Sport e alcol, un match pericoloso

Preoccupano i dati sull’uso e abuso di alcol anche tra i più sportivi, per un fenomeno emergente che coinvolge sportivi ma anche tifosi. Secondo l’ultimo report 2025 del Dipartimento stile di vita Asl3, che ha coinvolto circa 3200 ragazzi tra gli 11 e 18 anni, emerge un quadro preoccupante: la pratica sportiva non allontana i giovani dall’alcol, anzi.
Alcol e binge drinking già dagli 11 anni
La ricerca si è focalizzata sul fenomeno del binge drinking, cioè il consumo di molte unità alcoliche in poche ore.
“Il 6% dei ragazzi tra 11 e 13 anni che praticano sport continuativo in società sportive fa binge drinking, contro il 4,5% di chi fa sport solo saltuariamente” racconta a Radio Babboleo Patrizia Balbinot, responsabile benessere organizzativo e lavoro d’equipe del Dipartimento stili di vita Asl 3 “Il dato cresce con l’età: 20% tra i 14-15enni sportivi agonisti (contro il 15% del gruppo saltuario) e addirittura 40% tra i 16-17enni, a fronte del 30% di chi si allena di rado”
Dati in linea con quelli internazionali: “in paesi come Inghilterra, Francia e Stati Uniti gli sportivi arrivano a consumare fino al 20-28% di alcol in più rispetto ai non sportivi“.
Pubblicità e società a incentivare il consumo di alcol
“Socializzare, sentirsi parte di un gruppo, celebrare una vittoria. Siamo in una società in cui l’alcol è ovunque” – spiega Balbinot – “un ruolo chiave lo gioca la pubblicità, che lega sempre più lo sport all’alcol. Quindi lo sport non protegge dall’alcol e associare sport e alcol nelle pubblicità significa convincere l’opinione pubblica che sia un elemento positivo”.
Serve educare i ragazzi già in età preadolescenziale sui danni provocati dall’alcol. “Serve una stretta collaborazione con le società sportive che già fanno un lavoro straordinario, che giocano un ruolo fondamentale nel promuovere stili di vita corretti”.
Alcol nemico dello sport
“Associare l’alcol allo sport significa non fare bene allo sport” commenta il professor Gianni Testino, direttore del Dipartimento Educazione a corretti stili di vita e programmi di comunità ASL3 “i ragazzi che bevono con modalità binge drinking hanno più rischi di infortuni muscolari e fratture, perché l’alcol riduce la qualità del tessuto muscolare e la capacità di difendersi dai traumi. Inoltre il recupero fisico e mentale risulta molto più lento”.
Conoscere per agire: la società deve intervenire
Il cambiamento passa anche dalle istituzioni: “chiediamo che le bevande alcoliche non vengano mai associate allo sport, per non generare comportamenti scorretti soprattutto nei più giovani” – continua Testino – “la politica dovrebbe proibire la pubblicità degli alcolici in concomitanza con le attività sportive“.
“Tutto questo si riverbera anche a chi guarda lo sport: basti osservare i consumi allo stadio. Anche le società sportive dovrebbero portare avanti degli atteggiamenti etici da questo punto di vista, andando anche contro il mercato. E’ tempo di prendere delle posizioni precise”.
Il messaggio che emerge con forza è che lo sport e l’alcol non possono convivere senza conseguenze. Educazione, informazione e responsabilità sociale sono le chiavi per proteggere i giovani: sport e alcol non possono convivere senza conseguenze.
L'articolo Sport e alcol, un match pericoloso proviene da Babboleo.