Suoni dal mondo: in viaggio con il Festival del Mediterraneo

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Suoni dal mondo: in viaggio con il Festival del Mediterraneo

La musica come linguaggio universale, capace di unire popoli, culture e tradizioni differenti: è questo il cuore del Festival del Mediterraneo che festeggia quest’anno la sua 34ª edizione.

Un viaggio sonoro e visivo attraverso cinque continenti, nelle location più belle della Liguria con musicisti, danzatori e performance internazionali che guideranno lo spettatore in un percorso sensoriale tra culture lontane in scenari suggestivi.

La musica come incontro tra popoli

Il flamenco suonato con un’arpa, dai raga e le tabla indiane intrecciati con il beat box, fino alle sei stagioni indiane che si affiancano alle quattro di Vivaldi: l’obiettivo del Festival del Mediterraneo è proprio quello di creare dialoghi tra tradizioni musicali e culture diverse.

Valorizzare e far incontrare culture, popoli, generi e discipline” – racconta a Radio Babboleo il direttore artistico e organizzatore del festival Davide Ferrari – “ancora di più quest’anno con il tema è ‘musica memoria futura‘ che va a fondo nei linguaggi delle radici ma anche guardando al futuro“.

Festival del Mediterraneo: il programma

Fra tradizione ed elettronica, giovedì 11 settembre al La Claque di Genova “Il respiro del Nord nelle notti di Genova“: voce e suoni artici in un rituale ipnotico con Pelkka Poutanen (Finlandia).

L’energia liberatoria della danza contemporanea e della musica per commemorare l’80° anniversario di Hiroshima e Nagasaki: venerdì 12 settembre all’Ex Caserma Gavoglio di Genova ci sarà Il Corpo Nucleare con la partecipazione di Joji Hirota in “Corpi che raccontano silenzi e memorie“.

Commemorazione che verrà ricordata anche venerdì 18 e sabato 19 settembre al Teatro Internazionale di Quartiere (TIQU) con “Note e voci per non dimenticare“, Elegia Atomica, nuova produzione del Festival con La Banda di Piazza Caricamento e la straordinaria voce di Sainkho Namčylak (Italia, Marocco, Tajikistan, Rwanda, Grecia, Repubblica di Tuva) e le note sospese di pianoforte di Angela Alferi.

La bellezza della musica coreana al femminile il 13 e 14 settembre il Chiostro del Museo Diocesano e il Castello D’Albertis ospiteranno Maegandang (Corea del Sud) con “Tre voci di seta che parlano la lingua del tempo” accompagnate dal fascino antico degli strumenti haegeum, gayageum e geomungo.

Il 20 settembre si torna al Castello D’Albertis, sede espositiva di Echo Art, con “Concerto al Buio”, evento condotto dal fado portoghese di Dona Rosa, cantante non vedente.

Chiusura il 23 settembre nella maestosa Sala delle Grida di Palazzo della Borsa con Dervishes Remixed (Italia/Siria), un incontro magnetico fra la danza rotante dei dervisci sufi e il linguaggiodella musica e della danza contemporanea.

Giunta alla sua 34ª edizione, la rassegna ha portato in oltre tre decenni musiche provenienti da più di 80 paesi, alcune delle quali mai uscite dai loro territori di origine. Una memoria sonora che continua a vivere nel pubblico, nelle migliaia di spettatori che dal 1992 hanno potuto viaggiare attraverso il mondo grazie ai suoni del Festival.

Info e prenotazioni sul sito echoart.org

Ascolta qui l’intervista integrale al direttore artistico e organizzatore del Festival Davide Ferrari

Segui la diretta su Radio Babboleo

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