manifesterebbero un mal di denti”.

Il primo approdo è la Linea di Ascolto Nazionale, un numero verde che orienta verso i servizi più adatti. Poi c’è la sede divia Bartolomeo Bosco, dove volontari formati – insieme a psichiatri e operatori del settore – costruiscono percorsi gratuiti di sostegno.

Tra i progetti genovesi, c’è anche “Famiglia a Famiglia”: mette accanto familiari che hanno già attraversato l’esperienza della malattia e altri che stanno iniziando a farlo. “Quando si ammala un membro, si ammala tutta la famiglia”, ecco perchè, accanto a questo, ci sono gruppi di aiuto distinti tra persone con disagio psichico e familiari, guidati da facilitatori.

C’è poi il Club Itaca Genova, centro diurno non sanitario dove si lavora sull’autonomia e sul recupero del ritmo di vita. Le attività quotidiane servono a ricostruire sicurezza, capacità relazionali, competenze. Quando possibile, il percorso guarda anche al reinserimento lavorativo.

Molto richiesto è il progetto di prevenzione nelle scuole superiori del territorio genovese, realizzato insieme agli operatori di ASL3. Si parla ai ragazzi, agli insegnanti, ai genitori. Si prova a distinguere il disagio adolescenziale dalla malattia mentale, a riconoscere i segnali, a intervenire presto. Le richieste aumentano, le liste d’attesa anche. Segno che il bisogno c’è.

E c’è un altro elemento che emerge nel confronto con i giovani: la pressione del risultato, del successo, dell’essere sempre all’altezza. “Nell’ottica della nostra società la logica è arrivare più in alto possibile”, osserva Borgoni. “I ragazzi spesso lamentano di non sentirsi all’altezza delle aspettative dei genitori. Questo è uno dei fattori di rischio”. Non grandi drammi lontani, ma tensioni quotidiane che, se ignorate, possono diventare altro.

Progetto Itaca Genova vive esclusivamente di volontariato e di sostegni privati. Tutti i servizi sono gratuiti. La sede è in via Bartolomeo Bosco 15 interno 9A. Per informazioni è attivo il numero 010 0981814; per il progetto scuole il riferimento è 333 3346505. Per saperne di più, qui.

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