Portofino, le gorgonie diventano digitali: il progetto di una start-up di Sestri Levante che unisce robot e intelligenza artificiale per salvare il mare
PORTOFINO – Alla Secca dell’Isuela, a un passo da Punta Chiappa, un piccolo esercito tecnologico è sceso sott’acqua per mappare e monitorare uno dei gioielli naturali della Liguria: la foresta di gorgonie rosse. Si tratta di un ROV, un robot sottomarino armato di telecamere 6K e sensori capaci di leggere temperatura, salinità, pH, ossigeno disciolto e persino l’attività fotosintetica delle alghe.
È il cuore di NEPTUNE, progetto guidato dalla start-up MYWAI, che ha i suoi laboratori nell’ex Convento dell’Annunziata, nella Baia del Silenzio. Qui si lavora su intelligenza artificiale e ricostruzioni 3D per dare ai ricercatori strumenti rapidi e precisi. “Grazie all’AI, la fase di rilevamento e quella di analisi si svolgono quasi in contemporanea” – racconta la biologa marina Ilaria Rosso di Vita di Ubica Srl – “I dati arrivano a terra in tempo reale e possiamo capire subito lo stato di salute dell’ambiente”. Il progetto è stato sviluppato anche grazie alla collaborazione con OCEAN-PULSE, programma di ricerca del Joint Research Centre della Commissione Europea, che ha realizzato una sonda multiparametrica open-source e low-budget.
Immagine del ROV mentre registra video sulle gorgonie alla Secca dell’Isuela
Risultati del monitoraggio: densità stabile, ma crescita ridotta
Il test in mare si è svolto in un’area protetta famosa tra i sub e delicatissima per l’ecosistema. Le gorgonie sono considerate ingegneri del fondale: offrono rifugio e nutrimento a decine di specie, ma soffrono sempre più le ondate di calore e la mucillagine estiva. “Abbiamo visto che la densità è stabile rispetto al 2021, ma le dimensioni sono diminuite“– spiega Rosso di Vita – “Questo significa che l’habitat non è in equilibrio ottimale”.
Dai conteggi manuali alla ricostruzione 3D dell’intero habitat
La differenza con il passato sta nella scala e nella precisione. I metodi classici si basano su campioni ristretti e conteggi manuali. Con NEPTUNE, invece, l’intero ambiente viene ricostruito in 3D, visibile su un visore VR, e ogni parametro ambientale resta legato a un punto preciso della mappa. È possibile misurare l’altezza di una gorgonia o stimare la superficie colonizzata, confrontando i dati con campagne precedenti.
Finanziato dal bando RAISE, NEPTUNE si chiuderà a fine agosto. Ma l’obiettivo è già chiaro: portare questo tipo di monitoraggio avanzato in altre aree marine del Mediterraneo e creare una rete continua di osservazione.
Ascolta l’intervista su Radio Babboleo.
L'articolo Portofino, le gorgonie diventano digitali: il progetto di una start-up di Sestri Levante che unisce robot e intelligenza artificiale per salvare il mare proviene da Babboleo.