Primo Soccorso: il punto con l’esperto della Croce Bianca Genovese

La Liguria è la prima regione in Italia per rapidità di intervento, a confermarlo i dati dell’ultimo rapporto Agenas. In un’emergenza sanitaria, il tempo resta la variabile decisiva: tra la chiamata al 112 e l’arrivo dell’ambulanza trascorrono in media circa 8 minuti. Nell’arresto cardiaco, però, ogni minuto senza manovre riduce di circa il 10% le probabilità di sopravvivenza.
“Il sistema di soccorso arriva nel minor tempo possibile – spiega Federico Ursi, responsabile comunicazione della Croce Bianca Genovese-, ma i cittadini possono essere i primi a intervenire”.
Arresto cardiaco: l’importanza di un intervento tempestivo
L’arresto cardiaco è una patologia tempo-dipendente: l’assenza di circolazione provoca rapidamente danni agli organi vitali. Le manovre eseguite da chi è presente servono a mantenere una minima ossigenazione fino all’arrivo dell’equipe sanitaria.
Cosa fare davanti a un sospetto arresto cardiaco
Le indicazioni operative sono standardizzate:
- Verificare le condizioni: se la persona non risponde e non respira normalmente.
- Chiamare il 112: fornire indirizzo preciso e restare in linea. L’operatore guida passo passo.
- Iniziare il massaggio cardiaco: in assenza di formazione, seguendo le istruzioni ricevute telefonicamente.
- Utilizzare il defibrillatore se disponibile: i dispositivi pubblici sono automatici e forniscono indicazioni vocali.
Con o senza formazione: il timore di intervenire
La formazione non è necessaria per attivare i soccorsi, ma migliora rapidità e qualità delle manovre: riconoscimento dell’arresto cardiaco, compressioni più efficaci e uso più rapido del defibrillatore.
Una delle principali resistenze è la paura di sbagliare: “meglio fare qualcosa piuttosto che non fare nulla – sottolinea Ursi – sia dal punto di vista morale che dal punto di vista legale. Gli operatori guidano il soccorritore passo passo“. Le procedure di emergenza prevedono infatti il supporto continuo della centrale operativa, soprattutto per chi non ha formazione sanitaria.
“Il fare qualcosa parte, inizialmente, da una corretta chiamata di soccorso: fornire informazioni chiare e precise, restando in linea con l’operatore, rispondendo con calma alle sue domande, significa già contribuire in modo determinante alla salute del paziente“.
I corsi della Croce Bianca Genovese
La Croce Bianca Genovese organizza, durante l’anno, corsi gratuiti aperti a tutta la popolazione. Questi prevedono: rianimazione cardiopolmonare, anche pediatrica, e utilizzo del defibrillatore, oltre ai percorsi per diventare volontari soccorritori.
Nuovi cicli formativi sono programmati con l’inizio della primavera.
In sintesi
Il soccorso sanitario inizia con la chiamata al 112 e prosegue con l’intervento dell’equipe. Nel mezzo, le azioni dei presenti, anche guidate a distanza dagli operatori, possono contribuire incisivamente nella gestione dell’emergenza.
Ascolta qui l’intervista integrale a Federico Ursi.
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