Cras Campomorone, ricoverata un’upupa: estate oltre quota 2.500 animali
Al Cras di Campomorone, il centro di recupero per animali selvatici gestito dall’Enpa, l’estate si chiude con un ospite d’eccezione: un’upupa, arrivata con un’ala malandata e una corsa contro il tempo da affrontare. “Dire che è un uccello raro forse è un’esagerazione” chiarisce Davide Ruffino, zoologo del centro. “Ma certo non è un avvistamento quotidiano. È una specie schiva, frequenta soprattutto campagne ancora sane, e di questi tempi non è che ne restino molte.”
L’esemplare, un giovane dell’anno, è stato trovato impossibilitato a volare. La diagnosi è netta: frattura del coracoide, un osso profondo della spalla, difficile da trattare e fondamentale per il volo. “Dovrà stare a riposo per almeno un mese” – fanno sapere dal Cras – “Se l’osso si salda bene, potrà partire. Ma i tempi sono stretti”.
L’upupa è un uccello migratore. Ogni anno torna in Italia a inizio primavera per riprodursi, poi a fine estate riparte per svernare in Africa. “Sono tra i primi migratori a comparire”, racconta Ruffino. “Si fanno vedere già a marzo, per questo molti li chiamano i galletti di marzo. Hanno quella cresta a ventaglio così particolare che non puoi confonderli con nessun altro”.
Inconfondibile anche il piumaggio arancio-rosato e il volo ondulato. Oggi, però, l’upupa è una specie protetta e in calo, minacciata dalla perdita di habitat, dai pesticidi e dalla mancanza di siti di nidificazione. Le segnalazioni si concentrano nelle zone costiere, in particolare tra Puglia, Calabria, Sicilia e Liguria.
Un’estate calda (troppo): oltre 2.000 ingressi
Nel frattempo, il Cras ha vissuto una stagione rovente, in tutti i sensi. “È stata un’estate pesante, la più intensa degli ultimi anni” conferma Ruffino. “Siamo già oltre i 2.500 animali ricoverati”. Il boom? I rondoni: oltre 500 esemplari, molti giovanissimi. “Crollano dai nidi o si lanciano per sfuggire al caldo. Non riescono più a tornare su. Vanno sempre raccolti e portati qui: da terra non si rialzano.” Oltre ai rondoni, sono arrivati merli, tortore dal collare, gabbiani reali, e tanti rapaci: “Gheppi e civette, più di cinquanta ingressi per specie”.
Ascolta l’intervista su Radio Babboleo.
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