100 anni di Berio, Le Strade del Suono celebra il compositore imperiese con due giorni di musica e incontri
GENOVA – Cento anni dalla nascita e un’eredità che continua a generare connessioni. Questo fine settimana Genova dedica un’intera edizione de “Le strade del suono – Festival Berio”, progetto di Eutopia Ensemble, a Luciano Berio. Un omaggio “in 48 ore“, tra ascolti, incontri e legami musicali. Matteo Manzitti, compositore e direttore artistico del festival, lo riassume così: “Facciamo una scorpacciata di Berio, ma non solo di Berio”.
Il punto di partenza è la natura aperta del compositore ligure, capace di attraversare generi, epoche e linguaggi. “Lui era convinto che la musica fosse un flusso incessante di esperienze”, ricorda Manzitti, “una spirale in cui tutto si recupera, si rielabora“.
Due giorni, due percorsi
Venerdì 5 dicembre il festival apre con “Bach, Bartók, Berio”, concerto itinerante per due violini (ore 16 e 18) che attraversa due luoghi simbolici e lontani tra loro: Palazzo Imperiale e Casa Gavoglio al Lagaccio. Una scelta che riflette il modo in cui Berio dialogava con la storia della musica, rinnovandola senza mai irrigidirla.
Sabato 6 dicembre, ore 16.30, Sala Munizioniere di Palazzo Ducale, arriva “Legàmi”, un percorso di musica e riflessione con Eutopia Ensemble, la soprano Giulia Zaniboni, musicologi e il compositore Fabio Vacchi, ospite d’onore. Un dialogo sulle eredità artistiche, sugli intrecci e sulle affinità elettive che hanno attraversato l’opera beriana.
Un patrimonio “che deve restare vivo”
Nel raccontare il senso del festival Manzitti parte dalla propria esperienza personale per spiegare perché Berio debba restare un riferimento vivo: “Queste grandi figure devono appartenere alla memoria comune”, ricordando come il compositore ligure abbia attraversato ricerca, istituzioni e divulgazione con la stessa naturalezza. E confessa un dettaglio che lo ha segnato: “Io ero un giovane studente quando lo vidi per la prima volta, capivo il 30% di quello che diceva, ma è proprio per questo che ho iniziato a studiare di più”.
Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero, scelta che per Manzitti ha un significato preciso: “Per non lasciare scuse“, invitando i genovesi, e non solo, a incontrare o riscoprire una delle figure più influenti del Novecento musicale. Maggiori informazioni, qui. Ascolta l’intervista su Radio Babboleo.
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