Disabilità e lavoro, l’inclusione oltre i numeri: domani il confronto a Tursi

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Disabilità e lavoro, l’inclusione oltre i numeri: domani il confronto a Tursi

GENOVA – Il lavoro resta uno dei principali ambiti in cui l’inclusione delle persone con disabilità incontra ostacoli strutturali. In Italia il tasso di occupazione è fermo attorno al 33%, un divario ancora profondo e che impone una riflessione che va oltre il piano normativo, toccando cultura organizzativa, pratiche quotidiane e responsabilità condivise.

In questo contesto si inserisce l’incontro “Disabilità e mondo del lavoro: prospettive per una società inclusiva”, in programma domani, giovedì 5 febbraio alle 17.30, nel Salone di Rappresentanza del Comune di Genova, promosso da AIDP Liguria e AIDP Nazionale con il patrocinio dell’amministrazione comunale.

“La domanda da cui partiremo è come rendere le nostre organizzazioni più accessibili e inclusive” – spiega Ilaria Griffoni, referente Inclusion AIDP Liguria -“Il punto è capire dove si colloca l’ostacolo: se nella cultura, nelle regole o nei modelli organizzativi”.

Il confronto riunirà esperienze diverse, dal mondo aziendale a quello dell’informazione. Presenti Elio Benvenuti, ispettore alle persone con disabilità per Alleanza Assicurazioni, e di Simone Fanti, giornalista, e da anni impegnato nel racconto delle condizioni di vita delle persone con disabilità.

L’attenzione non sarà limitata ai luoghi di lavoro in senso stretto. “La vita non si svolge solo dentro uffici o fabbriche”, riflette la referente AIDP, “ma attraversa spazi pubblici, scuole, servizi e contesti quotidiani”. In questo quadro rientra anche il tema dei caregiver, una componente spesso invisibile ma centrale nel sistema di supporto alle persone con disabilità.

Un passaggio rilevante del dibattito sarà dedicato al linguaggio. “È uno strumento che usiamo ogni giorno e che influenza il modo in cui leggiamo la realtà, parlare in modo corretto di disabilità e inclusione aiuta a ridurre stereotipi e disuguaglianze. Progressi sono stati compiuti, ma “manca ancora la capacità di portare questi temi nella quotidianità delle organizzazioni e delle istituzioni”.

Lo sguardo si estende infine al rapporto tra scuola e lavoro. “Le nuove generazioni crescono in contesti più attenti alle differenze”, osserva Griffoni, “e rischiano di incontrare un mondo del lavoro non ancora preparato”. Una distanza che “diventerà sempre più evidente nei prossimi anni e richiederà risposte concrete”.

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