Ex Ilva, vittima sul lavoro a Taranto. Scatta lo sciopero anche a Cornigliano
GENOVA – Si ferma anche lo stabilimento ex Ilva di Cornigliano dopo la morte di un operaio nello stabilimento di Taranto. Lo sciopero di 24 ore proclamato a livello nazionale da Fim, Fiom e Uilm coinvolge anche il sito genovese: le linee si sono fermate da oggi pomeriggio, in segno di lutto e protesta.
La tragedia è avvenuta questa mattina all’Acciaieria 2 di Taranto, dove Claudio Salamida, 46 anni, ha perso la vita durante un controllo all’interno dell’impianto. In attesa che venga chiarita la dinamica dell’incidente, i lavoratori si stringono attorno alla famiglia dell’operaio.
Da Genova, per la Fiom un segnale che non può essere ignorato. “Abbiamo fermato la fabbrica, tutto fermo fino a domani mattina – spiega Armando Palombo Fiom Cgil– è un momento di riflessione ma anche di lotta“. Poi il nodo che lega Taranto a Cornigliano: “C’è un immobilismo che va avanti da anni e una mancanza di investimenti sugli impianti. Sono strutture complesse, hanno bisogno di manutenzione. Questa agonia non può durare ancora a lungo“.
Anche a Cornigliano, sottolinea ancora Palombo, da tempo vengono segnalate criticità legate alla sicurezza e allo stato degli impianti, “oggi ai minimi storici di produzione”. Lo sciopero, spiegano i sindacati, è anche un modo per dire basta a una gestione fatta di rinvii e soluzioni temporanee. Ascolta l’intervento di Armando Palombo su Radio Babboleo.
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