Ostreopsis ovata: tutto quello che devi sapere sull’alga che abita il mar ligure

Anche in questa estate 2025 si torna a parlare dell’Ostreopsis ovata, una microalga tropicale che abita il Mediterraneo ormai dalla fine degli anni ’90. Ma di cosa si tratta? Come riconoscerla e quali sono le conseguenze di questa presenza?
Lo abbiamo chiesto a Davide D’Arena del coordinamento acque di balneazione Arpal.
Cos’è l’Ostreopsis ovata?
L’Ostreopsis ovata è una microalga che vive nelle acque basse vicino alla costa, ancorata alle macroalghe e che, in particolari condizioni – come temperature elevate, mare calmo e scarsa circolazione – può svilupparsi in modo massiccio, dando origine ad una “fioritura algale”.
“Avevamo avuto un primo evento molto eclatante nel 2005 con una fioritura particolarmente importante con conseguenze anche per la salute dell’uomo” – racconta Davide D’Arena a Radio Babboleo – “Per questo viene controllata annualmente lungo la costa, andando a valutarne l’abbondanza. Abbiamo dei limiti d’emergenza, sopra i quali vengono avviati dei protocolli di controllo più serrati”.
Come riconoscerla?
“Trattandosi di un’alga microscopica, l’unico modo per individuarla è campionando dell’acqua e guardarla al microscopio” – spiega l’esperto – “Quello che possiamo notare ad occhio nudo è quando quest’alga prolifera abbondantemente staccandosi dal fondo. Crea così in superficie degli aggregati abbastanza schiumosi e giallognoli, però molto facilmente confondibili con i pollini”.
Effetti e conseguenze per i bagnanti
Durante la fioritura, l’alga può rilasciare una tossina chiamata ovatossina che può dare sintomi lievi e temporanei, che coinvolgono le prime vie respiratorie con irritazioni, tosse, congiuntivite, raffreddore e tosse.
“Sicuramente dannosa per gli animali marini, può avere degli effetti anche sui bagnanti ma lievi e confondibili con un banale raffreddore o influenza“.
Il monitoraggio acque di Arpal
Continua intanto il monitoraggio costante da parte di Arpal lungo le coste liguri per valutare la qualità delle acque ed informare la cittadinanza.
Sono 16 punti di controllo proprio dedicati all’Ostreopsis ovata: “punti sentinella, quindi più critici e più idonei al controllo e all’individuazione delle microalghe” spiega D’Arena.
Sul sito Arpal sono consultabili tutti gli aggiornamenti costanti lungo la costa ligure.
Ascolta l’intervista integrale a Davide D’Arena
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