Medici di medicina generale, accordo aggiornato in Liguria: più presenza sul territorio e incentivi per le aree interne

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Medici di medicina generale, accordo aggiornato in Liguria: più presenza sul territorio e incentivi per le aree interne

GENOVA – Dopo quasi vent’anni di attesa, la Regione Liguria chiude il rinnovo dell’accordo integrativo regionale con i medici di medicina generale. Un passaggio che aggiorna in modo sostanziale le regole del rapporto tra i medici di famiglia e il sistema sanitario e che incide direttamente sull’organizzazione dell’assistenza territoriale, a partire dalle Case della Comunità.

Il nuovo ruolo dei medici nelle Case della Comunità

Il nuovo accordo ridefinisce il ruolo dei medici di medicina generale all’interno delle strutture territoriali: l’impegno previsto è di 38 ore settimanali nelle Case della Comunità diffuse in tutta la regione. “Dopo 18 anni abbiamo un accordo completamente revisionato”, spiega l’assessore regionale alla Sanità Massimo Nicolò.

Incentivi per le aree interne

Uno dei nodi principali riguarda le aree interne, dove la carenza di medici è cronica. L’intesa prevede un rafforzamento degli incentivi economici per chi sceglie di lavorare nei territori più lontani dalla costa. “Abbiamo raddoppiato mediamente sia la quota pro capite sia quella forfettaria per garantire assistenza anche a chi non vive lungo la costa”.

Strutture operative e servizi di base

Le Case della Comunità sono pensate come strutture operative a pieno regime: le hub saranno attive 24 ore su 24, mentre spoke e presidi territoriali garantiranno almeno 12 ore di apertura. I medici lavoreranno insieme a infermieri di famiglia e di comunità, personale amministrativo e strumentazioni per gli esami di prima istanza.

Accesso diretto per i cittadini

Un cambio di passo riguarda anche l’accesso diretto: nelle Case della Comunità i cittadini potranno presentarsi senza prenotazione. “L’obiettivo non è solo intervenire sulle liste d’attesa, ma dare risposte tempestive”, osserva Nicolò, “ai problemi, piccoli o grandi, che i cittadini possono avere”.

La presa in carico dei pazienti fragili

Dal punto di vista organizzativo, il nuovo assetto rafforza anche la presa in carico dei pazienti più fragili. “I medici di famiglia saranno sempre di più i pilastri delle Case della Comunità”, spiega Isabella Cevasco, direttore sociosanitario di ASL 3, “perché permettono una risposta tempestiva e una presa in carico efficace”.

Formazione e carenza di medici

Resta il tema della formazione e della scarsità di nuovi medici di medicina generale, soprattutto nelle zone più isolate. Secondo la Regione, però, il rinnovo dell’accordo può diventare un incentivo concreto.

Il cronoprogramma delle strutture

Sul fronte delle strutture, il cronoprogramma PNRR viene confermato: 36 Case della Comunità saranno completate entro marzo 2026, mentre 11 Ospedali di Comunità entreranno in funzione entro l’estate dello stesso anno.

Ascolta la diretta su Radio Babboleo.

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