Storie e improvvisazione Jazz, a Genova “Sei Gradi Festival”

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Storie e improvvisazione Jazz, a Genova “Sei Gradi Festival”

Un vero e proprio dialogo tra musica e poesia, in cui la narrazione si intreccia con l’improvvisazione jazzistica e le radici di Genova: questo è il cuore pulsante di Sei Gradi Festival, dal 14 novembre al 18 dicembre in luoghi simbolo della città.

Un format di grande successo che abbiamo voluto portare dal vivo” – racconta il Presidente della Fondazione Entroterre Claudio Borgianni, ideatore del Festival in collaborazione con Lousiana Jazz Club – “Abbiamo iniziato anni fa lavorando nelle periferie di varie regioni italiane, cercando connessioni tra comunità e musica. Genova però ci ha stupito e così abbiamo ideato un festival ad hoc”.

Sei Gradi, dalle connessioni umane alla musica

La teoria dei sei gradi di separazione afferma che ogni persona nel mondo può essere connessa ad un’altra attraverso sei passaggi. Con il festival vogliamo dimostrare come queste connessioni si manifestino attraverso musica, memoria e narrazione“.

Da qui nasce l’idea del Sei Gradi Festival, trasformando la teoria in un percorso artistico, umano e identitario che procede su due binari paralleli e complementari:

Un ponte tra musica e comunità

Un ponte tra generazioni, tra memoria e innovazione, tra luoghi della città e persone che la abitano. Questa è la mission di Sei Gradi Festival.

Abbiamo coinvolto la comunità attraverso un questionario, chiedendo alle persone cosa volessero raccontare di Genova. Da questi spunti sono nati i ‘gradi’ che uniscono i concerti. Il pubblico diventa parte attiva del processo, non semplice spettatore” – racconta Borgianni – “Genova è diventata un luogo perfetto per far dialogare jazz e narrazione. Lo scorso anno le sale erano piene e l’accoglienza è stata straordinaria. Quest’anno la sfida cresce: più date, più luoghi, più connessioni”.

Il programma di Sei Gradi Festival a Genova

Un mese di appuntamenti che intrecciano linguaggi diversi e artisti di alto livello.

14 novembre – Louisiana Jazz Club (ore 21.30)
LeBurn Maddox Trio apre il festival con il celebre chitarrista statunitense, affiancato da Walter Cerasani (basso) e Giampaolo Feola (batteria). Maddox ha collaborato con leggende come James Brown, Marvin Gaye e George Clinton.

15 novembre – Louisiana Jazz Club (ore 21.30)
Alberto Tacchini Jazz Trio, con una serata dedicata agli standard jazz. In scena anche una sessione di live painting realizzata dagli studenti dell’Accademia Ligustica di Belle Arti.

21 novembre – Villa Durazzo Bombrini (ore 21)
“Chet is Back!” con Felice Reggio (tromba e flicorno) e Donatella Chiabrera (voce): un omaggio poetico e musicale al mito di Chet Baker.

22 novembre – Louisiana Jazz Club (ore 21.30)
Louisiana Poetry Slam: una gara tra poeti, giudicati direttamente dal pubblico. Un’esperienza di pura energia performativa.

6 dicembre – Villa Durazzo Bombrini (ore 21)
Primo appuntamento con Luca Damiani e i dialoghi dei Sei Gradi. Ospite: Simone Zanchini, tra i fisarmonicisti più innovativi e sperimentali del panorama internazionale.

18 dicembre – Louisiana Jazz Club (ore 21.30)
Chiusura con i Sei Gradi e un grande nome della musica italiana: Dado Moroni, pianista genovese di fama mondiale, intervistato da Luca Damiani.

Info e biglietti: Louisianajazz.it/

Ascolta qui l’intervista integrale

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